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06 novembre 2012

Pato tiene a galla il Milan, con il Malaga è 1-1 a San Siro

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Nella 4.a giornata di Champions i rossoneri impattano contro gli spagnoli. Vantaggio per gli iberici con Eliseu al 40', pareggio del Papero al 73'. La squadra di Allegri ha ora un punto di vantaggio sull'Anderlecht e due sullo Zenit

MILAN-MALAGA 1-1
40' Eliseu (Ma), 73' Pato (M)

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La Champions non è il campionato e di certo il Malaga non è il Chievo. Il timore che il 5-1 ottenuto sabato scorso fosse un fuoco di paglia aleggiava nell'aria. Il Milan ha quasi mandato in fumo le sue chance di prosecuzione in Champions e solo un colpo di testa di Pato ha permesso alla squadra di Allegri di riequilibrare le sorti di un confronto che aveva preso sfumature drammatiche.

Nella notte del ritorno a San Siro del presidente Silvio Berlusconi (mancava da agosto) e della prima volta del Malaga in Italia, la squadra di Pellegrini, già qualificata agli ottavi, ha subito il primo gol in questa manifestazione. Eppure i rossoneri, in campo con Pato preferito a Pazzini, erano sembrati voler aggredire gli spagnoli senza lasciare campo ai loro buoni palleggiatori, tantomeno spazio alle rapidissime punte Eliseu e Isco. A tratti i rossoneri sono riusciti a imporre il ritmo alla gara specie nella parte centrale del primo tempo quando Bojan, galleggiando tra le linee, ha trovato buoni palloni giocabili. Caballero è stato bravo in due occasioni a sventare la minaccia prima sullo spagnolo, poi su un calcio piazzato ben indirizzato da Emanuelson. Ed è bastata un'unica azione in verticale al Malaga per passare in vantaggio: difesa scoperta, mancata diagonale di Constant, taglio e piazzato di Eliseu.

Nella ripresa il Milan, pur volenteroso, non è riuscito a scardinare la ragnatela di passaggi tessuta dalla squadra di Pellegrini. Un El Shaarawy non brillantissimo ha pagato con la sostituzione con Boateng nell'azzardo tentato da Allegri. E poi quando tutti avrebbero optato per un ingresso di Pazzini al posto del Papero è stato proprio Pato a riequilibrare l'incontro con un'incornata che ha un significato molteplice: tenere il Milan in corsa per la qualificazione agli ottavi e fungere da elisir per rigenerare un calciatore che faticosamente sta provando a tornare quello di un tempo.

Nel finale l'ingresso di Robinho è stato il chiaro segnale che il Milan ha provato a vincere la gara invogliato anche dal risultato proveniente da Bruxelles con l'Anderlecht in vantaggio sullo Zenit (1-0 il risultato finale). Non è bastato il cuore al Milan, è mancata la qualità necessaria per affondare il colpo. Due gare ancora per decidere il futuro: un punto di vantaggio sull'Anderlecht da affrontare in Belgio, due sullo Zenit che arriverà a San Siro. Due finali senza possiblità di appello.