Mondiali di scherma, Favaretto oro nel fioretto femminile: Errigo ko in finale
SchermaIl fioretto femminile italiano ha scelto il modo più bello per chiudere il programma individuale dei Mondiali di Hong Kong: prendersi il gradino più alto del podio senza lasciare spazio a nessun'altra bandiera. Favaretto sale sul trono per l’oro numero 125 della storia della scherma italiana, Errigo fa un altro passo nella leggenda
La finale è tutta azzurra. Da una parte Martina Favaretto, dall'altra Arianna Errigo. Vince Favaretto 15-7, conquista il primo titolo mondiale individuale della carriera e completa un percorso che, con 6 medaglie tra individuale e squadra, la consacra definitivamente tra le grandi del panorama internazionale, tre anni dopo il bronzo di Milano 2023, conquistato alle spalle di Arianna Errigo, che invece, aggiunge un altro tassello a una storia che continua a sfidare il tempo: l'argento vale la 24ª medaglia mondiale, l'11ª individuale, diciassette anni dopo il primo podio iridato di Antalya 2009. Non è soltanto una doppietta. È una fotografia del fioretto italiano. La campionessa del presente che diventa la campionessa del futuro, accanto a una fuoriclasse che, a 38 anni, continua a salire sul podio mondiale con la naturalezza di chi ha trasformato l'eccezione in abitudine.
Fioretto azzurro da record
Il successo di Favaretto aggiorna anche il libro dei record. Medaglia n° 381 dell’albo internazionale di questo sport, 125° titolo mondiale della storia della scherma italiana, conquistato esattamente cento anni dopo il primo oro iridato firmato da Giorgio Chiavacci a Budapest nel 1926. Con l’oro e l’argento di Hong Kong, inoltre, il fioretto femminile azzurro raggiunge quota 98 medaglie mondiali, confermandosi uno dei patrimoni tecnici più preziosi dello sport italiano. E il dominio non si ferma alle due finaliste. Martina Batini chiude quinta (che peccato non vederle coronare la stagione su quel podio!) e Anna Cristino sesta: quattro italiane tra le prime sei della classifica finale sono la dimostrazione più concreta della grandezza di questo movimento che continua a produrre campionesse, stagione dopo stagione.
I risultati della sciabola maschile
Meno sorrisi arrivano dalla sciabola maschile. Michele Gallo è il migliore degli azzurri con il 28° posto, seguito da Pietro Torre (39°), Cosimo Bertini (42°) e Matteo Neri (49°), in una gara che non regala all'Italia l'acuto sperato, mentre vede tornare la Russia sul gradino più alto del podio con tutti i suoi vessilli, ma soprattutto con un atleta, Pavel Graudyn, che aldilà della bandiera, a riprova di quanto già fatto vedere a Padova, nella prova di Coppa del Mondo trasmessa da Sky, promette di far risentire presto parlare di sé. Il bilancio della fase individuale resta comunque di assoluto livello: cinque medaglie complessive, con un oro e quattro argenti, e la certezza di presentarsi alle prove a squadre con entusiasmo e ambizioni ancora più alte, per la prima volta in testa al medagliere. Il programma prosegue con il fioretto maschile e la spada femminile, le prime due squadre azzurre chiamate a trasformare l'eredità lasciata dagli individuali in una nuova corsa verso il podio. E il grande album dei record è pronto per un’altra pagina da ricordare.