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09 marzo 2014

Milan all'ultima spiaggia. Cercando la cattiveria giusta

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mil

Seedorf prova a guardare con ottimismo alla partita di Madrid

Sarà l'inglese Mark Clattenburg ad arbitrare il ritorno di Atletico Madrid-Milan martedì al Vicente Calderon. Per i rossoneri c'è uno 0-1 da ribaltare, soprattutto c'è un secondo tempo da dimenticare (quello dello stadio Friuli) e da cui non ripartire.

Sarà l'inglese Mark Clattenburg ad arbitrare il ritorno di Atletico Madrid-Milan al Vicente Calderon, valida per l'accesso ai quarti di Champions League. Il fischietto britannico ha già arbitrato il Milan nel turno preliminare contro il Psv Eindhoven (3-0) il 28 agosto scorso.

A un certo punto, quando mancava un quarto d'ora alla fine della partita contro l'Udinese, Seedorf si è girato verso la panchina e ha raccontato ciò che provava: "Adesso facciamo gol, lo sento". Non è successo, perchè dall'altra parte Guidolin aveva 40 di febbre ma la sua squadra no. Di Natale è eterno come la faccia di Maradona che si è fatto tatuare sul braccio, e questo per il Milan è stato un problema, ma la Champions League ha una data di scadenza, e questo è l'altro problema.

Lunedì si parte per Madrid, martedì si gioca al Calderon, c'è uno 0-1 da ribaltare, soprattutto c'è un secondo tempo da dimenticare - quello dello stadio Friuli -  e da cui non ripartire. Ne resterà solo una, è la legge di highlander applicata al calcio. "I giocatori scappano dal pallone, hanno paura" l'altra frase pronunciata da Seedorf ad alta voce, e il nemico contro cui combattere sta proprio qui. Una volta in svantaggio, c'è stato un passo indietro evidente. Di condizione, di concetto di squadra ma anche di cattiveria, senza la quale non si passa, soprattutto in posti come la tana dell'Atletico.

Ci vogliono delle certezze sul campo, e allora pensare che Kakà tornerà fra i titolari può far tirare un sospiro di sollievo. Una volta c'erano prima Boban e poi Seedorf, sul campo. Con loro, altri dieci all'altezza. Adesso la media si è abbassata sensibilmente. Una volta si spendeva, adesso non più. Seedorf, a fine partita, nello spogliatoio è stato chiaro: "Dobbiamo voltare pagina". Quindi, restano i sogni e la musichetta della Champions.