Il 'Massimo' della Premier: Upton Park

2^ puntata
Massimo Marianella

Massimo Marianella

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In attesa di rivedere la Premier League in campo e su Sky, la seconda puntata della rubrica di Massimo Marianella. Un viaggio attraverso partite, personaggi, aneddoti e luoghi che hanno fatto la storia del calcio inglese. Fermata Upton Park, si scende...

I turisti, soprattutto il giorno in cui non si giocava la partita, l’errore di scendere alla fermata West Ham della Distric Line per andare a visitare lo stadio lo hanno fatto. No, bisogna scendere (ovviamente) a quella con lo stesso nome dello stadio: Upton Park. Uscendo dai tornelli a destra e poi sempre dritti verso uno degli stadi più belli e significativi di sempre.

La fermata di Upton Park
La fermata di Upton Park - ©Getty

Ritorno alle origini

In realtà negli ultimi anni in quella passeggiata si respirava più quello del kebab e del chicken curry, ma per arrivare all’Upton Park bastava seguire il profumo del calcio immaginando anche quello del the delle indie e della cacciagione che venivano serviti in quella che in realtà in origine era la residenza di Anna Bolena moglie (non esattamente l’unica) nella metà del 500 del Re Enrico VIII. E infatti il vero nome dell’impianto era Boleyn Ground.

Geoff Hurst, Bobby Moore e Martin Peters
Geoff Hurst, Bobby Moore e Martin Peters - ©Getty
Trevor Brooking (a destra) festeggia con lo champagne l'approdo in finale di Coppa delle Coppe nel 1976
Trevor Brooking (a destra) festeggia con lo champagne l'approdo in finale di Coppa delle Coppe nel 1976 - ©Getty

C’era anche però il profumo del football perché quel luogo raccontava calcio e storia. E’ un delitto che nel nome dello stramaledetto denaro non esista più. Vero è stato pure incolpevole spettatore di bruttissimi agguati e scontri di una tifoseria non sempre esemplare, ma se il vecchio Upton Park in quelle circostanze avrà provato vergogna, non c’è nessun dubbio che sia stato orgoglioso del calcio di cui è stato scenario. Negli anni 60 è stato teatro delle imprese di Hurst, Peters e Bobby Moore poi negli anni 70 ha ceduto lo scettro ad un Lord del calcio inglese come Trevor Brooking quindi fine anni 70 inizio del decennio successivo ha coccolato una delle squadre più belle che io abbia mai visto e che meglio abbia rappresentato la storia degli Hammers. Il manager John Lyall aveva costruito un team esaltante e super offensivo.

Il West Ham del 1980
Il West Ham del 1980 - ©Getty

Bellissimo! Potrei citare l’undici a memoria. Parkes, Stewart, Lampard (il papà), Bonds, Martin, Devonshire, Allen, Goddard, Cross, Brooking e Pike. Fantastici! Riportarono il West Ham nella massima divisione inglese e vinsero l’FA Cup in Finale su un Arsenal favoritissimo. Negli anni successivi sono arrivati personaggi come il belga Van der Elst, lo scozzese McAvennie, Paul Ince, Tony Cottee fino ai giovani Rio Ferdinand, Joe Cole, Michael Carrick, Jermain Defoe, Frank Lampard e l’ultimo grande eroe di quello stadio meraviglioso Paolo Di Canio.

paolo di canio west ham
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Aveva la classe, il carisma e la personalità giusta per essere immagine e leader di un club così particolare dalla storia ad alti e bassi, ma sempre con emozioni forti e la ricerca di un bel calcio. Quella bomboniera di sensazioni calde come l’Upton Park era il suo proscenio più adatto.

La prima volta da "spalla"

Lì ha anche debuttato come telecronista al mio fianco per un West Ham Liverpool. Fu davvero un caso. Avevamo preso la postazione settimane prima per raccontare la sua sfida, ma si fece squalificare quindi gli chiesi a quel punto di commentarla con me ed è stato per lui l’inizio di un’altra grande carriera qualche anno dopo, quella giornalistica.

West Ham Football

Quando nel nuovo millennio è arrivato in panchina ad Upton Park Sam Allardyce anni dopo per salvarli dall’ennesima retrocessione con un calcio fisico, chiuso e utilitaristico i tifosi ne hanno subito chiesto il licenziamento preferendo andare giù con il “West Ham Football” piuttosto che salvarsi così. Il Boleyn Ground era abituato ad un certo tipo di calcio e non si poteva derogare. Il cuore claret & blue anche ora dopo il trasferimento della squadra, l’abbattimento e la costruzione dei nuovi condomini continua a battere sempre lì. Perché quello sarà sempre uno dei luoghi della storia del Calcio inglese ed Europeo.

Upton Park
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La demolizione di Boleyn Ground
La demolizione di Boleyn Ground - ©Getty

Ah per quello che hanno fatto per la nazionale con “sotto” la maglia del West Ham quel trio degli anni 60 si è meritato una statua che è si trovava vicino all’Upton Park prima di essere rimpallata negli ultimi 2 a suon di carte bollate tra il vecchio e nuovo stadio come un figlio di genitori separati troppo impegnati con le loro carriere. Motivo? Indovinato. Pounds. Quelli che guidano le scelte della nuova proprietà che non sanguina esattamente clarets and blue e che adesso la tifoseria in maniera concreta vorrebbe vedere lontana dalla squadra come loro li hanno portati lontani da Upton Park.

Le statue di Hurst, Peters e Bobby Moore
Le statue di Hurst, Peters e Bobby Moore - ©Getty

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