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26 novembre 2013

Il Diavolo va in Paradiso: sfida al Celtic nel segno di Kakà

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Il 7 marzo 2007 Kakà risolve ai supplementari l'incontro di Champions League contro il Celtic (Foto Getty)

Fondamentale viatico per la squadra di Allegri attesa al Celtic Park, impianto denominato "The Paradise" dai tifosi scozzesi. I rossoneri non vincono a Glasgow dal 1969, ma hanno trovato nel brasiliano un trascinatore in più di un confronto diretto

di Luca Cassia

I tifosi del Celtic lo chiamano "The Paradise", altro non fosse per l'amore incondizionato che dedicano al proprio club. Al Celtic Park, stadio della squadra di Glasgow, è atteso un Milan sprofondato nell'inferno di una crisi che non conosce fine. Senza vittorie da 7 gare tra campionato e Champions League, falcidiato dalle assenze e, come se non bastasse, inquietato dagli spettri dell'addio di Mario Balotelli. Componenti che rischiano di minare un match delicato in chiave europea, penultimo incontro della fase a gironi prima che cali il sipario contro l’Ajax a San Siro. Nel calvario rossonero la via d'uscita può essere tracciata da Ricardo Kakà, già protagonista in passato contro gli scozzesi. Anche in "paradiso".

A Glasgow è digiuno dal 1969 – Sono 9 i precedenti tra Milan e Celtic: l'ultimo duello risale allo scorso 18 settembre, vinto 2-0 dagli uomini di Allegri nel finale di partita. Un trionfo che rappresenta l'unico successo milanese nell'attuale campagna continentale. In Scozia il Diavolo ha vinto solo in un'occasione: si chiamava ancora Coppa dei Campioni, stagione 1968-69, quando Pierino Prati firmò il decisivo 1-0 nei quarti di finale prima che i rossoneri alzassero il trofeo a Madrid. Il bilancio degli incroci con i britannici recita 5 affermazioni del Milan, 3 pareggi ed 1 ko, quest'ultimo datato 3 ottobre 2007. Nella fase a gironi si disputava la prima sfida contro gli scozzesi, che si imposero 2-1 in patria vanificando il momentaneo pareggio di Kakà. Di quell’incontro resta impressa la pantomima di Nelson Dida, sfiorato dal buffetto di un tifoso ed artefice della peggiore delle simulazioni. Tale da costargli due turni di squalifica.



Kakà glorioso contro il Celtic – Se in quell’edizione di Champions League il Milan si arrese dinanzi all’Arsenal, nella rassegna precedente aveva festeggiato sul tetto d’Europa. Eppure, prima di vincere ad Atene il remake con il Liverpool, i rossoneri avevano incrociato gli scozzesi negli ottavi di finale seguendo le identiche orme di 38 anni prima: l’implacabile corsa di Kakà, assoluto protagonista di quella kermesse con 10 reti, valse l’1-0 maturato nei tempi supplementari. Sotto gli occhi di San Siro il brasiliano sollevò il Pallone d’Oro il 4 dicembre 2007, prima del fischio d’inizio dell’ennesimo confronto contro il Celtic. Il Milan esultò 1-0 grazie all’eterno Filippo Inzaghi, che proprio in quell’occasione superò Gerd Muller innalzandosi a miglior marcatore nelle competizioni europee. Tre anni più tardi lo spagnolo Raul riuscì a sorpassarlo, ma quella data esaltò la tifoseria del Meazza.



Milan, un tabù per Lennon – L’attuale tecnico del Celtic, il nordirlandese Neil Lennon, visse da capitano e centrocampista ben 4 sfide contro i milanesi, senza mai vincere. Complice l’esilio nelle serie minori imposto ai rivali dei Rangers, i cattolici di Glasgow veleggiano senza patemi nella Scottish Premiership ma in Europa inseguono l’ultima chance per evitare l’eliminazione. Teatro dell’ambita impresa è un impianto da 60.000 spettatori, tra i più rumorosi e inospitali del Vecchio Continente. I decibel ed il furore del Celtic Park hanno garantito successi prestigiosi in ambito internazionale: negli ultimi anni il “Paradise” ha guadagnato gli scalpi di Ajax, Shakhtar, Benfica, Milan e Manchester United, senza dimenticare il 2-1 rifilato al Barcellona poco più di un anno fa. Il 18enne Tony Watt fece capitolare i catalani, ma questa è un’altra storia. Un nuovo capitolo spetta al 31enne Kakà, a caccia dell’exploit contro una vittima prediletta.