Mondiali 2018 Russia, Svezia "italiana" come nel 1994: chi sarà il prossimo?

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Ammessa ai quarti di finale dopo l'1-0 contro la Svizzera, la Nazionale di Janne Andersson è la rivelazione del Mondiale confermando il primato nel girone. In chiave recente la Svezia raggiunse l’ottimo 3° posto a USA 1994 grazie ad una squadra con 11 protagonisti transitati in Italia. E se la tradizione si rinnovasse?

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Alzi la mano chi avrebbe scommesso sulla Svezia, rivelazione in Russia ormai fresca del passaggio ai quarti di finale. Già, proprio la squadra fatale all’Italia di Ventura nel playoff per raggiungere il tabellone principale, delusione senza eguali alle nostre latitudini per un’estate priva della ribalta Mondiale. Si amplia invece la collezione di vittime per mano scandinava: l’Olanda nelle qualificazioni e gli Azzurri nello spareggio, la Germania nel girone fino ai talentuosi svizzeri di Petkovic negli ottavi. Ancora una volta la Svizzera deve arrendersi agli ottavi, precedenti che riportano al 2014 e al 2006 fino al 1994. Nient’altro che l’anno della consacrazione svedese ai Mondiali statunitensi, quando la Nazionale di Tommy Svensson festeggiò un clamoroso terzo posto alla guida di undici protagonisti transitati in Italia.

Svezia, gli eroi "italiani" del 1994

I gialloblù non centravano l’accesso ai quarti di finale del Mondiale dall’edizione negli Stati Uniti, exploit in chiave moderna che andò a rievocare i traguardi tra il 1938 e il 1958: 4° posto in Francia, 3° in Brasile (1950) e finalista nell’appuntamento casalingo sebbene abbattuti dai gol di Pelé. Ventidue anni fa gli svedesi si qualificarono alla fase finale davanti a Bulgaria e Francia grazie ai 7 di gol di Martin Dahlin, bomber del raggruppamento sulla strada di USA 1994. Attaccante che si ripeterà con ulteriori 4 centri dopo la valanga di reti in Germania, peccato che alla Roma accumulerà la pochezza di 3 presenze nel 1996 facendo ritorno al 'Gladbach. Ben altra fortuna per il suo partner offensivo dell’epoca, Kennet Andersson, centravanti apprezzato in Italia al Bari (doppia cifra nella stagione 1995/96) e soprattutto al Bologna dove sfiora quota 40 gol in quattro anni e si aggiudica l’Intertoto agli ordini di Carlo Mazzone. Seguirà le sue tappe anche Klas Ingesson, mediano che chiuse la carriera al Lecce prima della tragica scomparsa nel 2009: soffriva di un male incurabile che a 46 anni ha portato via uno dei guerrieri di quel gruppo memorabile.

Seconda nel girone alle spalle del Brasile, la Svezia vantava tra i pali un portierone di origini trentine: Thomas Ravelli, 143 presenze in Nazionale (2° posto all-time), icona vichinga e determinante ai rigori nei quarti di finale contro la Bulgaria. Non giocherà in Italia a differenza del più giovane collega Magnus Hedman, avvistato nella fallimentare Ancona del 2004 e ricordato piuttosto per l’avvenenza dell’ex moglie Magdalena. Davanti a Ravelli la sicurezza era Joachim Björklund, centrale dai trascorsi veneti al Vicenza (campionato 1995/96) e al Venezia cinque anni più tardi. Detto di Andersson e Ingesson, pure Teddy Lucic frequentò Bologna sebbene senza troppe soddisfazioni: 13 presenze prima del nuovo millennio per il difensore che al Mondiale applaudì i compagni dalla panchina. Lui come Anders Limpar, solo una passerella nella finale per il 3° posto sulle spalle del centrocampista dai buoni numeri nella Cremonese nel 1990 (26 presenze e 3 reti). Proprio nel cuore della formazione di Svensson si concentrava la presenza di giocatori dal curriculum in Serie A: prendete Stefan Schwarz, un Mondiale da titolare e un triennio alla Fiorentina a buoni livelli con quasi 100 incontri disputati oltre a una Coppa Italia e una Supercoppa italiana.

Chi già militava nel nostro campionato durante i Mondiali era invece Jonas Thern, mediano del Napoli fino al 1994 a precedere ulteriori tre stagioni con la maglia della Roma. Buono il suo minutaggio negli Stati Uniti, senz’altro superiore a quello da comparsa di Jesper Blomqvist dalle fortune alterne in Serie A: bocciato dal Milan, ricca plusvalenza al Parma in virtù della cessione onerosa al Manchester United. L’uomo in più della Svezia con la maglia numero 11 era infine Tomas Brolin, ben cinque anni al Parma fino al 1995 contribuendo all’affermazione degli emiliani in Italia e in Europa: esterno votato ai dribbling con 180 presenze e 29 gol complessivi, artefice soprattutto di tre titoli dalla Coppa Italia (1992) alla Supercoppa UEFA (1993) fino all’attuale Europa League del 1995. Difficile riconoscerlo oggi a causa della taglia extralarge, tuttavia punì Romania e Bulgaria nella fase decisiva del torneo culminata con il terzo posto finale.

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Gli undici protagonisti svedesi del 1994 hanno trovato conferme in Italia negli anni a seguire, d’altronde è sufficiente indugiare sulla rosa del Ct Janne Andersson per incontrare vecchie conoscenze. È il caso di Albin Ekdal, neoretrocesso con l’Amburgo eppure in orbita nostrana per 7 anni: lo importò la Juventus dal Brommapojkarna, poi ha trovato spazio in A dal Siena al Bologna fino alle quattro stagioni a Cagliari. Solo origini italiane per John Guidetti, un nonno italiano e nessun passaggio nel Belpaese a differenza del capitano goleador Andreas Granqvist: buono il biennio al Genoa  prima del trasferimento in Russia e il ritorno in patria. Un difensore come i giovani Filip Helander ed Emil Krafth entrambi di scena al Bologna, membri della spedizione in Russia al pari di Oscar Hiljemark: prelevato dal Palermo nel 2015, il mediano 26enne è tornato d’attualità nel Genoa di Ballardini. E poi c’è Marcus Rohdén, jolly fresco di bocciatura con il Crotone sebbene destinato a frequentare la massima serie in virtù delle società interessate (Chievo su tutte). E se la colonia svedese accogliesse pure il talento di Emil Forsberg? Classe 1991 del Lipsia, mvp nell’ultima fatica contro la Svizzera, l’esterno ex Malmö si era laureato re degli assist (ben 22) due anni fa in Bundesliga. Tecnico ed eclettico, desiderio dichiarato della Roma di Monchi pronto a virare su uno dei gioielli della Nazionale svedese. Prezzo stimato sui 35 milioni di euro, nient’altro che l’ultimo talento venuto dal Nord.

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