21 gennaio 2017

C'è City-Tottenham. Il Chelsea ritrova Diego Costa

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City-Tottenham, sarà spettacolo: all'andata finì 2-0 per gli Spurs (Foto Getty)

Il big-match di giornata è quello tra la squadra di Guardiola, reduce dal ko con l'Everton, e gli Spurs. Conte riabbraccia il suo attaccante per la sfida all'Hull City; peggior difesa contro miglior attacco in Swansea-Liverpool, ma i Reds soffrono le trasferte contro le piccole

Liverpool in testa a 11 punti, poi Tottenham 8, Chelsea e City 6, Arsenal e United 5. Questa la classifica della Premier League se si tenesse conto solo degli scontri diretti tra le big. Purtroppo per la squadra di Klopp, però, esistono anche le piccole e una di queste le tocca a questo giro.

Senza storia? - Contro lo Swansea ultimo in classifica (Liverpool-Swansea, sabato ore 13.30, diretta su Sky Sport 3 HD) sarà sfida impari tra il miglior attacco (Liverpool, 49 fatti) e la peggior difesa (Swansea, 49 subiti): che speranze possono avere i gallesi di fermare i Reds nella partita che aprirà la giornata di Premier? Onestamente, pochissime e legate unicamente al fatto che finora il Liverpool imbattuto contro le altre prime della classe ha faticato soprattutto nelle trasferte in apparenza più semplici (sconfitto a Bournemouth e Burnley, pari a Sunderland). Aggiungendoci che a Klopp mancherà “l’apriscatole” Mané, impegnato in Coppa d’Africa e preziosissimo in questo genere di gare.

Pep-ita dal Brasile - Il big match di giornata riguarda però l’altra inseguitrice diretta del Chelsea, il Tottenham (appaiato al Liverpool a -7) che va in casa del Manchester City (sabato ore 18.30, diretta su Sky Sport 3 HD). Per entrambe un banco di prova importante: un test per dimostrare che la vittoria sul Chelsea non è stata frutto del caso, per gli Spurs; l’occasione per rialzare la testa dopo il 4-0 incassato contro l’Everton, per i Pep-boys, tra i quali potrebbe fare il suo debutto il tanto atteso Gabriel Jesus, finalmente liberato dal Palmeiras. Un ulteriore gioiello per una squadra che fatica pur potendo contare su De Bruyne, Sané, Sterling, David Silva e mister “un gol ogni 108 minuti” Aguero.

Meglio ieri o oggi? - Eppure, numeri alla mano, Guardiola ha anche migliorato la resa della squadra che un anno fa con Pellegrini, a questo punto della stagione, contava 12 vittorie in campionato (13 quelle di Pep) e 40 punti in classifica (ora ne ha 42). Certo, un anno fa la prima era a 3 punti (oggi è a 10), ma l’attuale distacco dalla vetta è soprattutto merito del Chelsea e della sua striscia da record, mentre nella scorsa stagione, semplicemente, in testa si correva di meno e ci si alternava di più.

Ibra United - Intanto Mourinho prepara la freccia (gioca contro lo Stoke City) e sogna il sorpasso sul “cugino” Pep per coronare una rimonta da sogno che ha visto Ibrahimovic protagonista della conquista dell’Inghilterra in appena 3 mesi. Dopo le sue prime 20 partite di Premier ha segnato 14 reti, numeri raggiunti prima di lui da Aguero, Shearer o, per restare in casa United, da Van Persie (meglio hanno fatto solo Van Nistelrooy e York, 15 gol dopo le loro prime 20 gare di Premier).

Separati e riabbracciati - A proposito di gente che incide, altri due nomi. Il primo è quello di Payet, che il West Ham non vuole più sentire neanche su whatsapp e che guida la classifica delle occasioni create per gli Hammers a quota 74, davanti a Lanzini (23: una cinquantina in meno...) e Michail Antonio (21). Si prevede un finale di campionato complicato, per il West Ham, senza di lui…

Il secondo è Diego Costa, che al contrario sembra intenzionato a non soffrire più di mal di schiena, almeno fino al termine della stagione. Anche Conte sa che con lui in campo dal primo minuto la percentuale di vittoria del Chelsea è del 60%, dato che scende al 48% in sua assenza, e dunque se lo tiene stretto. Lo rivedremo in campo domenica, contro l’Hull City (ore 17.30, diretta su Sky Sport 3 HD). Sempre domenica, altre due gare: Southampton-Leicester (ore 13, diretta su Sky Sport 3 HD) e Arsenal-Burnley (ore 15.15, diretta su Sky Sport 3 HD). Un anno fa, di questi tempi, Ranieri e Wenger battagliavano in vetta.

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