Mondiali 2018 Russia, Guardado: "A Neymar piace esagerare con i falli e cadere per terra"

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Il messicano accusa l'attaccante del Brasile, prossimo avversario negli ottavi di finale: "Fa troppa scena con i falli, ma starà all'arbitro e al VAR gestire la situazione". Sulle possibilità di qualificazione aggiunge: "Abbiamo già battuto la Germania, ci crediamo"

RUSSIA 2018: IL CALENDARIO

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Lunedì prossimo il programma degli ottavi di finale proporrà la sfida tra Brasile e Messico. Sulla carta la Seleçao partirà da favorita, ma i ragazzi di Osorio non hanno alcuna intenzione di presentarsi alla Samara Arena già sconfitti. Nessuna paura quindi, almeno a sentire le parole di Andres Guardado in conferenza stampa: "Abbiamo già battuto la Germania campione del mondo in carica - ha dichiarato il centrocampista -. È vero, non abbiamo mai vinto contro i verdeoro nella storia dei Mondiali, ma le statistiche non contano. Per noi è lo scenario perfetto perché nulla può darci più motivazioni che affrontare una Nazionale che ha alzato il trofeo per cinque volte. Ci aspettavamo inoltre dall'inizio questo sorteggio perché era prevedibile che loro avrebbero chiuso in testa il loro girone e noi saremmo passati secondi alle spalle della Germania. Il miglior modo per passare alla storia sarà passare il turno e arrivare ai quarti. Abbiamo una mentalità diversa rispetto al passato, ma saremo giudicati comunque in base al fatto se riusciremo ad ottenere la qualificazione o meno". Il giocatore del Betis non ha risparmiato poi una stoccata su uno dei rivali principali da tenere d'occhio contro il Brasile, Neymar: "Conosciamo il suo stile di gioco - ha continuato -. È uno a cui piace esagerare con i falli, cadere sempre a terra. Ma non è una questione di cui ci dovremo occupare noi calciatori. Saranno l'arbitro e il VAR a dover drizzare le antenne e saper gestire la situazione".

"Si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie..."

Guardado e la sua Nazionale non si sentono però esaltati dal successo conquistato all'esordio contro la Germania e preferiscono mantenere i piedi per terra: "Non ci fidiamo perché un giorno siamo i migliori e quello dopo diventiamo i peggiori - ha affermato il 31enne -. Non possiamo cambiare il modo in cui ci giudicano dall'esterno. Il primo obiettivo l'abbiamo raggiunto, anche se non siamo contenti di aver chiuso con un ko. Ma si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie perché sono le partite che fanno emergere i propri difetti e ti consentono di porre dei rimedi. Il match contro la Svezia ci è servito da lezione, abbiamo sofferto molto i nostri avversari. Abbiamo capito che quando affrontiamo squadre con quelle caratteristiche dobbiamo cambiare il nostro stile di gioco, non dando spazio alle ripartenze e al gioco aereo. Il Brasile gioca invece un tipo di calcio più simile al nostro". Il centrocampista classe '87 si è infine soffermato sulla probabile formazione che scenderà in campo contro la Seleçao, spegnendo il dibattito che si era creato attorno alle poche rotazioni effettuate dal Ct Osorio: "Se si parla di infortunati ogni situazione è diversa - ha dichiarato il messicano -. Ma se ti metti nella posizione dell'allenatore dopo che la squadra ha battuto alla grande sia la Germania che la Corea del Sud, che cosa dovresti fare? È pura logica dare continuità alle cose che sono andate bene. Non so chi giocherà contro il Brasile, lo deciderà il mister. Siamo tutti pronti e ognuno di noi ha la qualità per essere titolare".

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