Dall'addio di Ferguson il Manchester United ha speso 2,5 miliardi per continuare a perdere
2013-oggiIntroduzione
Undici allenatori cambiati, il peggior saldo al mondo tra spese/entrate sul mercato, una serie di investimenti giganteschi per giocatori che si sono rivelati dei flop clamorosi (e che a volte sono rinati appena lasciato Old Trafford). La sconfitta col Como sembra davvero solo l'ultimo capitolo di una disfatta iniziata con l'addio del grande Sir Alex Ferguson. Da quel giorno del 2013 chi ha fatto meglio di tutti per media punti e trofei resta José Mourinho. Bruno Fernandes ha ragione quando ci dice che il leggendario Manchester United di un tempo non esiste più?
COMO-UNITED 4-1: HIGHLIGHTS E PAGELLE - CLASSIFICA
Quello che devi sapere
Bruno, il centrocampista all'attacco
"Dimentichiamoci di quello che è stato il Manchester United". Ma davvero quella squadra leggendaria che dominava l'Inghilterra non esiste più? A dirlo — e a porgerci la domanda — non è stato semplicemente un autorevole pundit (commentatore) del calcio d'Oltremanica, ma Bruno Fernandes in persona, alias l'uomo che da anni lotta e prova a riportare il Man United ai fasti di un tempo. Facciamo un breve recap della stagione: undici partite giocate, appena due vittorie e cinque ko. Tredicesimo posto in Premier, ventesimo in Champions. L'ultima vittoria registrata è stata contro il piccolo Sabah in coppa, un mese e sette partite fa.
Contro il Como sembra esserci stato uno scambio di storia (qui ne parlava anche Nicola Roggero prima del poker di Fabregas &Co): cioè era l'esordiente italiana ad essere diventata la squadra leggendaria che domina con un nettissimo 4-0. Anzi, 4-1, ma solo per via di una piccola rete segnata nel finale. Bruno è stato chiaro: "Dimentichiamoci di cos'era questo club, perché non lo siamo più". Parole dure (ascoltale qui). Carrick ha risposto di non essere d'accordo: "L'anno scorso abbiamo dimostrato che il Manchester United può essere ancora grande". Michael Carrick, sì, uno dei fedelissimi di Sir Alex.
Cos'è stata l'era Sir Alex
Necessario un passo indietro, soprattutto per i più giovani: l'era Ferguson è stata un'epopea, un kolossal cinematografico. Leader e riformatore per quasi trent'anni di calcio, lì ininterrottamente sulla panchina del Manchester United. Il padre lavorava nei cantieri navali nel sobborgo di Govan, il giovane Alex nasce da un background da working class. Gioca in Scozia da attaccante, diventa allenatore e porta il suo Aberdeen a vincere tre campionati. Firma con lo United a inizio novembre 1986 con la squadra 19^ in classifica e, lì, inizia la sua rivoluzione. Primo punto: il settore giovanile; secondo: un nuovo spirito. Quindi riempie il club di scout, ai soli due nel momento del suo arrivo, lui ne inserisce tantissimi; uno di questi gli segnala un giovane interessante del vivaio del Man City (ma tifoso United), un certo Ryan, Ryan Giggs. La FA Cup del 1990 è il vero turning point e primo trofeo della sua storia a Manchester. Poi la class of '92 (Beckham, Butt, Giggs, Scholes e i fratelli Neville), Eric Cantona, Cristiano Ronaldo. Fergie diventa leggenda: vince tredici Premier, due Champions e trentotto trofei in ventisette anni. Lascia nel 2013, nominando il suo successore.
Dai 27 anni di Ferguson a un allenatore all'anno (quasi)
Ecco, partiamo da qui, cioè dagli allenatori. Uno dopo l'altro, saltati come birilli su una pista da bowling. Un copione quasi sempre uguale: l'arrivo di un nuovo tecnico, un inizio promettente, tantissimi milioni spesi sul mercato e poche, pochissime, vittorie. Pensate a questo dato: dal 1945 al 2013 — cioè l’ultimo in panchina di Sir Alex Ferguson — gli allenatori dello United sono stati sette in sessantotto anni di storia. Dal 2013 in poi se ne sono alternati undici, tra cui otto in carica ufficialmente e tre ad interim. Pure Carrick, discepolo in campo di Sir Alex, sta fallendo dopo un super inizio di avventura. Era arrivato come "cuscinetto" dopo l'addio di Amorim, risultato: 11 vittorie in 16 partite. Da quando è stato confermato come capo allenatore ne ha vinte appena 3 su 12.
Quello con la media migliore resta José Mourinho
Ferguson aveva nominato il suo successore, dicevamo. Era David Moyes, una lunga e comprovata esperienza da manager dell'Everton: pronti e via vince subito il Community Shield d'agosto battendo 2-0 il Wigan con doppietta di van Persie. Il resto non funziona. Da quel momento (prendete nota): Giggs ad interim, van Gaal, Mourinho, Solskjaer, Carrick I ad interim, Rangnick, ten Hag, van Nistelrooy ad interim, Amorim, Fletcher ad interim, Carrick II ad interim e il Carrick in versione "confermato". Il migliore tra loro per media punti? Josè Mourinho, peraltro unico che ha portato in dote un trofeo europeo…
Le medie punti degli allenatori post Ferguson
- Mourinho: 1,97
- Solskjaer: 1,85
- Ten Hag: 1,84
- van Gaal: 1,81
- Moyes: 1,73
- Rangnick: 1,45
- Amorim: 1,43
- Carrick: 1,08 (nelle parentesi ad interim 2,29)
- Ad interim: Giggs 1,75 / Fletcher 0,5 / van Nistelrooy 2,5
Ma cosa ha vinto per davvero lo United post Ferguson?
Certo, le medie possono anche lasciare il tempo che trovano se poi — alla fine — si è raccolto qualcosa in termini di trofei. Ma no, non è questo il caso, visto che nei tredici anni successivi all'addio di Sir Alex ne sono arrivati appena sette, praticamente mezza coppa a stagione di media, ma soprattutto nessuna di vero prestigio. Tradotto: zero Premier — un abisso se contiamo che "mister Premier League" Ferguson ne aveva vinte 13 su 21 edizioni disputate. Di Champions League men che meno. In sostanza la bacheca stracarica di Manchester si è arricchita di due FA Cup (sempre di prestigio, ma non come un tempo), un'Europa League (vinta da Mou), due Coppe di Lega e due Community Shield.
I trofei degli allenatori post Ferguson
- 3 Mourinho (Community Shield 2016, Europa League 2017, Coppa Lega 2017)
- 2 ten Hag (Coppa di Lega 2023, FA Cup 2024)
- 1 van Gaal (FA Cup 2016)
- 1 Moyes (Community Shield 2013)
Spese folli: il "saldo" dice che nessuno ha fatto peggio
E poi c'è il capitolo spese perché — storia nota a tutti — non stiamo parlando di una nobile decaduta che non può competere col calcio spendaccione di oggi, ma di una squadra che spende e spande, e che spesso lo fa male. Dati Transfermarkt alla mano: dal 2013/14 a oggi, il Manchester United ha speso la bellezza di 2,49 miliardi in cartellini, terza posizione al mondo dietro solo a Chelsea e Manchester City con rispettivamente 3,47 e 3,01 miliardi investiti. Sì, ma le due rivali, nel mentre, hanno vinto Premier a ripetizione e una Champions League a testa (senza addentrarci nei processi in atto).
Ma il dato ancor più clamoroso è il numero del "saldo del mercato", quello calcolato sottraendo agli acquisti i soldi incassati per le cessioni. Nel periodo, il Manchester United è in assoluto la numero uno mondiale per passivo peggiore: —1,7 miliardi, seguono City e Arsenal.
Le squadre che hanno speso di più dal 2013 a oggi
- Chelsea: 3,47 miliardi
- Manchester City: 3,01 miliardi
- Manchester United: 2,49 miliardi
- PSG: 2,3 miliardi
- Juventus: 2,18 miliardi
Le squadre col peggior saldo dal 2013 a oggi
- Manchester United: -1,7 miliardi
- Manchester City: -1,6 miliardi
- Arsenal: -1,4 miliardi
- Tottenham: -1,1 miliardi
- Paris Saint-Germain: -1,04 miliardi
I flop e la sciagurata cessione di McTominay
Se già fa male leggere certe cifre, è doloroso come un tackle di Roy Keane leggere l'elenco dei nomi degli acquisti. Per esempio, il colpo più caro della storia dello United resta Pogba: perso a zero (durante l'era Ferguson, che si infuriò per la cessione) e ricomprato a 108 milioni, facendo intravedere solo molto vagamente il talento degli anni bianconeri. Poi, in ordine, tutti flop: Antony pagato 95 milioni, lo sfortunato Maguire sempre sotto la lente delle polemiche (87 milioni), Sancho 85 milioni, Lukaku per 84 (che pur segnò molti gol), Hojlund per 79, Di Maria negli anni di van Gaal, Martial, Onana (50 milioni con De Gea salutato gratis), Ugarte, Zirkzee, van de Beek. Molti, poi, hanno trovato riscatto una volta lasciato il "maledetto United", basti pensare a un certo Scott McTominay…
La top 10 dei colpi più cari del Man United
- Pogba: 105 mln
- Antony: 95 mln
- Maguire: 87 mln
- Sancho: 85 mln
- Lukaku: 84,7 mln
- Hojlund: 79,8 mln
- Sesko: 76,5 mln
- Baleba: 75,9 mln
- Mbeumo: 75 mln
- Di Maria: 75 mln
Perse più partite negli ultimi 13 anni che nei 27 di Ferguson
Il punto esclamativo ce lo mette il confronto delle partite perse tra i ventisette lunghissimi anni di regno di Fergie e gli appena tredici anni dopo l'addio. Pensate a questo: con Ferguson in panchina lo United aveva perso solo il 21% delle sue partite giocate in Champions League (190 totali), dal suo addio la percentuale di ko si è alzata al 38% su 56 match.
E considerando la Premier League, lo United ha già abbondantemente superato il numero di sconfitte dell'era Ferguson: Sir Alex aveva perso 114 volte sulla bellezza di 810 panchine, dopo di lui (in metà degli anni, ricordiamo!) lo United ne ha già perse 128 in 501 partite, quasi trecento in meno! Avrà forse ragione Bruno Fernandes?
