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24 novembre 2016

Spolli: "Segreto Chievo? La cultura del lavoro"

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Spolli quando vestiva la maglia del Catania (getty)

A tutto Spolli. Il difensore del Chievo è stato il protagonista della conferenza di giovedì 24 novembre: tanti i temi trattati, dal prossimo avversario in campionato alle abilità di Castro e Izco davanti ai fornelli

Nelle prime nove di campionato è finito ben sette volte in panchina, senza mai entrare. Dalla decima giornata in poi la musica è cambiata, schierato sempre titolare. Convincendo tutti. Ora Nicolas Spolli è un punto fermo della difesa del Chievo di Rolando Maran. E di questa metamorfosi ne ha parlato in conferenza proprio il diretto interessato. “L’allenatore fa delle scelte e devono essere sempre rispettate. Poi, chiaro, mi fa piacere giocare di più, molto piacere. Ma io cerco di allenarmi sempre con la stessa intensità e con la stessa concentrazione per mettermi a disposizione dell’allenatore. Sicuramente quando giochi con più costanza poi prendi il ritmo partita e rendi meglio. Il come ci alleniamo ci permette di essere sempre pronti quando veniamo chiamati in causa. Siamo una squadra, ci facciamo sempre far trovare pronti”.

Sfida al Torino - Uno sguardo al futuro immediato, perché sabato alle 18.00 c’è l’insidiosa trasferta di Torino. Spolli spiega: "La sensazione di affrontare Belotti? Paura non ce n'è. Ma bisogna stare attenti perché oltre al fatto che è un giocatore di qualità, in questo periodo gli stanno andando anche tutte per il verso giusto. Bisogna restare concentrati, sul pezzo. Non diamo nulla per scontato. Lui è in forma ma come siamo in forma noi. Cercheremo di fare una buona partita”.

"Non subire gol come una vittoria" - Il difensore non fa bilanci, guarda solo avanti. "Dove può arrivare il Chievo prima di Natale? Sarebbe uno sbaglio pensarci. Focalizziamoci sul Torino, mancano ancora 5 partite da qui alla fine quindi cerchiamo di fare il massimo da qui alla fine, come abbiamo sempre fatto. Arrivare ai 40 punti in A non è mai facile, non è mai scontata. Nonostante il turnover, la difesa rende sempre al meglio, il segreto? Lavorare in allenamento, noi andiamo sempre a mille all'ora. Siamo un gruppo che lavora, tutti hanno avuto la possibilità di giocare. Ovviamente alle volte può capitare di sbagliare l’approccio, mi viene in mente Crotone. Ma credo l’unica fino a questo momento. Vogliamo arrivare a raggiungere la salvezza tutti insieme, attraverso la cultura del nostro lavoro. Una squadra senza un allenatore è difficile che vada avanti, ma pure il contrario: Maran e il suo staff ci mettono in condizione di dare il massimo. La partita più bella? Il primo tempo della Juventus è stato giocato bene… non abbiamo sofferto. Ogni partita in cui non ci fanno gol è come se fosse una vittoria! Quando vinciamo continuiamo a pedalare per cercare di migliorarci sempre. Siamo un gruppo di ragazzi che sa soffrire”.

"In cucina, io meglio di Castro e Izco" - Spolli si sofferma anche su qualche suo compagno. Tra Spolli e Izco, un grande rapporto. “Come lo vedo dopo 20 mesi d’infortunio? Secondo me lui è in crescita costante. Ovviamente giocare, avere minuti per uno come lui sarebbe fondamentale. Ma sta dando il massimo. Può dare ancora molto di più perché non è ancora al 100%. Sai, non è facile a 32/33 anni tornare al top dopo un brutto infortunio ma Izco sta dimostrando il suo valore. Castro? Deve ancora toccare il suo tetto. E’ moderno, può fare molti ruoli. Può crescere ancora, ma tanto anche. Se cresce ancora un po’… va a finire in Nazionale". Mihajlovic lo ha allenato a Catania. "Mi ha insegnato tante cose, mi ha trasmesso molti concetti. Anche perché ero appena arrivato in Italia. Anche Maran mi ha dato tanto, tantissimo, non lascia niente per scontato. Per un giocatore è fondamentale sentire la fiducia del proprio allenatore”. Di mercato non se ne parla. A gennaio resto qui, ma sicuramente. Chi cucina meglio tra me, Izco e Castro? E’ una domanda che non esiste perché loro non sanno cucinare. Nulla, niente. Quando si mangia vuol dire che cucino io”.