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Bundesliga, altri striscioni contro Dietmar Hopp: chi è il proprietario dell'Hoffenheim

Bundesliga

Altre proteste contro il patron dell'Hoffenheim in Union Berlin-Wolfsburg. I giocatori hanno abbandonato il campo per sei minuti. Il profilo del miliardario e il perché delle contestazioni dei tifosi

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In Germania è successo ancora. Dopo il caos nella partita dell'Hoffenheim contro il Bayern di Monaco, un altro match interrotto per le offese del pubblico a Dietmar Hopp, il proprietario dell'Hoffenheim. Il nuovo caso nella sfida tra Union Berlin e Wolfsburg, con parte dei fan berlinesi ad aver esposto striscioni di insulti nei confronti dello stesso Hopp, e i giocatori - come risposta - ad aver abbandonato il campo rientrando negli spogliatoi. L'interruzione è durata sei minuti, poi le squadre sono tornate sul terreno di gioco chiudendo regolarmente il primo tempo. La sfida si è poi chiusa sul 2-2, alimentando altre polemiche in un weekend molto complesso per il calcio tedesco.

Chi è Dietmar Hopp

Ma perché il patron che ha portato una squadra (rilevata nel 1989) dall'ottava serie del calcio nazionale a giocare la Champions League (lo scorso anno) è tanto odiato dai tifosi? In Bundesliga esiste la regola del 50+1, ovvero quella che stabilisce come il 51% di un club non possa appartenere a una persona o azienda. La parola d'ordine deve essere sempre azionariato popolare. Hopp, che non risponde a questa regola dopo una deroga ricevuta, è diventato - per i suoi detrattori - il simbolo di un calcio artificiale, "finto", dove sono solo i soldi a farlo da padrone. Icona di un pallone commerciale, lontano dalla tradizione e dal calcio di tutti. Secondo i dati di Forbes, Hopp - magnate del mondo dell'informatica - si è piazzato al 96° posto al mondo tra i miliardari più ricchi del 2019, e al 23° dei più ricchi nel mondo tech nel 2017. Il suo patrimonio stimato - sempre da Forbes - è di 14.7 miliardi di dollari. Frutto dell'impero lanciato nel 1972, insieme ad altri quattro ex colleghi della IBM, con la società di software SAP (Systems, Applications, Products). Prima co-CEO dal 1988, poi presidente del consiglio di vigilanza fino al 2003. Nel 1996 ha trasferito la maggior parte delle sue azioni in una fondazione, la Dietmar Hopp Stiftung, che sostiene programmi sportivi, medici, educativi e sociali con oltre 700 milioni di dollari investiti dalla sua nascita.

 

Settantanove anni, sposato, due figli, è l'icona del self-made man. Nel 1989 l'entrata nel mondo del calcio, in un piccolo club della frazione di Sinsheim (35mila abitanti appena). La scalata nettissima: dall'ottavo livello del calcio nazionale alla promozione in Bundes del 2008. Poi l'Europa, prima nell'Europa League e poi in Champions lo scorso anno: anche se ultimo nel girone con City, Lione e Shakhtar, e con zero vittorie. Lo stadio attuale dell'Hoffenheim è stato promosso da lui, con oltre cento milioni di investimento, e il campo delle giovanili e della squadra femminile porta il suo nome. Qualche curiosità: è proprietario del Domaine de Terre Blanche, un resort nel sud della Francia acquistato dall’attore Sean Connery. E l’asteroide 210432 Dietmarhopp, scoperto dall’astronomo Felix Hormuth nel 2008, gli è stato dedicato in suo onore.