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22 ottobre 2016

Inzaghi: "Caro amico Sinisa, forse ti batto"

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L'allenatore della Lazio Simone Inzaghi, 40 anni (foto Getty)

Domenica, all'ombra della Mole Antonelliana, la Lazio affronterà il Torino. Con una squadra dimezzata, l'allenatore dei biancocelesti spera lo stesso di poter battere i granata, reduci dal successo sul Palermo

Una Lazio decimata si appresta ad affrontare una delle partite più importanti di questo inizio stagione. Privo di Biglia, de Vrij, Bastos, Lukaku, Milinkovic-Savic e lo squalificato Radu, l’allenatore Simone Inzaghi non si scompone. In vista della trasferta di Torino contro il suo amico Mihajlovic avverte: "Siamo in emergenza. Ci mancano giocatori importanti, ma sono tranquillo perché sono convinto che gli altri faranno di tutto per mettersi in mostra. Affronteremo una partita molto difficile, in un momento in cui stiamo crescendo, ma sono fiducioso".

"Tra me e Sinisa? Vinca il migliore" - Sotto la Mole i biancocelesti sono chiamati ad archiviare il pareggio interno con il Bologna, in una gara in cui i due allenatori si contendono la permanenza al terzo posto in classifica: "Il Torino è un team ben allenato dal mio amico Sinisa. Un allenatore molto preparato che dà un’identità alle squadre. Avevamo un ottimo rapporto da compagni di squadra, domani ci affronteremo in panchina, poi vinca il migliore. Il Torino sta benissimo, ma noi non regaleremo nulla", tiene a precisare Inzaghi, che nonostante mezza squadra ferma ai box dice di non accontentarsi del pareggio: "No, la squadra deve andare in campo sempre per vincere, al di là degli infortuni", chiarisce. Nessun dubbio sulla scelta degli uomini da mandare in campo, con Wallace chiamato ad affiancare Hoedt in difesa: "Sono giovani e sono soddisfatto, anche se de Vrij può mancare".

Cabina di regia - Il dubbio principale riguarda l'incarico di regista al posto del lungodegente Biglia: Cataldi o Parolo? "Domani mattina prenderò la decisione. Ieri abbiamo provato Cataldi, oggi Parolo. Non cambia molto, hanno caratteristiche diverse, però possono fare entrambi il play o la mezzala", precisa l'allenatore. In attacco, largo al tridente Anderson-Immobile-Keita a far da contraltare al trio Iago-Belotti-Ljajic: "Sono due ottimi tridenti - chiosa Inzaghi -, ma io mi tengo il mio. Troveremo uno stadio pieno. Sarà bello giocarci...".