Luna Rossa, bisogna crederci ancora

America's Cup
Guido Meda

Guido Meda

Rammarico per l'Italia ad Auckland: Luna Rossa fa in testa quasi tutta gara-9 ma non basta: verso la fine dell'ultimo lato di bolina finisce in una zona in cui il vento gira dalla parte sbagliata e perde la regata. Ai neozelandesi basta un punto, ma non è ancora finita

LUNA ROSSA-NEW ZEALAND: LA CRONACA DELLA NOTTE

Regata nove a New Zealand. Vista dall’italiano pessimista: un’altra vittoria e i kiwi vincono la Coppa America. Vista dall’ottimista: quattro regate vinte di fila e Luna Rossa vince la Coppa America. 

 

È paradossale, ma perdere l’unica regata di giornata (l’altra è stata cancellata per instabilità del vento), dopo averla fatta tutta davanti e azzeccando ogni mossa punge  sul nervo sensibile di chiunque abbia fatto un minimo di bocca buona guardando Luna Rossa regatare e andare continuamente vicina a vincere. Per inciso, è stata una delle regate più belle di sempre.

Il campo è il C, davanti al porto di Auckland: quello con il vento più instabile e bizzoso possibile. La regata inizia con una partenza in cui New Zealand accelera un filo meglio. 

 

Ma Luna Rossa Prada Pirelli è lì sopravento e non perde. Al boundary (il confine del campo di regata) Luna Rossa manovra velocissima e inizia un bordo in cui Checco Bruni timoniere di sinistra , facendo angolo, risalendo cioè il vento più degli avversari senza fermare la barca, riesce a costringere New Zealand ad una virata a bassa velocità. È il primo capolavoro. È il recupero.

 

Da lì la regata si sviluppa tutta con Luna Rossa davanti, sempre in copertura, in marcamento stretto. Anche in poppa. È nel secondo lato che, ancora Checco Bruni, sfruttando il vantaggio delle mura a dritta, porta New Zealand quasi fuori dal campo a perdere altri metri. È il secondo capolavoro.

I neozelandesi hanno certamente il vantaggio di una barca più veloce, con cui compensano tutto, ma continua ad essere evidente che a fantasia e tattica gli italiani regatino meglio. Magari sono costretti a farlo, ma regatano meglio. Luna Rossa non fa che obbligare New Zealand a cambiare iniziativa. Il fatto che trasforma questa storia si verifica all’ultimo lato di bolina, anzi, quasi alla fine del lato. Luna Rossa vira in faccia a New Zealand costringendola  ancora ad una virata di difesa che stavolta, invece che creare un danno, mette i neozelandesi in una zona di buon vento. A Luna Rossa tocca la sinistra del campo in cui il vento gira, molto e dalla parte sbagliata. È il sorpasso, il dramma, la sfortuna, il problema, la condanna a perdere aria, metri, regata. A chiudere sul 6 a 3. A New Zealand manca un punto. Bisogna crederci ancora.

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