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23 febbraio 2017

Conte si racconta: "Ora Londra è come casa"

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Antonio Conte, allenatore del Chelsea (Getty)

L'allenatore dei blues ha commentato i suoi primi mesi a Londra tra difficoltà e successi. Ha spiegato che l'amore per la squadra dura da anni, anche grazie agli italiani ex Chelsea come Vialli, Zola e Di Matteo. Ma ancora non si è goduto a pieno la città: "Ho bisogno di mia moglie e di mia figlia"

L'allenatore del Chelsea Antonio Conte racconta la sua esperienza ai blues in compagnia di Rick Glanvill, biografo ufficiale della squadra. Ha raccontato il suo rapporto con Londra e con gli altri italiani che hanno giocato nel Chelsea come Gianluca Vialli e Gianfranco Zola. Ma anche della Juventus e di Carlo Cudicini, assistente e insegnante di inglese di Conte.

"Il Chelsea è una bella realtà" - Nonostante l'inizio incerto, ora Conte domina la Premier League. "In tutta onestà, non è stato facile all'inizio - ha spiegato Conte -. Sto cercando di ambientarmi. Sono fortunato a stare a Londra, di vivere in una bella realtà come il Chelsea perché è un posto dove se vuoi lavorare, puoi lavorare. C'è un fantastico campo di allenamento, un proprietario, Abramovich, che sta molto vicino alla nostra squadra e vuole sapere molto. È una cosa buona: a volte mi piace parlare di calcio con lui".

Il blues nel cuore - Un amore, quello per i blues, nato prima della chiamata di Abramovich. "Seguo molto il Chelsea perché ci giocano sempre calciatori e manager italiani: Gianluca Vialli, Gianfranco Zola e Roberto Di Matteo. Ho giocato con lui in Nazionale. Con Gianluca ho giocato per tanti anni alla Juventus: insieme, abbiamo vinto la Champions League e lui era il mio capitano. Per questo motivo seguo molto questo club. Poi, quando è arrivato Abramovich, il Chelsea è diventato una delle squadre più forti al mondo".

"Mia moglie è una guida" - Un buon feeling con la città ma per apprezzarla c'è bisogno della famiglia. "In questo periodo non ho visitato molto Londra. Ho lavorato molto e la mia famiglia è rimasta in Italia. Ho bisogno di mia moglie e di mia figlia per godermi la città perché quando loro sono qui, mi portano a visitare i musei e il centro. Ho bisogno di mia moglie perché è una guida: ama informarsi e studiare la città.

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