Accadde oggi: la volée di Zidane al Bayer Leverkusen

Champions League

Domenico Motisi

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Esattamente il 15 maggio del 2002, il fuoriclasse francese regalava al Real la Champions con uno dei gol più belli nella storia della competizione. Era la novena per i madrileni che soltanto a partire dal 2014 vinceranno anche la décima, la undécima, la duodécima e contro il Liverpool potrebbe arrivare anche décimo tercera: tutte coppe con una firma unica e indelebile, quella di Zizou

Quando Cristiano Ronaldo ha segnato quel gol straordinario in rovesciata contro la Juventus allo Stadium, il primo a mettersi le mani in testa è stato proprio il suo allenatore, Zinedine Zidane. Un’espressione di incredulità e stupore davanti a una meraviglia assoluta regalata dal Pallone d'oro portoghese. In conferenza stampa, però, lo stesso Zizou ha voluto precisare: "Cristiano è nella storia, ma il mio gol era più bello. Sono un po’ geloso". Di quale rete stesse parlando è facile intuirlo: si tratta di quella che il fuoriclasse francese segnò esattamente 16 anni fa allo stadio Hampden Park di Glasgow dove si giocava la finale di Champions League tra i galácticos e il Bayer Leverkusen. Un gol storico, bellissimo e soprattutto decisivo: un tiro al volo, di sinistro, che soltanto lui poteva pensare e che valse il 2-1 finale. Quella notte, Zidane portò a casa la sua prima Champions in carriera, la nona per il Real Madrid. Una squadra nata per vincere ma che soltanto dopo 16 anni, nel 2014, sarebbe tornata sul tetto d’Europa per la tanto sognata décima. Poi, nel giro di pochi mesi, arriveranno anche la undécima, la duodécima e chissà che il prossimo 26 maggio non arrivi anche la décimo tercera. Trionfi incredibili, record quasi imbattibili e tutti con un minimo comune denominatore: da calciatore con le sue magie, da vice o da allenatore con la sua sapienza, le ultime quattro (o cinque) Champions del Real portano la firma di Zizou Zidane.

"Quando ho colpito sapevo già che sarebbe entrata"

"C'è stato un passaggio di Roberto Carlos dalla sinistra, non ci ho pensato, l’ho colpita seguendo l’istinto ma quando l’ho presa sapevo che sarebbe stato gol. È stato un golazo". Non ha mai parlato molto Zidane dopo le sue partite ma quella sera non poté non commentare uno dei gol più belli della storia. La finale di Glasgow era ferma sull’1-1, al gol di Raúl aveva risposto Lucio con un colpo di testa. Il Real era favorito contro i tedeschi, rivelazione del torneo ma tecnicamente inferiori ai galácticos di Vicente Del Bosque. Fu proprio il più galáctico di tutti, il francese arrivato quell’anno dalla Juventus per una cifra mai vista, a riportare davanti il Real Madrid: Roberto Carlos riceve un passaggio di Santiago Solari, mette un cross a campanile che spiove sui 16 metri, Zizou si coordina e colpisce la palla in maniera perfetta con il sinistro, il suo piede "debole". Palla all’incrocio, il portiere avversario, Jörg Butt, quasi immobile. Era il 45mo del primo tempo, il risultato non cambierà più e la Champions prese la strada di Madrid. Per Zidane fu la prima Champions, l’unica da calciatore.

La décima con Carletto

Quella di Glasgow vinta esattamente 16 anni fa fu l’unica da calciatore ma non l’ultima. Sì perché il Real Madrid dopo il trionfo in terra scozzese ha vinto altre tre Champions e potrebbe vincerne una quarta se dovesse battere il Liverpool a Kiev. Da quella volée al duello con Jurgen Klopp la costante Real è semplicemente Zizou. I merengues hanno dovuto aspettare fino al 2014 per sollevare al cielo la più sognata, la più voluta, quella décima che era diventata un’ossessione per Florentino Pérez e tutto il madridismo. A portarla nella bacheca del Bernabéu ci pensò Carlo Ancelotti al termine di una finale thriller contro l’Atlético Madrid. In quel match di Lisbona, accanto all’allenatore italiano, c’era un vice che stava apprendendo da chi era (ed è tuttora) considerato un mago della Champions. Visti i risultati degli anni successivi, stava imparando piuttosto bene. Il secondo di Carletto era proprio lui, Zinedine Zidane.

Milano e Cardiff, queste sono tutte sue

Messa in bacheca la décima, in tanti pronosticavano la undicesima già nell’anno seguente e sempre con Ancelotti in panchina. Il Real sembrava imbattibile e per buona parte della stagione effettivamente lo fu. A rovinare i piani degli spagnoli arrivò la Juventus e quell’Alvaro Morata che mandò a casa la squadra dov’era cresciuto (e dove sarebbe poi ritornato). Una delusione enorme per Florentino che decise di esonerare l’italiano a fine stagione per affidare la panchina a Rafa Benítez. L’ex Napoli però dura poco, fino a gennaio, quando il presidente blanco – spiazzando tutti – si affida a colui che nel frattempo era diventato l’allenatore del Real B: Zinedine Zidane. Da quel 5 gennaio 2016, ciò che ha fatto Zizou sulla panchina più desiderata e difficile del mondo è storia. Nessuno è riuscito ad eliminarlo in Champions, ha vinto sia l’edizione del 2016 a Milano contro l’Atlético (ancora loro), sia quella del 2017 a Cardiff contro la Juventus. Questo sarebbe già un record, visto che da quando esiste la Champions League non c’era mai stata una squadra capace di vincere due edizioni consecutive, ma il francese potrebbe ingigantire la sua leggenda. A Kiev, infatti, il 26 è prevista la finale di Champions, una finalista è il Liverpool di Klopp, l’altra? Non c'è bisogno di ripeterlo.

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