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Italia, Verratti: "La pressione è tanta ma siamo abituati, daremo tutto per qualificarci"

playoff mondiali
©Getty

Le parole del centrocampista azzurro: "Non possiamo permetterci di non essere presenti a un altro Mondiale. La pressione è tanta, ma siamo abituati: ora pensiamo solo a qualificarci e daremo tutto. Questo però sarà il pensiero anche delle altre squadre che sono nella stessa nostra situazione: faremo i conti alla fine". E alla domanda su cosa ci sia di diverso rispetto a Italia-Svezia del 2017, ha risposto così: "La forza del gruppo e l'allenatore"

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A due giorni dall'attesissima semifinale dei playoff per le qualificazioni ai Mondiali contro la Macedonia del Nord, Marco Verratti ha parlato in conferenza stampa. La situazione del gruppo, gli allenamenti a Coverciano, lo spettro di Italia-Svezia di cinque anni fa e lo stato d'animo degli Azzurri prima di questo importante appuntamento: queste le parole del centrocampista della Nazionale.  

Come sta andando il ritiro e come arriva l'Italia ai playoff?

"Siamo qui, siamo pronti. Ci stiamo allenando tutti concentrati per centrare questo obiettivo importante. Dobbiamo essere fiduciosi: giovedì giocheremo una partita importante contro la Macedonia del Nord che merita di essere qui a giocarsela con noi. Dovremo arrivarci con entusiasmo e con voglia". 

 

La qualificazione ai Mondiali potrebbe essere un'ancora di salvezza per il calcio italiano, così come accadde per l'Europeo?

"Anche se tutti i club italiani si fossero qualificati ai quarti di Champions sarebbe stato lo stesso. Noi qui dobbiamo qualificarci per i mondiali, punto".

 

Come state vivendo questi giorni? Ci pensate al fatto che potrebbe essere l'ultimo mondiale per qualcuno di voi?

"Al Psg non stiamo vivendo un buon momento, c'è dispiacere per l'eliminazione in Champions, ma ora pensiamo ad altro. Ultimo mondiale? Nessuno ne ha parlato, pensiamo solo a qualificarci e siamo concentrati su questo. Dobbiamo fare di tutto". 

 

Potrebbe essere il secondo mondiale perso in una carriera, ci pensate?

"Siamo abituati a giocare con questa pressione. Sappiamo che professionalmente è un momento importante per noi e che non possiamo permetterci di essere fuori dal Mondiale. Però l'unica cosa che conosco per far sì che questo non succeda è lavorare e basta. Poi anche gli altri sono nella stessa situazione e giocheranno la partita della vita. Faremo i conti alla fine".

 

Cosa abbiamo in più e cosa in meno rispetto a quando abbiamo vinto l'Europeo? Perché gli altri devono preoccuparsi dell'Italia?

"Nel percorso fatto abbiamo acquisito consapevolezza. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario giocando con allegria ed entusiasmo. La vittoria all'Europeo resterà nella storia e questo ci deve dare una forza in più. Per il resto, io gioco anche con compagni portoghesi e so che ci temono. So che lo fanno anche gli altri. L'Italia nel momento di difficoltà è sempre riuscita ad alzarsi. Questo è il nostro compito. Abbiamo tantissime possibilità di passare". 

 

L'ultimo mondiale perso è un fardello o uno stimolo?

"I momenti difficili nella vita rimangono sempre, e da certe sconfitte si impara tanto. Poi il calcio si sa: è fatto di piccoli dettagli e le cose non vanno sempre uguale. Dobbiamo accettare che possano capitare certe situazioni e pensare a fare di tutto nelle prossime partite". 

 

Tra una partita e l'altra, sperando che vada bene la prima, ci sono cinque giorni: per le energie e le vostre condizioni fisiche, cinque giorni sono sufficienti per recuperare e tornare a dare il massimo?

"Sì, sono partite importantissime: anche se dovessimo giocare il giorno dopo tutti sarebbero tutti pronti a scendere il campo. Tutti vogliamo giocare due partite per aiutare la squadra e raggiungere l'obiettivo". 

 

Rispetto all'Europe mancano Chiesa, Spinazzola e probabilmente Bonucci e Chiellini: voi della vecchia guardia avete quindi più responsabilità? Rispetto all'altro playoff il clima è diverso?

"All'Europeo abbiamo dimostrato che chiunque è importante. Ognuno darà il massimo e chi gioca non sarà importante. L'importante è il gruppo e la voglia di aiutarsi l'uno con l'altro. Rispetto alla Svezia c'è un clima diverso perché sappiamo cosa vogliamo e abbiamo grande fiducia in noi. Vogliamo giocare già oggi per far vedere a tutti che ci siamo. Il risultati nel calcio non sempre rispecchiano le situazioni, ma sono sicuro che faremo una bella partita". 

 

Come giudicate la pressione che sentite? 

"C'è tanta pressione e c'è tanto da perdere perché non ci si può permettere di essere due volte fuori dai mondiali. Abbiamo dimostrato di saper fare un bel calcio e sono sicuro che potremo fare una grandissima prestazione". 

 

Quali sono i pericolo contro la Macedonia, secondo te? 

"Loro negli ultimi due anni hanno fatto benissimo. Li abbiamo studiati: difendono bassi e hanno altri giocatori di gamba che possono metterci in difficoltà. Elmas non ci sarà, ma ci sono altri giocatori che possono metterci in difficoltà. Hanno vinto anche in Germania, non vanno sottovalutati". 

 

Che tipo di atteggiamento dovrete mettere in campo? Com'è il tuo rapporto con Mancini? 

"Sbloccare la partita il prima possibile sarebbe un grande vantaggio, ma dovremo stare tranquilli e pensare a fare il nostro gioco. Con Mancini ci sentiamo molto spesso, è venuto anche a Parigi per parlare con me e Gigio, ma ci sentiamo anche per telefono. Lavorare sulla testa è importante, e noi di testa ci siamo ed è merito di Mancini, che ci prese a terra e ci ha portato a vincere un Europeo. Ora possiamo dimostrare di poter fare ancora la storia di questa Nazionale". 

 

L'eliminazione vostra del Psg e quella della Juventus può trasmettere negatività al gruppo?

"No, non penso. Quando si torna qui ci sono tanti bei ricordi e che ci fanno stare bene. Quando si rientra qui ci si scorda tutto: i club sono una cosa, la Nazionale è un'altra. Sappiamo che dobbiamo fare qualcosa d'importante, tutti i pensieri negativi vanno lasciati da parte. Dobbiamo solo riportare l'Italia dove merita, dobbiamo mettercela tutta". 

 

Donnarumma come vive la pressione mediatica in Francia?

"Gigio sta vivendo un momento un po' così: è dispiaciuto ma è carico e felice di essere qua. Inoltre è consapevole di quanto sia importante per noi. 

 

Qual è la vera differenza con quella sera di Milano contro la Svezia di cinque anni fa?

"La forza del gruppo e l'allenatore. Siamo forti, abbiamo fiducia e c'è entusiasmo: sappiamo che se facciamo quel che sappiamo fare, faremo bene. Parlare di cinque anni fa credo non sia nemmeno il caso".