Caso razzismo in Psg-Basaksehir, Demba Ba chiama Coltescu e si chiarisce: caso chiuso?

il chiarimento
Lorenzo Fontani

Lorenzo Fontani

I due principali protagonisti del caso di razzismo consumatosi nei primi minuti di Psg-Basaksehir, quando il quarto uomo romeno ha usato il termine "negru" (nero in italiano) per riferirsi al vice allenatore dei turchi Webo scatenando le ire dell'attaccante, si sarebbero chiariti in una telefonata organizzata dall'ex centrocampista senegalese Ousmane N'Doye, come raccontato da un giornalista romeno. Un particolare che potrebbe incidere anche sull'inchiesta aperta dalla Uefa?

Se non si può parlare di tempesta in un bicchier d'acqua, sicuramente la bufera di PSG-Basaksehir, la gara di Champions interrotta martedì scorso per quello che fu ritenuto un caso di razzismo da parte di un arbitro e conclusa l'indomani, inizia a lasciare spazio a qualche schiarita. Anzi a una clamorosa schiarita. Perché, stando a quanto racconta il giornalista romeno Emanuel Rosu, nelle ultime ore tra i due principali protagonisti della vicenda ci sarebbe stata addirittura una telefonata. Da una parte Demba Ba, l'attaccante senegalese della squadra turca che in campo più aveva protestato col quarto uomo Coltescu per l'ormai famoso termine "negru", e dall'altra proprio Coltescu, costretto, insieme al resto della squadra arbitrale (esclusi i Var italiani), a rinunciare alla partita, i cui restanti minuti sono stati recuperati il giorno dopo con arbitro, assistenti e quarto uomo ri-designati (prima del "replay" calciatori e arbitri si sono inginocchiati al centro del campo nel gesto del "Black Lives Matter"). L'iniziativa sarebbe partita dall'ex centrocampista senegalese Ousmane N'Doye, di cui Rosu riferisce queste parole: "Demba non ha mai detto che si sia trattato di razzismo. Ha solo pensato che Coltescu non avrebbe dovuto usare la parola 'nero' in uno stadio (in romeno "negru" definisce il colore nero - ndr). Coltescu ha capito. Sono un grande sostenitore della pace. Sia Coltescu che Demba mi hanno chiamato dopo aver parlato, sono rimasti colpiti dalla bella conversazione che hanno avuto. Sono sicuro che sia stato solo un malinteso. So come sono i romeni, non ho mai avuto problemi con il razzismo quando giocavo nel loro paese. Ho cercato di ottenere il numero di Coltescu appena ho potuto per incoraggiarlo, so che non è razzista".

Demba Ba affronta Coltescu a bordo campo dopo l'espressione razzista usata dal quarto uomo romeno - ©Getty

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La telefonata è soltanto l'ultimo capitolo di una vicenda che, soprattutto grazie alle indiscrezioni raccolte da Rosu, si è arricchita di vari particolari. A cominciare da chi avrebbe pronunciato, almeno per primo, il termine incriminato, e cioè non Coltescu - che l'avrebbe poi ripetuto - ma l'assistente Sovre, per invitare l'arbitro Hategan a espellere il vice-allenatore Webo, altro protagonista ormai noto della vicenda, e che già dai primi minuti della partita avrebbe ripetutamente contestato le decisioni arbitrali. Poi c'è stata la corsa a ricostruire la vita di Coltescu, compreso il momento buio di un tentato suicidio, e ancora l'indiscrezione secondo cui nella sfida sempre della fase a gironi di Champions tra Manchester United e Basaksehir, due settimane prima, già ci sarebbe stata tensione tra Webo e gli arbitri romeni (tra i quali però non c'era Coltescu). Il tutto condito dall'ingrediente politico, dato che il Basaksehir è ritenuta "la squadra di Erdogan": non a caso all'indomani del fattaccio il presidente turco era stato tra i primi a chiedere un severo intervento dell'Uefa contro Coltescu. Già, l'Uefa. Nyon, dopo aver accolto le richieste dei turchi (spalleggiati nella decisione di abbandonare il campo dai giocatori del PSG, Mbappé e Neymar in primis) e disposto per l'indomani il recupero dei rimanenti minuti, ha prontamente annunciato l'apertura di un'inchiesta per ricostruire l'accaduto. Non è dato sapere a che punto sia (le bocche sono cucitissime), ma si può immaginare che la telefonata di Demba Ba possa alleggerire la posizione di Coltescu. Il quale, dopo aver trascorso in stato quasi di shock la serata di Parigi, nei giorni successivi ha cercato di non leggere giornali e siti per poi iniziare a preparare la difesa. Sempre in contatto anche con il suo responsabile, l'italiano Roberto Rosetti, che non potrà che prendere atto delle conclusioni dell'inchiesta ma che in questi giorni sta cercando comunque di non perdere l'uomo.

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