Manchester City, incidente diplomatico: il talent scout Ramsdale accusato di razzismo

Premier League
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Un allenatore delle giovanili del Man City è stato accusato di razzismo per aver definito i calciatori di colore con la sigla BBQ's: grandi, neri e veloci (big, black and quick). Il club ha iniziato un'indagine e inviato le sue scuse

Problemi in casa City. Uno dei talent scout delle giovanili dei Citizens - Dean Ramsdale - è stato accusato di razzismo per aver definito i giocatori di colore come BBQs'. Ovvero: grandi, neri e veloci (big, black and quick, come da "sigla"). L'episodio, avvenuto durante una partita di inizio giugno, è stato subito etichettato come "insulto razziale". Ramsdale ha più di vent'anni di esperienza in questo settore e non aveva mai avuto a che fare con episodi del genere, il City l'ha preso nel 2017 dallo Sheffield Wednesday per farlo lavorare con loro (in precedenza era stato a capo delle accademie giovanili di Preston e Leeds United). 

Il Man City ha preso provvedimenti

Il club ha subito avviato un'indagine. Alcune persone, come riporta il Daily Mail, si sono molto arrabbiate per questo gesto, tant'è che hanno scritto una lettera formale ai vertici del Manchester City, facendo leva su questo episodio razziale. Secondo il Mirron, il club avrebbe già parlato con Ramsdale, facendogli inviare anche una lettera di scuse. Sempre secondo i quotidiani inglesi, ora si attende un commento ufficiale da parte della società. Tuttavia, questo non è il primo incidente di razzismo in Premier League: qualche anno fa, l'ex capo-scout del West Ham Tony Henry è stato bandito per un anno dalla FA a causa di questo commento: "Il West Ham non avrà più giocatori africani perché creano caos". 

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