Verhagen, il calciatore 'fantasma': la sua storia tra viaggi e truffe

Calcio

Il 25enne olandese ha cambiato quattro importanti club nell'ultimo anno, senza mai scendere in campo. Pochi giorni fa è scattato l'arresto: aveva truffato tutti fingendosi sponsorizzato da un'importante agenzia... 

Giocare a calcio a livello professionistico è il sogno di tantissimi ragazzi in giro per il mondo. Ci sono giovani talentuosi che non riescono a realizzarlo e poi c'è anche chi, pur non avendo le qualità adatte per confrontarsi ad alti livelli, riesce comunque a rimediare importanti contratti. Tra quest'ultimi va incluso senza dubbio Bernio Jordan Enzo Verhagen, ma la storia del 25enne offre risvolti ben superiori alla semplice 'questione di fortuna'. Il suo percorso, come accuratamente raccontato sulle pagine di Vice, comincia infatti nel 2009 nelle giovanili del Willem II, formazione olandese che rappresenta la sua unica vera esperienza da calciatore, ma è nel corso dell'ultimo anno che Verhagen diventa protagonista.
 

Il primo passaggio è quello in Moldavia, dove il giocatore firma per la Dinamo-Auto, società dilettantistica. L'avventura dura circa un mese, lui non scende mai in campo e decide di far ritorno a casa. Nel frattempo, però, cominciano a circolare strane voci sul suo conto a proposito di frodi con carte di credito. Il suo giro del mondo è appena cominciato. Nell'arco della stessa stagione, infatti, l'olandese vola in Sudafrica e firma per il Cape Town City, una delle squadre più prestigiose dell'intero continente. Come ha fatto a convincere il club a dargli una possibilità? Poco importa, perché anche in questo caso un mese dopo ha già pronte le valigie in mano. Destinazione Cile, dove ad accoglierlo a braccia aperte c'è l'Audax Italiano, club della massima divisione. Qui conosce anche una ragazza, Nayaret Muci, con la quale non molto tempo dopo decide di lasciare il Paese sudamericano e trasferirsi in Danimarca. Il motivo? "I miei compagni di squadra erano razzisti e mi chiamavano scimmia e schiavo" dirà ai microfoni de La Tercera. Intanto continuano a emergere altri dettagli sulla sua vita extracalcistica, in particolare le parole espresse in una storia Instagram dalla stessa Muci, qualche giorno prima dell'intervista, nel quale accusa Verhagen di averla picchiata e di tenerla prigioniera in Danimarca.
 

Il 25enne olandese, comunque, continua a muoversi e ottiene il quarto contratto nel giro di pochi mesi. Questa volta ad acquistarlo è il Viborg, ma neanche tra i danesi riesce a collezionare gettoni sul campo. Anzi, è il club danese a mettere fine alla sua carriera, perché la trattativa svela il clamoroso retroscena alle spalle. "Il giocatore è arrivato attraverso la Stellar Group, un'agenzia che rappresenta grandi nomi come Gareth Bale" ammettono alcuni dirigenti della società, inconsapevoli all'inizio che in realtà dietro quel giro di mail, telefonate e documenti ci fosse l'attività di una o più persone tese a truffare i loro interlocutori, fingendosi appunto membri della Stellar Group. Tra le varie frodi, anche il falso interesse di un club cinese per acquistare il cartellino di Verhagen. Una volta scoperto l'inganno, il Viborg rescinde il contratto e il giocatore - se così si può definire - viene arrestato l'indomani con l'accusa di frode e il sospetto di aver assalito e derubato varie persone, tra cui Nayaret Muci. Un'intera carriera in giro per il mondo ... senza mai scendere in campo.

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