Feyenoord, Vilhena sfida il Napoli e rivela: "Rifiutai Inter e Samp"

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Il pericolo numero uno per il Napoli si chiama Tonny Vilhena, protagonista della vittoria dell'Eredivisie e simbolo del Feyenoord a soli 22 anni. Attende il momento giusto per lasciare l'Olanda ed ha rivelato di aver rifiutato l'Inter e la Sampdoria

Sono stati 18, lunghissimi anni per il Feyenoord, che ha visto il titolo di Campione d'Olanda passare da Amsterdam a Eindhoven, da Enschede a Alkmaar, prima di ritornare a Rotterdam. Impresa compiuta lo scorso anno, quando a riuscirci è stata la squadra allenata da van Bronckhorst. Schaal che mancava dal 1999, Eredivisie riportata a Rotterdam dopo 18 anni. Il modo migliore di chiudere la carriera per Dirk Kuijt, che ha smesso da simbolo del Feyenoord. Ruolo che ora è stato ereditato da Tonny Vilhena, centrocampista olandese classe '95. Giovanissimo, ma già con una carriera lunghissima alle spalle. Una vita nel Feyenoord, nato e cresciuto calcisticamente nella squadra di Rotterdam, ha esordito in Eredivisie ad appena 17 anni e 19 giorni, il 22 gennaio 2012 contro il Venlo. Da quella partita, ha vestito la maglia biancorossa per ben 138 volte, segnando anche 16 gol. In questi anni non sono mancati gli alti e bassi. Esploso presto, forse troppo. Qualcuno poi ha anche temuto che si trattasse dell'ennesima promessa non mantenuta del calcio olandese. Probabilmente, però, doveva semplicemente completare delle tappe che aveva prematuramente saltato. E la sensazione è che ora abbia fatto il definitivo salto di qualità. Tecnicamente si è completato, trovando anche una giusta collocazione da tattica: da fantasista, a centrocampista fisico ma dotato anche di ottima tecnica e tempi d'inserimento. Caratterialmente, invece, ha trovato l'allenatore giusto per crescere: Giovanni van Bronckhorst. Prima del suo arrivo era addirittura finito in panchina, ora sembra invece aver fatto il salto di qualità. Uomo chiave nelle vittorie di campionato, coppa e Supercoppa d'Olanda, ora simbolo di un Feyenoord orfano di Dirk Kuijt. Pronto per una nuova esperienza? Per quello c'è ancora tempo. 

"Rifiutai Inter e Samp, c'è tempo per lasciare l'Olanda"

Maturo calcisticamente ormai, nonostante la giovane età. Ma maturo anche dal punto di vista umano. Tanto da aspettare il momento giusto prima di lasciare l'Olanda. L'Eredivisie, oggi, non è certamente tra i migliori campionati d'Europa. Ed anche realtà storiche come l'Ajax o lo stesso Feyenoord vedono scappare i talenti più forti alla ricerca di occasioni importanti in club al momento più prestigiosi. Alcuni di questo, però, vanno incontro a fallimenti. Basti pensare a Depay, Kishna, El Ghazi, Vincent Janssen. Forse anche per questo Tonny Vilhena vuole aspettare il momento giusto, prima di provare a sfondare nel grande calcio. In fondo ha appena 22 anni, anche se sembra giochi da una vita. A chi gli diceva "fai le valigie e scappa", lui ha sempre risposto che "c'è tempo per lasciare l'Olanda". L'unico paese che lo ha tentato veramente? L'Italia. Sampdoria e Inter, ma anche lì fu un 'no'. "Ero già dello Sampdoria. 4 milioni di euro, c’era l’accordo tra i club, tutti soddisfatti – raccontò in una vecchia intervista – L'unico non soddisfatto ero io. Mia madre era gravemente ammalata, non volevo andarmene. Il presidente della Sampdoria insisteva, mi abbracciò dicendomi: Tony, partiamo subito per Genova e firmiamo un bel contratto. Dissi di no, come feci anche con l’Inter qualche tempo prima. In quel caso non mi convinceva il loro piano, che prevedeva inizialmente un anno in prestito in qualche altra società di Serie A. Dicevano di credere nelle mie potenzialità, ma nello stesso tempo prendevano Banega dal Siviglia. Non proprio un attestato di fiducia". Un 'no' per stare vicino alla mamma, che poi purtroppo non fece in tempo a vederlo salire sul tetto d'Olanda. 

Italia sì, ma solo per 90 minuti

In Italia, però, Vilhena è pronto a sbarcarci. Sì, ma per appena 90 minuti. Quelli che al San Paolo giocherà contro il Napoli di Maurizio Sarri. In una sfida tra due squadre che vogliono riscattarsi dopo il deludente esordio della fase a gironi. Gli azzurri hanno perso a Kharkiv, gli olandesi ne hanno presi quattro in casa del Manchester City senza opporre neanche troppa resistenza. Timore reverenziale, gambe che tremavano e risultato disastroso. Nulla a che vedere con l'impresa di un anno fa, quando proprio il Feyenoord batteva il Manchester United di Mourinho in Europa League. Gol decisivo? Di Vilhena, ovvio. Che fu anche il migliore in campo. Un altro indizio di come, la crescita di questo ragazzo, coincida con quella di tutto il Feyenoord. Contro il City, infatti, tra i più in difficoltà c'era proprio lui. Protagonista in negativo del primo gol, quando il colpo di testa di Stones gli passò in mezzo alle gambe. Quest'anno, così come l'anno scorso, van Bronckhorst ha concesso ai suoi un giorno di riposo dopo la sconfitta col City. Perchè saper gestire le emozioni e la fatica psicologica, è fondamentale nel calcio. Uno dei segreti di Van Bronckhorst, che sotto questo punto di vista sta facendo una lavoro straordinario. Feyenoord ora chiamato a superare l'esame Napoli, per gli azzurri il pericolo numero uno si chiama Tonny Vilhena. 

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