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17 luglio 2018

Mondiali 2018 Russia, Pogba fa il vocalist: all'Eliseo lancia il coro per il timido Kanté. IL VIDEO

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Grande festa a Parigi per i campioni del mondo. Pogba tra i più scatenati: all'Eliseo lancia il coro per il timidissimo (e un po' imbarazzato) Kanté. Mentre col presidente Macron si esibisce nella sua classica "dab"

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Uno tremendamente timido. L’altro tremendamente estroverso. Insieme si sono guadagnati il Mondiale e prima ancora la copertina de L’Equipe. Il giorno è il 14 luglio, vigilia della finale. “Indestructibles” è il titolone in prima pagina. Pogba e Kanté in bella mostra, corsa e classe, fiato e spettacolo, perché con loro due in campo contemporaneamente la Francia non aveva mai perso. Indistruttibili insomma. E così sarà anche nella finale. Il 16, due giorni dopo la festa nazionale della Presa della Bastiglia, è allora tempo di una nuova e grande festa. Mosca-Parigi, e poi dall’aeroporto Charles de Gaulle agli Champs Elysees, nelle due ali di folla in festa. Frecce tricolori sopra l’Arco di Trionfo e la visita all’Eliseo. Lì Pogba dà ancora una volta il meglio di sé, trasformandosi da autentico mattatore in campo ad autentico mattatore della festa. Microfono alla mano, celebrazione ufficiale dei campioni del mondo interrotta. “Meglio cantare, ci si diverte di più” - deve aver pensato Paul. Che attacca allora con il coro per l’amico N’Golo, la diga del centrocampo dei galletti: “N’Golo Kanté, il est petit, il est gentil, il a stoppé Leo Messi”. Ovvero, tradotto: "N'Golo Kanté, lui è piccolo, lui è gentile, lui ha fermato Leo Messi”. Il timidissimo centrocampista? Canta, chiaro, anche se è visibilmente in imbarazzo. Lui, nato proprio a Parigi, cresciuto nel piccolissimo Suresnes ed esploso solo a 25 anni in quella clamorosa cavalcata Leicester. Poi il Chelsea e un’altra Premier, ora un Mondiale da porta acqua della squadra ma anche da protagonista assoluto. Sì, lo diceva anche Gattuso: “Anche Rivera senza Lodetti, Maradona senza Bagni o Platini senza Bonini, probabilmente non avrebbero reso così tanto”. Stesso discorso per Kanté. il ragazzo mite ed educato osannato da Pogba davanti alla residenza del presidente francese.

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Kanté e la coppa, Pogba e Macron

L’aneddoto l’aveva già raccontato subito dopo la cerimonia a Mosca Steven N’Zonzi, che nel marasma generale aveva visto il volto stranamente impacciato di quello che in realtà è uno dei migliori centrocampisti al mondo. Qualcosa di insolito? Certo, perché Kanté è così timido che dopo la finale vinta sulla Croazia non vuole nemmeno prendere in mano la coppa. No, nessuna foto. Ed è stato allora il francese del Siviglia a invitare tutti i compagni a passare il trofeo anche a lui. Evidentemente molto introverso in campo tanto quanto estroverso sul terreno verde dove, coro alla mano, ha fermato anche un certo Leo Messi. Pogba non fa allora altro che rendergli grazia, quella che si merita, e continuare la sua giornata di grande festa proseguita anche all’interno del palazzo presidenziale francese, quando ha invitato Macron a esibirsi con lui nella sa classica “dab dance”. Testa china nel braccio destro, sinistro disteso e storia su Instagram caricata. Anche il presidente della repubblica viene trascinato dall’ex Juve nei festeggiamenti. Uno che fuori dalla righe lo è sempre stato (e questo si sapeva) ma che in Russia, dopo una stagione con tante ombre nello United, è diventato finalmente decisivo come non mai anche in campo, e sul palcoscenico giù importante di tutti.

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