14 novembre 2017

Nazionale, il ministro Lotti: "Il calcio italiano va rifondato del tutto"

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Intervenuto a margine della presentazione dell’accordo per il finanziamento del nuovo stadio dell’Atalanta, il ministro dello Sport ha parlato così: “Ripartiremo dall’educazione dei giovani, vanno prese scelte che non si è avuto il coraggio di prendere in passato"

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Un sistema da rivedere, fin dalle fondamenta. Al momento è questa la sensazione di necessità che dilaga, che si fonda sulla delusione di dover aspettare altri cinque anni per vedere, forse, l’Italia partecipare ai Mondiali. Il pari di ieri ha condannato la Nazionale ad un’esclusione che aveva soltanto un precedente storico, nel 1958, e che sembrava uno scenario impossibile. Per il ministro dello Sport, Luca Lotti, questo deve essere un trampolino per un grande cambiamento. “Abbiamo assistito a qualcosa di triste dal punto di vista sportivo. Il mondo del calcio va rifondato, vanno prese scelte che prima non si aveva il coraggio di prendere. Le parole di Gigi Buffon sono state molto chiare, ci dobbiamo mettere tutti per far ripartire il calcio. Non abbiamo scoperto ieri che ci sono dei problemi. Siamo usciti negli ultimi due Mondiali al primo turno e a questo non ci siamo nemmeno qualificati. Non si riescono ad eleggere il presidente di Lega né per la Serie A né per la B. Insomma, bisogna sfruttare quest'occasione per rifondare il calcio italiano” ha detto il ministro, all’esterno dell’Istituto di Credito Sportivo, dove si verrà presentato l’accordo per il finanziamento del nuovo stadio dell’Atalanta.

Gli scenari futuri

I motivi del fallimento vengono ricondotti ad ogni tipo di carica federale, dal commissario tecnico al presidente della FIGC. Nelle prossime ore, si saprà se continueranno o meno a ricoprire ognuno i propri ruoli. “Spetta a Ventura e Tavecchio decidere di restare, ma bisogna mettere a posto il calcio, dalla Serie A alle giovanili. Anche dal punto di vista culturale, di come si insegna a fare calcio ai ragazzi ed educare i genitori sotto quest’aspetto. Credo che ognuno debba fare la propria parte, noi come governo ci stiamo provando nei diritti televisivi e di come si vende il prodotto calcio italiano all'estero” ha concluso Lotti.

L'intervento di Malagò

Così, invece, si è espresso il presidente del CONI, Giovanni Malagò: “E’ stata una serata triste, siamo tutti molto delusi”. Ha poi aggiunto sul tema degli stadi di proprietà: “Negli anni delle vacche grasse, dove sono arrivati anche risultati molto importanti, se ci fosse stata lungimiranza, tutte le società avrebbero avuto un impianto di proprietà”.

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