Accadde oggi: Italia '90 e Francia '98, il 3 luglio rigori fatali per i Mondiali azzurri

Mondiali

Domenico Motisi

Che la nostra nazionale non fosse fortunata dagli undici metri è noto, ma in più occasioni la maledizione si è materializzata lo stesso giorno. Le lacrime del San Paolo contro l'Argentina durante le Notti Magiche, la traversa di Di Biagio al Saint Denis davanti a Zidane e compagni: delusioni arrivate esattamente 28 e 20 anni fa. Dopo, però, non sempre il dischetto è stato amaro

IL TABELLONE MONDIALE

Coincidenze, ricorsi storici, tabù da sfatare, leggi non scritte. Comunque le si voglia chiamare, ci sono due caratteristiche che contraddistinguono la nazionale italiana: la prima è quella che la vede vincente - anche se è inferiore o sfavorita - quando affronta la Germania. La seconda, invece, riguarda i calci di rigore: se durante una competizione il verdetto viene stabilito dalla lotteria degli undici metri - chiunque sia l'avversario - perdiamo sempre (o quasi). È successo in tutti e tre i Mondiali degli anni ’90 e, caso vuole, che due di quelle tre sconfitte siano arrivate esattamente nella stessa data: il 3 luglio. In questo giorno, infatti, ai calci di rigore si infransero i sogni delle Notti Magiche di Italia ’90, così come svanì il sogno di battere i padroni di casa ai quarti di Francia ’98.

Il 3 luglio 1990 Goycochea fa piangere l’Italia

La maledizione del 3 luglio inizia nel 1990. Era il Mondiale di casa, quello delle Notti Magiche firmate Totò Schillaci. Anche quel giorno, in effetti, il centravanti palermitano aveva segnato il gol dell’1-0 nella semifinale contro l’Argentina campione del mondo in carica. Si trattava dell’albiceleste di Diego Maradona che, nel "suo" San Paolo di Napoli, sembrava destinato a soccombere contro i padroni di casa. Al 68’, però, dopo un un cross di Olarticoechea spuntò la testa bionda di Claudio Caniggia che realizzò il gol del pareggio battendo Walter Zenga dopo 518 minuti di l'imbattibilità. Ai tempi supplementari non bastò l’ingresso di Roberto Baggio al posto di Giuseppe Giannini, né quello di Aldo Serena al posto di Gianluca Vialli. Si andò ai calci di rigore: segnarono Baresi, Serrizuela, Baggio, Burruchaga, De Agostini e Olarticoechea. Sul risultato di 3-3 toccò a Donadoni ma la sua conclusione venne parata dal portiere argentino. Il quarto rigore albiceleste lo batté Diego Maradona che ovviamente non sbagliò. Il tiro decisivo fu dunque quello di Serena che però si fece respingere il rigore. In finale ci andò il Pibe de oro, l’Italia abbandonò sul terreno del San Paolo, in quella notte del 3 luglio, la possibilità di vincere in quarto Mondiale.

3 luglio ’98: rigori fatali al Saint Denis

Come se non fossero bastate la semifinale di Italia ’90 e la finale di Usa ’94 (persa contro il Brasile a causa degli errori dal dischetto di due fuoriclasse come Baresi e Baggio), anche l’avventura azzurra di Francia ’98 finì, guarda caso, ai calci di rigore. Era il 3 luglio 1998, la nostra nazionale affrontava i padroni di casa dopo aver battuto la Norvegia agli ottavi di finale grazie ad una rete di Christian Vieri. Il match fu molto equilibrato, sia i tempi regolamentari sia i supplementari finirono 0-0, nonostante la clamorosa palla gol di Roberto Baggio che proprio nell’extra time si fermò a pochi centimetri dall’impresa. Invece nulla, si andò ai tiri dagli undici metri. Inutile dire che tutto il popolo italiano sapeva già come sarebbe andata a finire. Se vale il detto "non c’è due senza tre", dopo le due edizioni precedenti, non poteva che finire in questo modo. Per i francesi sbagliò soltanto Lizarazu e andarono a segno Zidane, Trezeguet, Henry e Blanc. Tra gli azzurri, sbagliarono Albertini e Di Biagio che prese la traversa nel tiro decisivo spalancando ai padroni di casa le porte della semifinale.

Non solo sconfitte...

Per ogni regola che si rispetti, c’è sempre un’eccezione che la conferma. Vale anche per la maledizione azzurra dei calci di rigore. Dopo le tre eliminazioni consecutive ai Mondiali, arrivò una sorprendente vittoria proprio dagli undici metri agli Europei del 2000. In quell’occasione, era la semifinale contro i padroni di casa dell'Olanda, l’eroe fu Francesco Toldo, capace di parare tre penalty nella stessa partita. In quella serie segnarono Di Biagio, che si ripresentò dopo l’errore di due anni prima, e Totti che batté Van Der Saar con il suo famoso cucchiaio. La vera rivincita, però, arriverà nel 2006. Non era il 3 luglio, ma il 9, c’era ancora la Francia nel destino dell’Italia. Siamo a Berlino, il match - non uno qualunque ma la finale della Coppa del mondo - finisce 1-1, i supplementari anche. Si va ai calci di rigore e questa volta la sorte sorride agli azzurri. Per i francesi sbaglia Trezeguet, noi facciamo cinque su cinque ed è Fabio Grosso a farci esultare. Tabù rigori infranto? Neanche per sogno: andiamo fuori dopo i tiri dagli undici metri appena due anni dopo, contro la Spagna agli Europei. Così come ai rigori perdiamo nell’ultima competizione disputata, ancora gli Europei nel 2014, questa volta contro la Germania. I rigori di Zaza e Pellè fanno il giro del mondo, ma sbagliano anche Bonucci e Darmian. I tedeschi, a proposito di eccezioni che confermano una regola, riescono a batterci dopo eterne delusioni. Almeno quel giorno era il 2 luglio e non il 3.

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