Cristiano Ronaldo, squalifica o multa: cosa rischia il 7 della Juve

Champions League

Dopo l'esultanza con il gesto "alla Simeone", il portoghese è sotto inchiesta per aver violato l'articolo 11 (che riguarda le "norme della decente condotta"), mentre non gli è stata contestata la violazione dell'articolo 15 (cattiva condotta in campo e provocazione degli spettatori), che prevede la squalifica automatica. Oggi (giovedì 21 marzo) il verdetto

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Il 21 marzo Cristiano Ronaldo e la Juventus conosceranno il verdetto della commissione disciplinare dell’Uefa dopo il caso del “gestaccio” del portoghese al termine di Juve-Atletico. Si va dalla possibile multa alla squalifica, che impedirebbe a CR7 di giocare l’andata dei quarti di finale contro l’Ajax, in trasferta.

Cosa è successo

I fatti: al fischio finale di Juventus-Atletico Madrid, al termine dunque dell’impresa bianconera nel ritorno degli ottavi di Champions targata CR7 (tripletta che ha ribaltato il 2-0 dell’andata), il portoghese viene immortalato mentre esulta replicando il gesto di Diego Simeone, che l'allenatore dei Colchoneros aveva fatto – rivolto ai suoi stessi tifosi – dopo la seconda rete dell’Atletico al Wanda Metropolitano. Un gesto volgare, su questo pochi dubbi, usato dall’allenatore argentino con l’intento di sottolineare come la propria squadra avesse “gli attributi”. In quel caso Simeone si scusò, assicurò che il gesto non fosse rivolto agli avversari, e se la cavò con una multa: il gesto dunque, anche secondo la Uefa, aveva proprio il significato attribuitogli dall’allenatore. Sul gesto di Ronaldo, ugualmente volgare e condannabile – soprattutto vista la popolarità del giocatore, specie tra i bambini sempre pronti a imitarne le gesta -, era dunque scontato che venisse aperta un’inchiesta simile, e così è stato. Inchiesta aperta ufficialmente il 18 marzo, oggi (giovedì 21) il verdetto.

Per cosa è stata aperta l'inchiesta

Analizzando poi gli aspetti disciplinari, diversi fattori fanno pensare che anche Ronaldo potrebbe cavarsela con un’ammenda. Vediamo perché. L’Uefa ha aperto l’inchiesta per la violazione dell’articolo 11 e non dell’articolo 15. Differenza sostanziale, dato che la violazione dell’articolo 15 prevede automaticamente la squalifica, mentre quella dell’articolo 11 lascia la possibilità all’organo giudicante di scegliere la sanzione. Non esclude la squalifica (se in sede di giudizio venissero riscontrate delle aggravanti), ma solitamente, senza aggravanti, viene comminata una sanzione economica.

Cosa rischia Ronaldo

L’articolo 11, citato nel caso di Ronaldo, è quello che parla di principi generali di buona condotta da seguire dentro e fuori il campo, con due comma in particolare (2b e 2d) in cui si parla di “condotte offensive o contrarie alla decenza” e di comportamenti che possano “portare discredito al calcio e all’Uefa” in particolare. Diverso invece l’articolo 15 (su cui la Uefa non ha aperto l’inchiesta nel caso di Ronaldo), che riguarda la cattiva condotta in campo e, tra i tanti esempi, al punto 1a in particolare parla di “provocare gli spettatori”: atteggiamento che comporta la squalifica automatica ma che, appunto, non riguarda Ronaldo. La Uefa dunque non ha ritenuto il suo un comportamento provocatorio, ma solo un “brutto gesto”, cosa che scongiura la squalifica automatica, ma non mette del tutto al riparo il portoghese (ricordiamo la discrezionalità della commissione che giudica), anche se pare che si vada più verso una soluzione del caso simile a quella adottata per Simeone, punito solo con la multa.

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