Gavi, chi è il giocatore della Spagna e talento del Barcellona

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Il talento classe 2004 del Barcellona ha debuttato con la nazionale spagnola infrangendo ogni record di precocità: schierato titolare da Luis Enrique a soli 17 anni e 62 giorni, ha incantato confermando la fiducia riposta in lui anche da Koeman in questo avvio di stagione in blaugrana

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Pablo Martin Paez Gavira, noto come Gavi, è nato il 5 agosto 2004 a Los Palacios y Villafranca, comune andaluso in provincia di Siviglia. La sua epifania agli occhi dell'Europa è arrivata la sera del 6 ottobre 2021: a San Siro, contro l'Italia nella semifinale di Nations League, il baby talento del Barcellona è diventato il più giovane debuttante di sempre della nazionale spagnola: schierato titolare a 17 anni e 62 giorni, Gavi non ha fatto rimpiangere l'altro talento lanciato da Luis Enrique, Pedri, che ci fece ammattire nella semifinale di Euro 2020. Non è un caso che il Barça stesse lavorando da settimane a una nuova proposta di rinnovo del contratto, un quinquennale con aumento dell'ingaggio di anno in anno. Secondo quanto riportato dal quotidiano catalano Sport c'è ottimismo.

Luis Enrique l'aveva detto: "Magari lo metto titolare"

Un altro talento compatto, in un calcio sempre più fisico in cui chi non ha doti da corazziere parte svantaggiato. I 173 centimetri di qualità di Gavi, soltanto tre in più di Xavi, leggenda blaugrana e della nazionale spagnola con cui condivide 3/4 del nome, sono il biglietto da visita di questo ragazzino ormai inseritosi a tutti gli effetti nel mondo del calcio dei grandi. Sì perché quando Luis Enrique ha lasciato a casa nomi affermati come Luis Alberto, Brahim Diaz e Fabian Ruiz, punti fermi di tre big della nostra Serie A, scegliendo il classe 2004 del Barcellona, non era una mossa da "supereroe". Il ct della Spagna ha puntato su Gavi credendoci davvero, al punto di schierarlo nell'XI titolare contro i campioni d'Europa. Nella conferenza stampa della vigilia l'asturiano lo aveva anticipato, ma ai più era sembrata una battuta: "Vedendo come gioca con e senza palla, per me è un giocatore abbastanza interessante per portarlo e vederlo. Sono sicuro che sarà all’altezza. Troppo presto? Forse sì, però magari lo metto titolare con l’Italia". Luis Enrique in fatto di giovani non scherza, il suo progetto per arrivare al Mondiale con un gruppo pronto e competitivo al massimo poggia anche su Gavi, che in Qatar sarà maggiorenne. Al momento non ha nemmeno la patente: al suo piede destro resta l'esclusiva per passaggi e tiri, non avendo ancora la facoltà per accelerare e frenare in auto.

Niente U21, subito promosso in nazionale maggiore

Affiancato a due capisaldi della Roja come Koke e capitan Busquets, a San Siro Gavi si è mosso come un veterano, vestendo la maglia numero 9 che più falso 9 non si può. Centrocampista adatto per una linea a 3 che può operare bene anche sulla trequarti, Gavi ha praticamente saltato la fase dell'Under 21 spagnola: dopo aver debuttato con l'U15 nel 2018, con l'U16 nel 2020 e con l'U18 nel 2021, ha bruciato le tappe passando alla nazionale maggiore. Esordio con un successo storico (l'Italia non aveva mai perso a San Siro nella sua storia) che porta le Furie Rosse in finale di Nations League.

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Nell'estate 2016 Gavi lascia il Betis (la sua prima figurina da calciatore risale proprio agli Alevin del club biancoverde di Siviglia) abbracciando la filosofia blaugrana, che lo accoglie nella Masia. Dalla cantera del Barcellona, con cui gioca nell'U16 e nell'U19, Gavi passa in prima squadra sotto la gestione Koeman, che ha il coraggio di affidarsi a un diciassettenne in uno dei periodi più difficili della storia recente del club culé, al buio dopo la separazione da Messi. Koeman lancia Gavi a fine agosto, facendolo debuttare in campionato contro il Getafe, affidandosi a lui anche nelle prime due giornate di Champions. Prima dell'esordio con la nazionale di Luis Enrique, Gavi aveva collezionato appena 5 presenze nella Liga. Ecco il prospetto completo:

  • 29/8/21, 3^ di Liga - Barcellona-Getafe 2-1: entra al 73' al posto di Busquets
  • 14/9/21, 1^ giornata Champions - Barcellona-Bayern 0-3: entra al 59' al posto di Busquets, prima sostituzione del match
  • 20/9/21, 5^ di Liga - Barcellona-Granada 1-1: entra al 60' al posto di Coutinho
  • 23/9/21, 6^ di Liga - Cadiz-Barcellona 0-0: titolare, sostituito al 73'
  • 26/9/21, 7^ di Liga - Barcellona-Levante 3-0: titolare, sostituito all'81' 
  • 29/9/21, 2^ giornata Champions - Benfica-Barcellona 3-0: entra al 33' al posto di Piqué, infortunato, come prima sostituzione del match
  • 2/10/21, 8^ di Liga - Atletico-Barcellona 2-0: titolare, sostituito al 75'
  • 6/10/21, semifinale Nations League - Italia-Spagna 1-2: titolare, sostituito all'84'

Albertini: "Gavi talento eccezionale"

"Gavi è un'eccezione, è il Francesco Totti, chiamiamolo così. Ma in Spagna c'è un percorso formativo che comprende anche le seconde squadre, dove il talento si confronta con l'esperienza". Sono parole di Demetrio Albertini, intervistato dall'Ansa: l'ex rossonero descrive l'approccio ai giovani in Spagna alla luce del convincente esordio del centrocampista 17enne nella semifinale di Nations League persa ieri dall'Italia. "Un giocatore talentuoso lo si vede sin da subito, lì hanno coraggio e danno l'opportunità, senza paura", spiega l'ex centrocampista colonna del Milan ma con esperienze anche in Spagna, al Barcellona e all'Atletico Madrid. Nel 2005, "quando arrivai al Barcellona - ricorda - mi fu presentato Messi come un giocatore della cantera. Come lui altri, a partire da Puyol. Parliamo di persone che poi hanno scritto la storia del calcio mondiale".  In Italia invece viene "valorizzata l'esperienza, ma il talento puoi averlo a qualsiasi età" portando spesso, seppur con qualche eccezione, ad avere "squadre più adulte". A conferma di questi tesi cita un dato: "In Serie A si raggiungono le 100 partite mediamente a 24 anni, due in più rispetto a quanto accade all'estero". Per questo, riguardo alle seconde squadre, il dirigente sportivo si augura che altri club "possano seguire quello che ha fatto la Juventus" con la sua under 23. Pur sottolineando che "la nazionale azzurra è abbastanza giovane", secondo Albertini "con le seconde squadre metteremmo nel nostro sistema molto prima giocatori di talento, più giovani, in qualsiasi categoria. Il problema è che qualche volta le si vede come una spesa, secondo me sono un investimento". 

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