Juventus, dieci anni fa la standing ovation del Bernabeu: il web celebra Del Piero

Champions League

Chi se la scorda quella notte? 5 novembre del 2008: sono passati dieci anni dalla giornata più dolce di uno dei migliori numeri 10 della storia. Due gol al Bernabeu e l’ovazione di tutto lo stadio, “nemico” solo sul campo. E il mondo del web non si è certo dimenticato di celebrare l’anniversario

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EPCC, DEL PIERO: "QUEL GOL ALLA GERMANIA E ROCKY"

"Dieci anni fa l'inchino di un fenomeno per la standing ovation di tutto il Santiago Bernabeu. Ancora oggi abbiamo i brividi” scrive la Juventus su Twitter. Gli fa eco il profilo Facebook della Champions League, con quel video da pelle d’oca che ricorda il decennale del numero 10 per eccellenza. E lui? “Le emozioni sono quelle cose che…” - scritto con tre puntini sospensivi, ancora da riempire e per metterci dentro qualsiasi cosa: soddisfazione, impresa, orgoglio, rispetto. Come quelle quattro parole che lo stesso Del Piero disse a Sky quando nel 2013 era volato fino in Australia a Sidney per la sua prima avventura dopo il bianconero. “Sono passati dieci anni e sembra ieri, Muchas Gracias Real Madrid” - conclude poi proprio ADP nel giorno del ricordo di una delle partite più belle della sua lunghissima carriera. Bambino dai grandi sogni nato a Conegliano il 9 novembre del 1974 e che circa una trentina d’anni dopo riceverà l’omaggio più bello dal pubblico dal palato più raffinato della storia del calcio. Dici Real e dici storia, campioni, fenomeni come pochi altri nel gioco che hanno deliziato generazioni: i nonni l’hanno raccontato a quei papà che poi lo hanno detto ai figli. Di Stefano, Gento, Puskas, Raul, Figo, Zidane, i Ronaldo e chissà quanti altri ancora. Per loro una valanga di applausi, gli stessi che ricoprirono il “10” bianconero, anche quella volta che era un avversario.

Inchino

Il periodo storico non è da sottovalutare, anzi. Anche lì si inserisce la magnificenza di un campione che in carriera ha vinto tutto passando anche dall’inferno della retrocessione in Serie B. Il 2006 l’anno maledetto, strano, col paradossale passaggio dal rigore segnato nella finale di Berlino al Romeo Neri di Rimini. Poi la risalita, il terzo posto che valse la Champions e il ritorno proprio dieci anni fa nel calcio dei più grandi. Il ri-esordio porta la sua firma con un capolavoro da fermo contro lo Zenit, poi il Bate, già un gol al Real in casa (“alla Del Piero”) e poi la doppietta più dolce. Un sinistro a giro e una punizione, altra specialità della casa, nel tempio dei Blancos. I tifosi hanno gli occhi spalancati. Il muso lungo per la sconfitta ma il sorriso di chi ha visto grande calcio, quello di Del Piero. Qualche anno prima applaudirono anche un marziano chiamato Ronaldinho, che al tempo vestiva addirittura la maglia degli odiati rivali (sportivamente e politicamente parlando) del Barcellona. Ranieri, sulla panchina bianconera, conosce la bellezza di quello stadio e cambia ADP al secondo minuto di recupero. Settanta mila tifosi si alzano tutti in piedi: battono le mani e rendono omaggio a quella doppietta. A quel giocatore. A quella carriera. Oggi sui social come ieri dal vivo. Quando Del Piero girò su se stesso per guardare tutto quello stadio, e poi… salutò tutti con un inchino.

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