Il sogno di Shiva Amini, calciatrice iraniana senza velo

Calcio femminile

La storia del riscatto di Shiva Amini: calciatrice della Serie A iraniana che ha rischiato la prigione per avere giocato con amici senza il velo e in pantaloncini corti, oggi allenatrice dei bambini dell'Entella classe 2013-2014

Dalla fuga dall'Iran a una seconda vita in Italia, con il calcio sempre al centro di tutto: è la storia di Shiva Amini. Molto famosa nel suo Paese (ha giocato per 12 anni in serie A e nella Nazionale di calcio a 5), dopo essere stata squalificata da tutte le competizioni sportive ha rischiato di finire in carcere per aver giocato, il 17 marzo del 2017, una partitella tra amici (maschi) senza il velo e in pantaloncini corti. La 31 enne, al tempo in vacanza in Svizzera, decise di chiedere asilo alla nazione elvetica, dopo che la sua vicenda divenne un caso politico. Da alcuni mesi ha il permesso di soggiorno per restare in Italia ed è entrata a far parte dell'Entella, allenando la leva 2013-14 dell'Academy: è l'inizio di una nuova vita per Shiva. "Mi avevano cercato il Genoa e la Juventus, ma purtroppo il tesseramento non è stato autorizzato dalla Federazione iraniana (non può rimettere piede in Iran, ormai non vede la sua famiglia da tre anni, ndr). Ho iniziato così ad arbitrare, ma non riuscivo a restare in campo senza giocare... - spiega Shiva - allora ho iniziato a lavorare con l'Entella, cercando di trasmettere ai bambini il valore del calcio. Mi ha insegnato a combattere contro i problemi della vita, è molto più di uno sport". Il sogno? "Diventare la miglior allenatrice del mondo".

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