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20 marzo 2019

Biraghi: "Tornare a Udine è un dolore che si rinnova. Cori di Cagliari? Inaccettabili"

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Il difensore azzurro ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della Nazionale, che si prepara ad affrontare la Finlandia nella prima gara di qualificazione a Euro 2020: "Un onore essere qui, Mancini sta facendo un gran lavoro ed è il Ct ideale per questo percorso". Poi ricorda Astori e condanna i cori razzisti e offensivi

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Nello scorso mese di ottobre ha firmato la rete della vittoria contro la Polonia in Nations League in quella che probabilmente è stata la migliore prova della nuova Italia guidata da Roberto Mancini. Adesso Cristiano Biraghi è diventato un giocatore importante della Nazionale azzurra, attesa dalla prima gara di qualificazione agli Europei del 2020. Intervenuto in conferenza stampa in vista del match in programma sabato 23 marzo a Udine contro la Finlandia, il terzino della Fiorentina ha parlato dell’emozione di vestire la maglia azzurra: "Essere in Nazionale è sempre un onore – ha detto Biraghi -, avere la possibilità di rappresentare il proprio Paese in uno sport così importante è una cosa stupenda. Mancini sta facendo un grande lavoro ed è il CT ideale per questo percorso, è stato bravo a riuscire ad adattare tutte le caratteristiche di noi giocatori in funzione della squadra. Il mio ruolo a sinistra mi piace, vengono messe in evidenza le mie caratteristiche migliori e questo diventa congeniale per la squadra, che è la cosa più importante. Chiaramente prediligo la fase offensiva, ma devo migliorare in quella difensiva. Sono contento che ci sia tanta concorrenza nel mio ruolo, in questo modo il rendimento si alza di più perché lottiamo tutti per una Nazione. La scorsa volta c’erano Criscito ed Emerson, adesso ci siamo io e Spinazzola: meglio essere tanti che pochi. Il mio gol con la Polonia in Nations League? È stata ovviamente una grande gioia personale, ma è servito alla squadra ed è la cosa che più conta. Non segno molto e fare un gol così importante è stato eccezionale".

Finlandia, nessuna paura

Biraghi ha poi parlato della preparazione per il match contro la Finlandia: "Le squadre nordiche sono rognose, per questa sarà una partita complicata. Noi però siamo l’Italia, giochiamo in casa e speriamo che ci siano tanti tifosi a sostenerci. Faremo la partita e cercheremo di fare risultato ad ogni costo. Come ci stiamo preparando? Come sempre, per noi ogni partita è una finale. È normale che sia così".

Cori insopportabili

Cambio di rotta poi per Biraghi, che è stato interrogato sui cori offensivi arrivati dai tifosi della Fiorentina nei confronti del tifoso del Cagliari colpito da un malore e morto sugli spalti nel corso dell’ultima gara di campionato tra i rossoblù e i viola. Toni duri quelli utilizzati dal terzino: "Nel 2019 questi cori e atteggiamenti del genere non possono più essere accettati - ha tuonato Biraghi -, vanno a macchiare uno sport bellissimo che è seguito da tanti bambini. Questi soggetti devono pensare che danno un cattivo esempio ai più piccoli. E se vogliamo un Paese migliore, bisogna che venga dato il giusto esempio. Purtroppo, però, certe volte il diritto di parola crea dei problemi".

Chiesa, la Fiorentina e Astori

In chiusura Biraghi ha anche analizzato il momento attraversato dal suo club, la Fiorentina, e ha parlato del compagno di squadra Federico Chiesa, che ha accusato un problema fisico: "Con la Fiorentina stiamo attraversando un momento particolare, non il migliore. Ma pensiamo solo al campo, le vicende extra non devono toccarci. Chiesa? Sta avendo qualche problemino fisico, ma è normale. Il mercato? Ma vi pare che noi calciatori pensiamo al mercato a marzo? Alla Fiorentina dobbiamo mettere a posto una situazione di classifica che adesso non va bene". Inevitabile, infine, un ricordo di Davide Astori: "È normale che per noi della Fiorentina essere a Udine ci riporti ad un solo pensiero. La vita va avanti, noi dobbiamo ricordare Davide riuscendo a portare avanti il suo percorso di vita. Personalmente mi ha fatto crescere tanto – ha concluso Biraghi – e quindi devo portare avanti i suoi valori".

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