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Uruguay-Francia, le chiavi della partita

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Federico Aquè

Lo scenario tattico, i giocatori più in forma e quelli da tenere d'occhio nel quarto di finale che mette di fronte una delle Nazionali più organizzate, l'Uruguay, e una tra quelle con maggiore talento, la Francia 

URUGUAY-FRANCIA LIVE

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L’Uruguay ha vinto tutte le partite giocate finora in questo Mondiale. Era dal 1930, la prima edizione della Coppa del Mondo, giocata in casa e vinta, che la “Celeste” non metteva in fila 4 vittorie nelle prime 4 partite. Nel 1930 bastarono per conquistare il titolo, stavolta sono servite ad arrivare fino ai quarti di finale dimostrandosi una delle squadre più solide e convincenti del torneo. Dopo la sofferta vittoria contro l’Egitto, arrivata soltanto nei minuti finali grazie a un colpo di testa di Giménez su palla inattiva, l’Uruguay ha battuto col minimo scarto l’Arabia Saudita (1-0), ha rifilato tre gol alla Russia e ha eliminato il Portogallo agli ottavi superandolo 2-1 grazie alla doppietta di Cavani.

La Francia ha invece provato a gestire il suo girone, forte del suo ruolo di favorita. Ha sofferto sia contro l’Australia che contro il Perù ma è comunque riuscita a strappare due vittorie, poi nell’ultima partita contro la Danimarca si è accontentata dello 0-0, risultato che ha qualificato entrambe le Nazionali agli ottavi. Contro l’Argentina, i “Bleus” hanno sempre dato l’impressione di essere la squadra migliore e più pericolosa, eppure a un certo punto si sono trovati in svantaggio per 2-1 e sono servite una prodezza di Pavard e una doppietta di Mbappé, protagonista di una prestazione eccezionale, per ribaltare la partita e arrivare ai quarti.

Il gran gol segnato da Pavard all'Argentina.

Il quadro tattico

A decidere gli equilibri della partita potrebbero essere due assenze pesanti: quella sicura di Matuidi per squalifica e quella quasi certa di Cavani, uscito per infortunio contro il Portogallo. Interpretando le scelte di Deschamps durante il Mondiale, il probabile sostituto di Matuidi dovrebbe essere Tolisso. Il centrocampista del Bayern Monaco è partito titolare contro l’Australia ed è stato sostituito nel secondo tempo proprio da Matuidi, che invece ha giocato dal primo minuto contro il Perù. Entrambi sono rimasti in panchina contro la Danimarca, in una gara quasi ininfluente per la Francia, e sono invece tornati a darsi il cambio contro l’Argentina: a un quarto d’ora dalla fine Matuidi è uscito per far posto a Tolisso.

L’ingresso in squadra di Matuidi al posto di Tolisso dopo la brutta prestazione all’esordio contro l’Australia ha rafforzato la fase difensiva della Francia, ricorrendo soprattutto alle qualità individuali in pressione del centrocampista della Juventus. Sia contro il Perù che contro l’Argentina, la sua posizione ibrida a sinistra è servita a garantire maggiore protezione contro le catene destre avversarie, le più pericolose nello sviluppo della manovra.

Contro l’Albiceleste, Matuidi ha spesso aiutato Kanté a ridurre gli spazi di ricezione di Messi ma si allargava anche a pressare il terzino destro argentino, Mercado, in linea con il ruolo di esterno che Deschamps gli ha assegnato in fase difensiva. L’aggiunta di un centrocampista più tecnico come Tolisso potrebbe però aiutare la Francia a manovrare con maggiore brillantezza, un aspetto determinante contro l’organizzazione difensiva dell’Uruguay, che finora ha concesso un solo gol, a Pepe sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

La Francia, d’altra parte, occupa il campo in maniera squilibrata e in fase di possesso ha faticato ad arrivare ai giocatori più avanzati. A destra Mbappé, Griezmann e Giroud si avvicinano per scambiarsi il pallone e trovare le giocate per arrivare in porta, la fascia sinistra, al contrario, tende a svuotarsi per agevolare le discese di Lucas Hernández, determinante con i suoi cross in due dei quattro gol segnati all’Argentina. Tolisso ma anche Fekir, l'altro possibile sostituto di Matuidi, potrebbero modificare lo scenario garantendo linee di passaggio dietro il centrocampo dell’Uruguay e rendendo quindi più fluida la manovra verso gli attaccanti.

I “Bleus” sono attesi da una sfida molto diversa rispetto a quella affrontata agli ottavi, in cui hanno potuto lasciare la palla agli avversari e attaccare in campo aperto: raggiungere con maggiore continuità e brillantezza Griezmann, Mbappé e, in misura minore, Giroud sarà uno dei temi fondamentali che deciderà l’esito della partita contro l’Uruguay.

L’assenza di Cavani ha forse minore impatto sulla struttura complessiva della “Celeste”, ma è senza dubbio più pesante di quella di Matuidi per gli equilibri della partita. Il probabile sostituto del centravanti del PSG è Stuani, entrato al suo posto dopo l’infortunio rimediato nell’ottavo contro il Portogallo. Stuani ha giocato una grande stagione con il Girona, impreziosita da 21 gol nella Liga, e piace a Tabárez per l’attitudine al sacrificio in fase difensiva. Nonostante l’equilibrio e la copertura che può garantire abbassandosi sotto la linea della palla, Stuani resta evidentemente di un altro livello rispetto a Cavani e la pericolosità dell’Uruguay, ricaduta tutta sulle spalle del “Matador” e di Suárez contro il Portogallo, non potrà che risentirne.

Se la manovra francese continuerà a mantenersi poco fluida, però, i meccanismi uruguaiani di recupero della palla potrebbero avere un ruolo importante soprattutto in chiave offensiva, per iniziare gli attacchi più vicino alla porta avversaria e far prevalere, anche in assenza di Cavani, l’organizzazione della “Celeste” sul talento della Francia.

Quali giocatori arrivano più in forma

All’Uruguay mancherà il giocatore più in forma, Cavani, ma anche il suo compagno in attacco, Suárez, ha dimostrato di stare molto bene contro il Portogallo. Il centravanti del Barcellona ha servito l’assist a Cavani in occasione del primo gol ed è stato il principale riferimento per i compagni quando bisognava risalire il campo, ripulendo i palloni in uscita dalla difesa, tenendo impegnati i difensori centrali portoghesi e garantendo le minime connessioni per muovere la palla all’interno della metà campo avversaria. Senza Cavani, le speranze della “Celeste” di arrivare in semifinale passeranno ancora di più dalla sua prestazione.

Nella Francia domina ovviamente Mbappé, chiamato a confermarsi dopo la scintillante prestazione contro l’Argentina. Anche se avrà molto probabilmente meno occasioni di mostrare le sue accelerazioni devastanti in campo aperto, Mbappé ha dimostrato di saper fare la differenza anche in spazi più stretti, trovando da solo il modo di aprirsi il campo. Affrontare squadre chiuse è d’altra parte uno scenario abituale per il PSG. Accanto a lui ci sono poi Griezmann e Pogba, che anche se in modo diverso e meno appariscente rispetto a Mbappé, stanno giocando un gran Mondiale e sono fondamentali per la manovra francese.

Quali giocatori sono da tenere d’occhio

Considerata la quantità di talento che si trova a dover affrontare dal suo lato, la prestazione in fase difensiva di Laxalt sarà particolarmente importante. L’esterno del Genoa, che in Nazionale è schierato da terzino sinistro, si è distinto conto il Portogallo: 2 contrasti, 3 intercetti e 7 palle recuperate. Anche Bentancur, da trequartista e in assenza di Cavani, potrebbe avere un’influenza in fase offensiva maggiore a quella avuta agli ottavi contro i portoghesi.

Pavard ha segnato un gol bellissimo e determinante contro l’Argentina, nel peggior momento della partita per la Francia, che aveva da poco subito il gol del 2-1 da Mercado. La solidità centrale dell’Uruguay potrebbe spingere i “Bleus” ad attaccare soprattutto sulle fasce, il contributo offensivo di Pavard sarebbe quindi essenziale. In questo senso, anche la partita di Giroud contro Godín e Giménez dovrà riuscire a mettere in discussione il dominio dell’Uruguay nella sua area di rigore.