Gian Piero Ventura annuncia il ritiro dal calcio

l'annuncio
Ventura

Nel giorno di Italia-Svizzera, l'ex ct della Nazionale annuncia il suo addio al calcio: "Dopo trentasette anni di grandi soddisfazioni e qualche momento negativo è giunto il momento di riprendermi la mia vita". E sulla sfida degli azzurri: "In bocca al lupo a Mancini, che possa andare ai Mondiali e vincerli"

ITALIA-SVIZZERA LIVE

Come un cerchio che si chiude. Nel giorno di Italia-Svizzera, quella che potrebbe permetterci di fare un passo quasi decisivo per tornare ai Mondiali dopo la mancata qualificazione all'edizione del 2018, Gian Piero Ventura annuncia il proprio addio al calcio. Proprio lui, il commissario tecnico di quella sfortunata nazionale che non riuscì a battere la Svezia nel doppio spareggio del 2017, ha parlato così a tuttomercatoweb.com: "Ho deciso di fermarmi. Non voglio più affrontare discorsi di campo. Dopo trentasette anni di calcio con tante soddisfazioni e qualche momento negativo penso sia un mio diritto riprendere la mia vita. Gli anni passano, voglio godermi la vita". E sul tema nazionale taglia corto, ma fa un augurio a Mancini: "Faccio un grande in bocca al lupo a Mancini affinché possa andare ai Mondiali e vincerli".

La carriera di Gian Piero Ventura

approfondimento

Cosa serve all'Italia per qualificarsi ai Mondiali

L'ultima esperienza in panchina è stata in Serie B, alla Salernitana nella stagione 2019-2020 (conclusa con lòe dimissioni dopo aver mancando l'obiettivo playoff per due soli punti), la prima nel lontano 1976 nel settore giovanile della Sampdoria. Genovese di nascita, è la sua Liguria a dargli le prime occasioni come primo allenatore sulle panchine di Albenga, Rapallo, Entella e Spezia. La prima grande chance arriva nel 1994, quando Zamparini gli affida la guida del Venezia in Serie B: non andrà benissimo, ma Ventura avrà modo di rifarsi già dall'anno successivo. Si siede sulla panchina del Lecce in Serie C e in due anni, con una doppia promozione, lo porta fino in Serie A. Un'altra promozione in A con il Cagliari nel 1998, poi le panchine di Sampdoria, Udinese, ancora Cagliari, Napoli, Messina, Verona e Pisa. Torna a essere grande protagonista in Serie A nel 2009, quando Antonio Conte lascia improvvisamente la panchina del Bari e la famiglia Matarrese decide di affidarsi a lui: il primo campionato è esaltante, con un decimo posto finale, mentre l'anno successivo si dimetterà con la squadra all'ultimo posto (a fine anno arriverà la retrocessione). Dopo Bari c'è un'altra grande avventura: cinque stagioni sulla panchina del Torino tra il 2011 e il 2016, con una promozione in Serie A al primo anno e una qualificazione all'Europa League nel 2014. Risultati che gli valgono la chiamata in Nazionale: la sua avventura in azzurro è ben nota e si conclude con la sconfitta nel doppio spareggio con la Svezia che non permette all'Italia di partecipare ai Mondiali per la prima volta dopo 60 anni. Seguiranno le avventure con Chievo e Salernitana ma, di fatto, la sua carriera di allenatore si era chiusa in quella buia notte di San Siro del 13 novembre 2017.