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28 novembre 2016

Saponara è tornato: la 10, Sarri, il mercato

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Riccardo Saponara - Empoli

Riccardo Saponara esulta dopo il gol in Empoli-Milan (foto Getty)

Il fantasista dell'Empoli ha ritrovato il gol ed il sorriso dopo mesi difficili. I problemi fisici, il contratto, le richieste dal mercato e la scelta della maglia numero 10. Ripercorriamo le tappe della sua carriera

Ad Empoli lo chiamano “the magic”, anche se la bacchetta magica è rimasta nascosta forse per troppo tempo. Che fine ha fatto Saponara? Se lo chiedevano in tanti. Quello da sogno visto con Sarri e nell’inizio di stagione con Giampaolo era progressivamente svanito. Dalle attenzioni delle big all’oblio, quasi un anno senza segnare. Dal 13 dicembre 2015 (contro il Carpi), al 6 novembre 2016 (contro il Pescara): 329 giorni dopo, Saponara è tornato. Il gol all’Adriatico che valeva poco per il risultato e tanto per lui, le lacrime in solitaria ad interrompere l’esultanza e spezzare un incubo lunghissimo. “E’ tornato” lo ha detto pure Giovanni Martusciello dopo il gol di Saponara al Milan, che non ha evitato la sconfitta all’Empoli ma che ha restituito quel tocco di magia che al Castellani era così tanto mancato. Finalmente, dicono i tifosi al Castellani, si è rivisto “the magic”. Una magia che era svanita per tanti motivi che, assicura Martusciello, “con il campo ci entravano poco”.

I problemi fisici e Sarri - Una fragilità che lo ha sempre accompagnato e, spesso, frenato. Come al Milan, quando soffriva di pubalgia e piangeva in silenzio in camera con il papà al telefono. Il talento limpido e cristallino non glielo toglieva nessuno, fu la sua classe - in luce nel primo Empoli di Sarri - a convincere Galliani a puntare su di lui. Prima la comproprietà ed il prestito in Toscana, poi il passaggio a Milano. Otto partite, zero gol, tanti, troppi problemi fisici. L’esordio nel derby contro l’Inter, il riscatto dell’intero cartellino. Il Milan ci ha creduto davvero, lui - per il contesto, per i problemi fisici e per il carattere, sensibile e fragile come i suoi muscoli - forse non rifarebbe quella scelta. E lo ha dimostrato a gennaio 2015: il Sassuolo lo vuole e trova l’accordo con il Milan, poi da Empoli arriva una chiamata speciale. Maurizio Sarri lo richiama a casa, sa dei problemi ambientali del suo pupillo e del supporto che Riccardo ha chiesto ad un motivatore. “Ti motivo io”, tuona l’allenatore azzurro. Saponara si impunta: o l’Empoli o niente, il Sassuolo non gli interessa. E così un blitz last-minute di Carli e Accardi a Milano nell’hotel Michelangelo lo riporta ad Empoli. A casa, in prestito con diritto di riscatto. Sarri gli affida la squadra da guidare alla salvezza, Saponara conquista tutti: il tempo di smaltire le ultime noie fisiche e prende l’Empoli sulle spalle: gol, assist e magie. Da bacchetta magica, da leader. Caratterialmente è la svolta personale, Corsi lo riscatta e rispedisce al mittente tutte le offerte estive. Dalla Juventus al Napoli che nel frattempo era diventato di Sarri, lo seguono e lo vogliono in tante. Lui ottiene il rinnovo e resta ad Empoli, un altro anno a casa per poi - chissà - provare a spiccare nuovamente il volo. Con Giampaolo l’inizio è super, stesso copione della stagione precedente. Incanta, segna e porta l’Empoli addirittura in zona Europa. E infatti a gennaio la società è costretta a fare muro a tutte le richieste che arrivano per lui: “resta qui, almeno fino a fine anno” è il patto che Corsi stringe con lui e gli altri big, da Tonelli a Mario Rui. Poi però qualcosa si rompe, il fisico lo frena ancora. Il gol al Carpi resterà l’ultima gioia stagionale: l’Empoli si salverà anche con un Saponara a mezzo servizio, stoppato da problemi muscolari che non gli permettono di allenarsi con continuità e di mantenere un ritmo alto in partita. E che “costringono” l’Empoli a prendergli un fisioterapista di fiducia da Ravenna. Verrà sostituito quasi sempre, raramente farà 90 minuti. La magia, piano piano, inizia a svanire di nuovo.

Il numero 10 ed il mercato - D’estate lo rivogliono in tanti, anche se molto più timidamente rispetto agli anni precedenti. “Ha vissuto tre mesi pensando di andare via” ha confidato Martusciello dopo la vittoria contro il Milan. Ci pensa il Monaco, poi ancora il Napoli. Poi ad agosto il più concreto interesse è di nuovo quello del Sassuolo. Incontri con gli agenti, chiacchiere di una trattativa che non decolla. Lui, affascinato dal progetto Di Francesco, forse questa volta accetterebbe anche, tentato dal cambio di ruolo e da una società che sogna in grande e che, magari, potrebbe permettergli anche di ritrovare una Nazionale che - da trequartista - fatica a conquistare. Alla fine però l’Empoli lo blinda e trattano un nuovo rinnovo, lui in ritiro abbandona la 5 (scelta per l’idolo Zidane) e si prende la numero 10. Un gesto forte, di coraggio e di personalità. Un messaggio chiaro: “Resto e torno the Magic”. Inizio così così, ma la crescita fisica è evidente settimana dopo settimana. Il gol al Pescara, 329 giorni dopo quello al Carpi, lo sblocca. Le lacrime spazzano via i mesi difficili, il gol al “suo” Milan conferma il ritorno. E’ tornato “the Magic”, nella corsa salvezza può essere l’elemento in più per l’Empoli di Martusciello. In attesa che, magari, l’estate prossima decolli di nuovo. Con la bacchetta in mano e con un fisico, speriamo, un po' meno fragile.