Calcio femminile, un movimento sempre in crescita. Il bilancio del 2020

Calcio femminile

Martina Angelini

L’anno post Mondiale poteva andare meglio, ma nessuno poteva immaginare una stagione in piena pandemia. Niente stadi pieni, ma la Serie A è ripartita, mostrando un livello di gioco sempre migliore. La Fiorentina è agli ottavi di Champions e Barbara Bonansea è la prima donna nella Top 11 della FIFA. Poco prima Sara Gama era diventata Vice Presidente dell’AIC. Insomma, nonostante tutto, un anno niente male

Doveva essere l’anno della svolta per il calcio femminile, la prima stagione dopo l’esplosione dell’entusiasmo post Mondiale. Tutti si aspettavano stadi pieni e, per completare lo sviluppo del movimento, sempre più bambine nelle scuole calcio, una crescita esponenziale che avrebbe portato negli anni anche a un fisiologico innalzamento della qualità. Con l’inizio del 2020 però, e con le conseguenze derivanti dalla pandemia, questo momento magico si è bruscamente interrotto: campionati sospesi e scuole calcio chiuse, con le future calciatrici azzurre rimaste a casa a palleggiare in salotto per la disperazione delle famiglie.

 

In questa fase anche per le nostre giocatrici hanno avuto una parte fondamentale i social, con video di allenamenti, sfide a distanza in contest sempre più fantasiosi e originali, interviste fatte dal salotto di casa. La lunga attesa per capire se fosse possibile concludere la serie A è finita con la delusione per l’interruzione definitiva, ma anche con la consapevolezza che il professionismo è uno step necessario per il calcio femminile italiano, perché questo limbo che colloca squadre e calciatrici nel mondo dei dilettanti mentre si chiedono loro sforzi da professionisti, è qualcosa che non può andare avanti. E alla fine si è rivelata giusta la decisione di chiudere la stagione passata per iniziare quella nuova con maggiore organizzazione, per dare a tutte le società il tempo per adeguarsi alle richieste dei nuovi protocolli.

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Il campionato 2020/2021 è iniziato senza intoppi, anche quando il Covid ha fermato di nuovo lo sport giovanile la Serie A è andata avanti mostrando un livello di gioco ancora superiore rispetto agli anni precedenti. A parte qualche rarissima eccezione (il 10-0 dell’Empoli contro la neopromossa San Marino alla prima giornata) tutte le gare hanno mostrato un equilibrio interessante, non sempre nei risultati, ma almeno nel gioco espresso. Tutte le formazioni della massima serie sono attrezzate, il lavoro svolto negli ultimi anni, da quando anche le squadre femminili sono entrate a far parte delle società professionistiche sta dando i suoi frutti in termini di gioco e preparazione fisica.

 

Tra qualche anno sarà possibile colmare il gap con i top club stranieri, divario che si è visto in modo evidente nel primo turno di Champions fra Juventus e Lione. Sfortunatissime le bianconere a pescare nel sorteggio le Campionesse d’Europa da cinque anni di fila, ma anche bravissime nell’offrire due prestazioni di altissimo livello. Soprattutto nella gara dell’Allianz, persa 3-2 solo per un calo fisiologico nel finale, al cospetto di un’avversaria che è ancora di un’altra categoria, per merito di giocatrici che fin da giovanissime si allenano da professioniste. E’ andata meglio alla Fiorentina, che ha fatto un bel regalo di Natale ai proprio tifosi conquistando gli ottavi di Champions a Praga, grazie a un gol di Daniela Sabatino al 94’ della gara di ritorno.

 

La crescita del calcio femminile passa anche da imprese come queste e da grandi risultati ottenuti fuori dai campi. La nomina di Sara Gama a Vice Presidente dell’AIC pone una donna ai vertici di un’organizzazione calcistica che tutela chi gioca a calcio, dimostrando che un passo avanti verso il superamento degli stereotipi è stato fatto, perché la lotta per i diritti degli atleti non può e non deve avere distinzioni di genere.

 

E proprio allo scadere il 2020 ha regalato un’altra emozione, un risultato storico per il nostro calcio: Barbara Bonansea è la prima donna inserita nella TOP 11 della FIFA. Un traguardo importante per la giocatrice della Juventus ma anche per tutto il movimento calcistico italiano perché i voti sono arrivati dalle calciatrici di tutto il mondo, a conferma di come il nostro campionato ormai sia seguito anche all’estero, una possibilità in più di vedere in futuro top player sui campi della nostra Serie A.

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