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07 ottobre 2018

John Terry si ritira dal calcio giocato. Ufficiale l'addio dell'ex Chelsea: "Pronto per la prossima sfida"

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L'ex capitano del Chelsea conferma ufficialmente i rumors delle ultime settimane: "Dopo 23 anni incredibili è ora di dire basta. Grazie a chi mi ha dato sempre sostegno, ora sono pronto per la prossima sfida". Cosa riserva il suo futuro?

SUN: TERRY TORNA AL CHELSEA, SARA' ALLENATORE DELL'UNDER 23

LA CARRIERA DI JOHN TERRY IN 60 SCATTI

John Terry ha chiuso il suo capitolo da calciatore. L'ormai ex difensore inglese, dopo settimane di rumors che segnalavano un suo possibile addio dal calcio giocato, ha confermato ufficialmente di aver appeso gli scarpini al chiodo. Dopo l'esperienza della scorsa stagione all'Aston Villa, Terry ha avviato dei colloqui per firmare con lo Spartak Mosca ma alla fine, su consiglio della famiglia, ha rifiutato l'offerta, mettendo a questo punto la parola fine alla sua straordinaria carriera, cominciata con il Chelsea nel 1995 (a livello professionistico nel 1998) e che gli ha regalato una quantità enorme di soddisfazioni. L'ex capitano dei Blues, che compirà 38 anni il prossimo 7 dicembre, ha reso pubblica la sua decisione attraverso una lunga lettera su Instagram, anticipata da una bellissima immagine di lui con il trofeo del campionato inglese in mano e davanti ai suoi inseparabili tifosi. "Dopo 23 incredibili anni da calciatore, ho deciso che ora è il momento giusto per ritirarsi - scrive Terry che poi riavvolge in poche parole il suo lungo cammino con il sempre fedele compito di proteggere la sua porta -. Ho molte persone da ringraziare. Mia moglie e i miei due figli, Georgie e Summer, per essere stati i miei scogli per tutta la mia carriera. Non ce l'avrei potuta fare senza di voi, vi amo con tutto il cuore. Ringrazio i miei genitori, Sue e Ted, per i sacrifici che hanno fatto per me quando ero ragazzo, dandomi l'opportunità di realizzare il mio sogno e diventare un calciatore professionista. Mio fratello, Paul, per il suo aiuto e i suoi consigli durante tutta la mia carriera, e tutta la mia famiglia e gli amici per il loro grande sostegno. A 14 anni ho preso la mia decisione migliore e più importante: firmare per il Chelsea Football Club. Le parole non saranno mai sufficienti per dimostrare quanto significano per me tutti quanti nel club, in particolare i tifosi. Fin dall'inizio mi hanno dato un sostegno totale, dentro e fuori dal campo, e ho un legame straordinario con loro. Abbiamo così tanti bei ricordi insieme, non avrei potuto farcela senza di voi. Per me voi siete la miglior tifoseria del mondo. Spero di avervi reso orgoglioso indossando questa maglia e la fascia da capitano. Voglio ringraziare i miei fantastici compagni di squadra, gli allenatori, i manager e le persone dello staff con cui ho avuto l'onore di lavorare e imparare. Tutti mi hanno guidato sulla strada giusta per riuscire a giocare 717 partite nel club che amo ed è stato un privilegio servirli come capitano. Mi hanno anche aiutato a realizzare il sogno della mia infanzia: giocare e fare il capitano dell'Inghilterra, una cosa di cui sono immensamente fiero. La mia carriera e il mio cuore saranno sempre di proprietà del Chelsea, ma sono grato per il mio periodo di prestito al Nottingham Forest nel 1999, davvero prezioso per il mio sviluppo come giocatore. E voglio anche ringraziare enormemente l'Aston Villa per avermi dato l'opportunità di giocare in un club così grande e capitanarlo per tutta la stagione 2017-18. È stato un privilegio rappresentare una squadra di calcio così rinomata con grandi tifosi.

Attendo con ansia il prossimo capitolo della mia vita e le sfide future".

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La carriera e il possibile futuro

19 anni vissuti con un'unica maglia, quella del suo amato Chelsea. In mezzo anche un breve intermezzo con il Nottingham, "prezioso per la mia crescita" come l'ha definito lo stesso JT, e poi l'ultimo passo di un'entusiasmente e lunga carriera da capitano dell'Aston Villa. Con i Villains non c'è stato il lieto fine, visto il ko rimediato contro il Fulham nei playoff promozione, ma ha potuto mantenere vivo - ancora per qualche altro mese - quel fuoco che gli ha permesso di spadroneggiare sulla linea difensiva negli oltre 20 anni disputati da protagonista. Cominciò tutto il 26 dicembre 1998 contro il Southampton, il "Boxing Day", il primo di 717 passi che lo hanno reso sempre più grande fino a farlo diventare un gigante. Nel 2000 il primo trofeo con i Blues, la Fa Cup (cinque vinte in totale nel ventennio successivo), quattro stagioni dopo la prima Premier League, diventata un indimenticabile double con la Coppa di Lega (l'ultima nel 2014-15). Quell'anno Terry non vinse solo il campionato, ma fu nominato anche miglior giocatore del torneo. Il 21 maggio 2008 arrivò la serata che poteva lasciare una macchia indelebile sulla sua carriera: nella finale di Champions contro i connazionali del Manchester United, l'ex difensore scivolò dal dischetto e calciò fuori il suo rigore consegnando il trofeo nelle mani dei Red Devils. L'ex capitano inglese trovò il modo di riscattarsi quattro stagioni dopo, nella seconda finale contro il Bayern Monaco. Quella volta i tiri dagli 11 metri sorrisero al numero 26 che, la stagione successiva, fece bis con l'Europa League. Nel 2017 JT firmò l'ultima grande impresa della sua meravigliosa carriera - prima dell'approdo all'Aston Villa -, vincendo per la quinta volta da capitano la Premier League. Cosa gli riserva, ora, il futuro? La prossima tappa di Terry dovrebbe essere... il Chelsea. Secondo il Sun, infatti, l'ex centrale potrebbe tornare a Stamford Bridge per allenare la formazione Under 23. Più difficile invece l'ipotesi rilanciata dal Daily Mail, secondo cui JT tornerebbe all'Aston Villa per fare da secondo a Thierry Henry, in pole per sostituiire Steve Bruce.

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