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Ronaldo il Fenomeno: "Mbappé ricorda me nel pieno della mia carriera"

Mondiali

In un'intervista concessa a L'Equipe, Ronaldo ha espresso il suo punto di vista su quanto visto ai Mondiali finora, paragonando Mbappé a sé stesso nel suo momento di massimo splendore ed elogiando il lavoro di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile, difendendo anche la scelta di portare Neymar negli States

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Kylian Mbappé è uno dei principali protagonisti del Mondiale americano, con 4 gol all'attivo nella fase a gironi e un rendimento da fenomeno, anzi da 'Fenomeno': a dirlo è proprio Luis Nazario de Lima detto Ronaldo, che in un'intervista a L'Equipe ha parlato dei grandi attaccanti protagonisti del Mondiale. Su Mbappé, il brasiliano ha detto: "Ricorda me stesso al meglio della forma, il suo stile di gioco mi ricorda me stesso nel pieno della mia carriera. È uno dei grandi del calcio moderno e un erede naturale delle leggende di questo sport". Ronaldo non ha parlato solo di Mbappé: "Haaland possiede la capacità realizzativa di Kane, la potenza di Rooney e la velocità di Ronaldo, la mia. Messi è uno dei più grandi giocatori della storia del calcio e rimane un elemento influente e decisivo ancora oggi". L'argentino, insieme a Mbappè, ha superato il 'Fenomeno' nella classifica marcatori all-time dei Mondiali: "Questo mi fa capire che tutti i record sono destinati a essere infranti e che il calcio, in fin dei conti, va oltre i numeri. Bisogna considerare anche l’eredità che si lascia. Messi e Mbappé sono senza dubbio giocatori che trascendono le statistiche e meritano di essere i migliori marcatori di sempre della competizione".

"Nessuno meglio di Ancelotti come Ct"

L'ex Inter e Real Madrid ha commentato anche le squadre che più di tutte lo hanno impressionato nella prima fase di questo Mondiale: "Francia, Spagna e Argentina giocano un calcio eccellente e sono molto competitive, mentre la Germania resta sempre pericolosa. Sono le maggiori rivali del Brasile per la conquista del titolo". Il 'Fenomeno' ha poi parlato del suo Brasile, difendendo sia Ancelotti (suo allenatore ai tempi del Milan) e Neymar: "Ho un'enorme fiducia nel lavoro di Ancelotti e nella sua capacità di calmare gli animi e tirare fuori il meglio dai suoi giocatori. Capisce il calcio come pochi altri e sa come gestire la pressione. Non sceglierei nessun altro allenatore per la Seleção in questo momento. Ero favorevole al ritorno di Neymar per un buon motivo: è decisivo. Non vedo nessun altro giocatore nella rosa attuale con la sua stessa capacità di vincere una partita. Quindi, se potevamo contare su di lui, non potevamo lasciarci sfuggire l'occasione. Ha ricevuto l'ok dai medici, è in forma e ora ha la possibilità di mettere a tacere tutti coloro che non credevano in lui. Anch'io ho vissuto un ritorno in campo nel 2002, quindi sostengo pienamente Neymar".

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