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Roma-Milan, De Rossi: "Per loro sarà il crocevia della stagione. Ndicka sta bene"

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I giallorossi si giocano all'Olimpico il ritorno dei quarti di Europa League contro il Milan (1-0 all'andata firmato Mancini). De Rossi ha parlato alla vigilia a Sky Sport e in conferenza stampa: "Per loro domani sarà come un'ultima spiaggia. Ndicka sta bene, ci resta il suo sorriso. Pensiamo alle mosse di Pioli, ma non snaturiamoci". Partita live giovedì 18 aprile alle ore 21 su Sky Sport Uno, Sky Sport 252 e in streaming su NOW

RINNOVO DE ROSSI - ROMA-MILAN LIVE

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Le parole di De Rossi a Sky Sport

In conferenza stampa ha detto che l'hanno emozionata le parole di Pellegrini ("un percorso che potrebbe portare alla felicità")...

"Questa frase mi ha emozionato perché non è una frase banale, come non è un ragazzo banale lui. Ora non voglio fare il filosofo, ma dobbiamo renderci conto che la felicità sarebbe sia arrivare a vincere un trofeo importante ma all'interno c'è un percorso che rende felici quotidianamente. Stiamo facendo un lavoro bellissimo, in un posto che ho sempre amato e questo è un percorso per provare a essere ancora più felici"

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Tuo padre ti ha detto qualcosa?

"Non ci sentiamo quotidianamente per consigli, analisi o gestione dei momenti. Siamo una coppia padre-figlio che si sente per questioni familiari, poi magari analizziamo dopo la partita. Prima non ci sentiamo troppo, è ovvio che ho preso tantissimo da lui, dal suo modo di gestire non solo il calcio ma anche la vita. A volte faccio ciò che farebbe lui senza neanche chiederglielo"

Come sta Ndicka e cosa rimane di quella grande paura?

"Rimane il suo sorriso lì in ospedale, il solito sorriso contagioso di sempre. Ed è la cosa più importante di tutti. Poi rimane una giornata strana, particolare, brutta, perché ci siamo messi tanta paura. Soprattutto quando non abbiamo capito subito che si trattasse di un pneumo-torace ma di un infarto. Ci rimane questa sensazione di paura, ma anche questa sensazione di grande unità. Siamo stati insieme sulla stessa mattonella che non si poteva continuare a giocare una partita come se niente fosse, con un nostro compagno che rischiava di lottare per qualcosa di tragico che poi non è stato"

Cosa vi rende più orgogliosi in questo percorso?

"A me rende orgoglioso essere l'allenatore della Roma. Più che altro sapendo benissimo il motivo per cui sono stato chiamato, mi rende orgoglioso finora di poter essere all'altezza, di non aver sfigurato e fatto risultati buoni che finora non ci hanno portato nessuna qualificazione o trofeo. Dobbiamo continuare a pedalare perché gli obiettivi sono lì, non vicinissimi ma neanche troppo lontani"

Cosa può dare a questa sfida Bove?

"Può dare quello che ha sempre dato. Sono contento che giocherà questa partita perché forse gli ho levato un po' di minuti rispetto a prima, è uno che se li merita come giocatore e come ragazzo. Abbiamo grandissima fiducia in lui, non voglio che abbia pressioni diverse da qualsiasi altro giocatore della squadra"

Vi aspettate delle contromosse da Pioli?

"Sappiamo che quello che è stato fatto all'andata poteva essere più una sorpresa rispetto al ritorno perché si faranno trovare ancora più preparati. Ma non possiamo perdere più di tanto tempo a quello che andrà a spostare il mister, perché altrimenti perderemmo troppo tempo a fare quello che noi dobbiamo fare sul campo"

Quale atteggiamento dovete mettere subito in campo? Quale gestione dell'approccio?

"Niente di clamorosamente diverso. Stiamo diventando una squadra abbastanza riconoscibile, quello che cerchiamo di fare è evidente. Magari nel corso della partita possiamo essere più intelligenti in qualche momento sapendo di aver vinto l'andata,  ma per il resto giocheremo una partita simile: cercheremo di difenderci ordinatamente, di fargli male tenendo palla e cercando di essere più precisi negli ultimi metri che è quello che ci è mancato all'andata dove abbiamo creato 5-6 occasioni importanti in area. Se riuscissimo a fargli gol potrebbe essere una bella botta per loro"

Inizia l'intervista di De Rossi a Sky Sport

Termina la conferenza. TRA POCO le sue parole a Sky Sport

Quanto conterà l'aspetto emotivo?

"È parte del gioco, grazie a Dio rimane sempre viva all'interno dell'analisi. Tu puoi analizzare tutto a livello tattico, ma a volte devi aspettarti che quel giocatore partirà forte perché viene da un momento particolare o altre mille cose che pensi e influiranno. Abbiamo visto ieri Barcellona-Psg che sembrava una partita, poi l'espulsione ha cambiato tutto. Anche l'umore degli stessi giocatori può influenzare il gioco, quindi anche la parte emotiva avrà il suo ruolo. Non determinante perché sono giocatori abituati a queste coppe, saremo tutti bravi a mantenere calma la nostra agitazione, ma a volte i cambiamenti della partita possono portarti alle stelle nel giro di cinque minuti"

L'inversione di El Shaarawy è giustificata anche dall'assenza di Cristante? Hai ascoltato il messaggio di quel tifoso che lotta per la vita?

"Al posto di Cristante giocherà Bove e io ho grande fiducia, non cambia niente. Ho spostato El Shaarawy quando c'era Bryan, quindi la scelta che farò non cambia in base alla sua assenza, sebbene sia pesante perché è un giocatore importante per noi. Bove uscirà a fine partita con la maglia zuppa e farà una grande partita, vogliamo fisicamente per lui che faccia una grande partita perché se la merita. Per quanto riguarda l'altro discorso possiamo promettere a lui l'impegno come a tutti i tifosi, ma è una cosa che ci ha toccato particolarmente: la società sta cercando un modo per rintracciare questo ragazzo, ammesso che lui ne abbia voglia. Non sappiamo neanche come comportarci, perché è una cosa delicata, ma se possiamo fare un appello non riusciamo a rintracciarlo, quindi se ne ha voglia di riuscire a contattarci. Non è una cosa che ha colpito solo noi, mi hanno scritto in tanti. Se avesse voglia di incontrarci siamo qui"

Tu ci credi quando si dice che in certe partite conta anche il blasone di un club o pensi che alla fine sarà quello che si stai preparando i giorni a determinare quello che succederà domani?

"Penso che sia quello che metteremo in campo noi. Loro sono una squadra molto forte, negli ultimi anni hanno dimostrato di essere più bravi di noi, ma all'andata abbiamo dimostrato che non c'è questa differenza enorme, anzi. Qui a Roma da giocatore sono stato eliminato dal Panathinaikos, dal Middlesbrough, da squadre meno blasonate della Roma e ho eliminato il Barcellona, il Real Madrid e chi più ne ha più ne metta. Queste squadre, oltre al blasone, si portano una potenza economica e di fascino incredibile che gli permette di comprare i giocatori più forti. I numeri dicono che sono stati superiori a noi, lo riconosciamo e li facciamo i complimenti. Ma domani siamo 50% e 50% e ce la possiamo giocare, siamo vicini a un traguardo importante e la Roma ha fatto 4 semifinali su 6, significa che anche dal punto di vista societario stiamo lavorando nella direzione perché i giocatori sono cambiati, gli allenatori idem, eppure c'è una continuità importante"

In questi 100 giorni questa partita differisce dalle altre partite perché è la prima partita di gestione dopo Brighton. In cosa cambia?

"È una partita come le altre. Discorsi sulla gestione del risultato, sull'essere intelligenti e non troppo sbilanciati si possono fare sempre, anche all'andata. Poi se all'ultimo minuto saremo sullo 0-0 non andremo a cercare il gol, ma cercheremo di vincerla perché un gol potrebbe essere un colpo duro per loro. Se ci mettiamo a difendere il loro gol arriverà primo, faremo una partita simile all'andata. Avremmo potuto prendere un gol alla fine anche all'andata, ne avremmo potuto fare un paio anche noi. In questa partita dovranno fare tanto l'aspetto emotivo, le palle sporche, la qualità nostra negli ultimi 16-20 metri, ma non snatureremo la nostra voglia di cercare il gol"

Ci stiamo avvicinando ai primi 100 giorni di allenatore e il bilancio è abbastanza positivo. Anche per lei questa partita è un crocevia per il futuro a Roma?

"Tutte le partite sono un crocevia, domani è una partita importante perché è la prima volta che faccio una competizione europea e sta andando abbastanza bene, non voglio che finisca. Questo è un percorso per arrivare a essere felici e domani fa parte di questo percorso: potrebbe interrompersi e continuare quello per un posto nell'Europa che conta, ma per me è tanto importante per quello. Se domani non perdo avrò da giocare una semifinale di Europa League, più importante del nostro orgoglio che c'è? Poi questo percorso se durerà un altro mese e mezzo o 10 anni non lo sappiamo, ma se ci pensiamo non ci godiamo quello che ci stiamo godendo. In questi 100 giorni sono stati tante le giornate in cui mi sono sentito felice, non soltanto quelli che avete visto voi dopo la vittoria. Essere l'allenatore della Roma mi rende felice, penso a quello"

La partita d'andata è stata tatticamente quasi perfetta, dove sei riuscito a tamponare la fascia sinistra del Milan. Quando riesce così tutto bene, cosa si fa nella gara di ritorno? Si prova a replicare la gara d'andata o stai studiando qualcosa di diverso?

"Nella tua domanda c'è l'essenza di questo lavoro, lo stare sempre alla ricerca di qualcosa che possa funzionare ma la paura di fare troppo. Penso che ci sono delle caratteristiche della squadra avversaria che vanno sempre rispettate, quanto una cosa che ha funzionato la prima partita possa essere stravolta da una mossa dell'altro allenatore, quanto l'allenatore avversaria possa essere disposto a cambiare. Anche perché non abbiamo vinto 7-0, abbiamo fatto una grande partita, forse avremmmo meritato di fare qualche gol in più, ma anche il Milan ha fatto una buona partita, non è stato in apnea tutta la partita. Quello pianificato è riuscito, però è stata una partita tutto sommata equlibrata, dove secondo me abbiamo fatto qualcosa in più. No stravolgimenti, pensiamo che possa cambiare qualcosa come interpreti o atteggiamenti. Quindi bisogna dosare quello che vai a preparare per non andare a stravolgere troppo la tua squadra. Liedholm diceva 'io li ho messi in campo benissimo, poi loro si sono mossi' e quello è vero. Non possiamo andare a creare mille presupposti pensando a quello che possa fare Pioli, non ci stiamo snaturando completamente"

Si sta spingendo per recuperare la partita contro l'Udinese il 25 aprile. Avete notizie in merito?

"Se ne stanno occupando i dirigenti perché è una roba più dirigenziale. Sappiamo che ci sono poche date e può essere una difficoltà per chi organizza. Penso che sia un bene che non si trovino date perché vuol dire che siamo in fondo in Europa e questo è un orgoglio per il calcio italiano. E proprio per questo deve tutelare le squadre che stanno davanti, ma allo stesso tempo deve tutelare le altre squadre e la regolarità del campionato. Non si può creare un precedente e pensare di recuperare una partita quando il campionato è già finito, quindi penso che si troverà una soluzione logica"

La situazione che sta vivendo Pioli (la partita con la Roma come crocevia) avrà una conseguenza anche sulla preparazione della vostra partita?

"Quando si parla di crocevia si parla di quella che è la percepezione dei giornali, quindi preferisco non commentare. È secondo il Milan no? A parte la sconfitta con noi veniva da un periodo in cui le vinceva tutte, la squadra giocava bene e da quel punto di vista non c'è questo grande problema. Sarà un crocevia stagionale loro per quanto riguarda gli obiettivi, sanno che devono vincere altrimenti andranno fuori e quindi vivranno questa partita come ultima spiaggia"

Come sta Ndicka? Anche voi avete dato una lezione di umanità non così scontata?

"Sta bene, per quanto possa star bene un ragazzo che ha subito questo pneumotorace che sicuramente è una cosa fastidiosa ma non quella che pensavamo sul campo e ci ha fatto spaventare. Penso che ognuno ne tragga l'insegnamento che vuole, se c'è un insegnamento da prendere. Abbiamo preso un sacco di complimenti su una cosa che per me è abbastanza normale. Abbiamo gestito tutti quello che sembrava sensato fare, poi se qualcuno ne può trarre insegnamento vuol dire che non siamo messi tanto bene nel mondo. Penso che ogni allenatore avrebbe reagito come ho fatto io e ogni giocatore si sarebbe irrigidito non sapendo le condizioni del compagno. Non ci sono insegnamenti, ma dei momenti in cui uno deve fare quello che è giusto e normale. Noi siamo stati molto uniti, non c'era uno che voleva continuare a giocare. È bello vedere che ci scopriamo famiglia anche in questi momenti"

Inizia la conferenza stampa

Pochi minuti e inizierà la conferenza stampa di Daniele De Rossi