AIA, presidente Antonio Zappi: 13 mesi di inibizione. Le news
arbitriIl Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato il presidente dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA), Antonio Zappi, con 13 mesi di inibizione. Pienamente accolta la richiesta della Procura. Il numero uno dell'Associazione Italiana Arbitri era stato deferito con l'accusa di aver indotto gli ex responsabili delle due commissioni arbitrali di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, a rassegnare le dimissioni dai rispettivi incarichi
AIA, ZAPPI DEFERITO. IL PRESIDENTE: "TUTTO LECITO, VADO AVANTI"
13 mesi di inibizione: il Tribunale Federale Nazionale ha accolto in pieno la richiesta della Procura Figc rispetto alla sanzione da comminare al Presidente dell'Aia Antonio Zappi. Le accuse portate avanti dalla Procura guidata da Giuseppe Chiné riguardano le presunte pressioni che il presidente avrebbe esercitato sugli ex designatori della Serie C Ciampi e della Serie D Pizzi in occasione dell'ultima tornata di nomine dei cosiddetti Organi Tecnici, la prima gestita dal Comitato Nazionale neo-eletto a seguito delle elezioni svoltesi poco più di un anno fa, il 14 dicembre 2024. Chiné ha raccolto l'esposto di un associato AIA - che poi ha smentito di averlo mai presentato denunciando un furto di identità - ma contenente elementi che hanno trovato riscontri e che la Procura ha ritenuto sufficienti a procedere: chat e mail che riguardavano appunto il turnover previsto dal nuovo Comitato per le guide tecniche degli arbitri: cosicché Ciampi da designatore della C sarebbe entrato a far parte della Commissione di A e B come uno dei vice di Rocchi, lasciando il posto a Orsato, mentre Pizzi avrebbe lasciato il vertice della D a Braschi per entrare proprio nella nuova commissione di C diretta dell'ex arbitro internazionale. Ma essendo i contratti biennali e ancora validi, per completare il puzzle sarebbero state necessarie le dimissioni dei due dirigenti. Concordate in funzione della ricollocazione, sostiene Zappi, forzate violando i doveri di lealtà, probità e correttezza (art. 4 del Codice di Giustizia Sportiva), secondo Chiné.
La difesa di Zappi
Il Presidente dell'AIA aveva anche proposto alla Procura un patteggiamento, ma con una sanzione di pochi giorni, senza assunzione di responsabilità e con l'unico obiettivo di evitare che il prolungarsi del procedimento producesse ripercussioni negative sull'associazione e in particolare sugli arbitri e sulla gestione dei campionati. Chiné ha però ritenuto la proposta troppo "al ribasso". Da qui il deferimento, la richiesta di sanzione di 13 mesi e ora la condanna da parte del TFN.
Cosa succede ora
Essendo la sentenza immediatamente esecutiva, da oggi il Presidente Zappi non può operare, e la gestione dell'AIA passa in mano al suo vicario Francesco Massini, in attesa del secondo grado dopo lo scontato ricorso alla Corte d'Appello. Lì Zappi si gioca la presidenza: avendo accumulato già 10 mesi di sospensione per vecchie vicende disciplinari accadute sotto la presidenza Nicchi (quando la giustizia arbitrale era ancora gestita internamente e non dagli organi federali), anche in caso di robusto sconto, con una sanzione superiore ai due mesi e un giorno supererebbe il limite totale di 12 oltre il quale è prevista la decadenza, che verrebbe formalmente richiesta dal Comitato Nazionale Aia e poi deliberata dal Consiglio Figc. A quel punto gli scenari sarebbero due: nuove elezioni o Commissariamento disposto dalla Figc stessa. Sarebbe l'ultimo (?) atto di confronto / scontro tra i vertici federali e arbitrali tutt'altro che strisciante e che riguarda anche il progetto della Figc che vorrebbe scorporare gli arbitri di A e B affidandone la gestione economica e tecnica a una società terza, partecipata da federazione e Leghe. Un progetto respinto senza mezzi termini da Zappi, con conseguente retropensiero, nemmeno troppo nascosto, su tutto il seguito giudiziario.
Zappi: "Agito nell'interesse dell'Associazione"
Zappi, prima della sentenza, ribadisce di aver sempre agito nell'esclusivo interesse dell'Associazione, "perseguendo in modo rigoroso e coerente il mandato di rinnovamento tecnico e organizzativo che gli associati mi hanno conferito nel dicembre scorso. Ho operato sempre nel rispetto delle regole e nell'ambito dell'inviolabile autonomia tecnica e organizzativa propria dell'AIA - prosegue -. Inviolabile perché posta a tutela e garanzia della terzietà e dell'indipendenza degli arbitri, dentro e fuori dal campo. Voglio precisare che non si sta giudicando solo la mia persona, ma l'azione stessa del Presidente dell'AIA democraticamente eletto dagli associati, che esercita un mandato tecnico e organizzativo indipendente definito dai Principi Informatori, dallo Statuto dell'Associazione e dalle norme federali. Gli atti compiuti nell'esercizio di tale mandato rientrano a pieno titolo nell'autonomia tecnica e organizzativa riconosciuta in via esclusiva e insindacabile all'Associazione Italiana Arbitri".
Zappi: "Processo che mina i diritti dell'Associazione"
E poi ancora, sempre prima della sanzione: "Un'eventuale sospensione o sanzione adottata per l'esercizio di queste prerogative non riguarderà solo la mia persona, ma riverbererà anche sull'autonomia e sull'indipendenza futura dell'Associazione nel suo complesso. Questo è un processo che mina i diritti e l'autonomia dell'Associazione, contrapponendoli a interessi di singoli associati. E' quindi mio dovere difendere fino alla fine la mia Associazione, gli associati che mi hanno democraticamente eletto e, più in generale, l'integrità e l'indipendenza degli arbitri all'interno del sistema calcio".
I legali di Zappi
I legali di Zappi nella prima ora e mezzo dell'udienza avevano presentato numerose richieste istruttorie, ma il Tfn, presieduto da Carlo Sica, ha deciso di rigettarle. Questo ha fatto sì che, una volta ripreso il processo, gli avvocati abbiano lasciato l'aula. "Abbiamo constatato l'impossibilità di svolgere una difesa effettiva", hanno dichiarato in una nota spiegando i motivi dell'abbandono dell'aula, lamentando l'impossibilità del controesaminare le prove dell'accusa. Ora attenderanno di leggere le motivazioni del provvedimento per integrare i motivi dell'appello.
Il comunicato del Comitato Nazionale agli Associati
"Care Associate, cari Associati, il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri prende atto della decisione assunta nei confronti del Presidente dell’AIA Antonio Zappi e del Componente del Comitato Nazionale, Emanuele Marchesi. Nel ribadire il massimo rispetto per le istituzioni e per i procedimenti in corso, il Comitato Nazionale esprime, in questo momento complesso, ai nostri dirigenti coinvolti piena solidarietà in quanto fermamente convinto che gli stessi abbiano agito legittimamente nell’alveo dell’ordinamento sportivo perseguendo, nell’ambito della esclusiva discrezionalità tecnica ed organizzativa, riconosciuta e tutelata dai Principi Informatori, il buon andamento dell’intera macchina associativa, che dovrebbe prescindere dall’interesse dei singoli associati. In questa fase, l’obiettivo primario resta garantire stabilità, continuità operativa e serenità all’intero sistema arbitrale, tutelando il lavoro quotidiano di tutte le associate e di tutti gli associati, a ogni livello. Il Comitato Nazionale continuerà pertanto a operare in modo compatto, responsabile e unitario affinché l’AIA prosegua il proprio percorso istituzionale, nel solco dei valori che ne hanno sempre contraddistinto la storia e nel rispetto del libero voto degli associati".