Champions, Ovrebo e la semifinale maledetta: "Quanti errori. Col Var avrei cambiato le mie decisioni"

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A nove anni di distanza l’arbitro norvegese Ovrebo torna a parlare della semifinale tra Chelsea e Barcellona, dove i suoi errori furono decisivi. “Il mio arbitraggio il peggiore della storia? Forse sì" - le sue parole a Marca. E ancora: “Ricevetti minacce di morte. Var? Magari ci fosse stato ad aiutarmi…”

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E chi se la scorda quella notte? Londra, stadio Stamford Bridge, 6 maggio 2009. Nella semifinale di ritorno tra Chelsea e Barcellona ci si gioca la finale di Roma. I marziani di Pep stanno incantando tutta Europa con un calcio che sarà poi ribattezzato del tiki taka, in una prima stagione dove avanzeranno già la propria candidatura tra le squadre più forti della storia del calcio. Vederli è uno spettacolo, ma in quella doppia sfida non avevano ancora fatto i conti con un furbacchione olandese di nome Guus Hiddink, manager ad interim fino a fine stagione dei Blues. Un mago del pallone che aveva capito che l’unico modo per battere quei mostri era non farli giocare il loro calcio. Lo 0-0 del Camp Nou aveva infatti lasciato aperta la qualificazione, e la bomba di Michael Essien nel primo tempo aveva addirittura spalancato le porte agli inglesi per una clamorosa qualificazione da underdog. Già, non si fosse però messo di mezzo un signore norvegese di 42 anni di nome Tom Henning Ovrebo. Passato alla cronaca come l’uomo che negò almeno quattro rigori netti al Chelsea. Il resto è storia: pari di Iniesta al 93’ e Barcellona che in finale alzerà la coppa battendo lo United di Ferguson.

Mea culpa

A distanza di nove anni proprio Ovrebo torna a parlare dell’accaduto, e lo fa in una lunga intervista concessa a Marca. Un fiume in piena, tra ammissioni di colpevolezza e schiena dritta. A partire da quando dice di non essere orgoglioso di quell’arbitraggio: “No, non ne vado fiero, non fu affatto la mia giornata migliore. Ma errori così può commetterli un arbitro come un allenatore o un giocatore: ma nel loro caso non succede mai niente” - dice il fischietto norvegese, poi interrogato sul peso dei suoi errori nella competizione: “Il mio arbitraggio fu il peggiore della storia? Può essere. Non posso cambiare le idee della gente. Ma mi piacerebbe chiedere, per esempio, ai tifosi del Real Madrid cosa avrebbero pensato se l’errore fosse stato in loro favore e non a vantaggio del Barcellona. Penserebbero la stessa cosa di me?” Forse sì o forse no, dubbi che rimangono tutt’ora, in un presente in cui Ovrebo vive una vita felice, “con la mia famiglia e i miei amici a Oslo. Mi sono assunto già al tempo le mie responsabilità e ammetto i miei errori. Non lavoro più nel mondo degli arbitri, ma quando un collega vuole un consiglio, soprattutto dal punto di vista mentale, sono sempre disposto a dare una mano”.

"Piqué-Eto'o? Entrambi rigore"

Dunque un ritorno sui singoli episodi che hanno condizionato la partita: “Il mio errore più grave? Ne feci molti, e tutto il mondo ha detto la sua su ogni situazione”. Eppure alcuni rigori sembravano eclatanti, come - continuano a chiedere da Marca - i falli di mano di Piqué e di Eto’o: “Sì, me li ricordo, e furono falli di mano, è vero. Ma io li giudicai diversamente in campo e credo non sia più interessante parlarne ora, anche se ben capisco tutte le persone che si sono lamentate, queste discussioni potrebbero andare avanti in eterno”. Già, le lamentele, tante e motivate da parte dei tifosi del Chelsea, anche se poi, alcune, sfociate nella follia: "E' vero, ricevetti anche minacce di morte, ma oggi è tutto passato. Fino al 2012 il tema è stato sempre scottante, ma poi si è calmato. Anche se sicuramente dopo questa intervista molti torneranno a pensarci”.

"Var? Magari ci fosse stato"

La domanda viene però ora spontanea: cosa sarebbe successo oggi con l’aiuto della tecnologia? Perché il Var è un tema già caldo di suo, e ancora  di più con chi non ha mai potuto riceverne l’aiuto: “Il Var? Magari ci fosse stato ai tempi. Oggi non saremmo qui a parlare ancora di quella partita. Il motivo è semplice: con la tecnologia alcune delle mie decisioni sarebbero state cambiate. Sono favorevole all’uso del Var, il calcio sarà più giusto”. Infine, Ovrebo chiude così la sua intervista: “Se ho mai pensato di ritirarmi dopo quella semifinale? No, mai, anche se penso abbia influenzato molto il resto della mia carriera. Sono comunque orgoglioso della mia storia, di essere entrato nell’élite degli arbitri europei e di essere stato tra i migliori del mio paese. Per tutto questo sarebbe ingiusto ricordarmi per una sola partita”. Già, ma non ditelo a Drogba.

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