Lazio, Lombardi story: "Io, Inzaghi e la Serie A"

Serie A
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"In estate potevo partire, oggi non smetto di crescere". L'esterno d'attacco del '95 ha raccontato la sua storia in conferenza stampa, dal rapporto con Inzaghino ai consigli dei compagni più esperti 

Sosta archiavita, la Lazio torna in campo per la sfida col Crotone. Un solo obiettivo: cancellare la sconfitta di San Siro contro l'Inter. Occhi alle assenze però, Keita in primis: l'esterno sarà impegnato in Coppa d'Africa col Senegal per tutto il mese di gennaio. Altri? Lulic e Felipe Anderson, squalificati. Così, per la maglia da titolare, se la giocano in tre: Kishna, Luis Alberto e Cristiano Lombardi, l'ex Primavera lanciato proprio da Simone Inzaghi: "Quest'estate ero in attesa di sistemazione, poi le cose si sono evolute diversamente". Esordio e gol con l'Atalanta: "Sugli esterni eravamo tanti, grazie alle amichevoli e all'esordio positivo è andato tutto per il meglio". Parola di Lombardi, oggi protagonista in conferenza presso il centro sportivo di Formello: "Mi sto giocando le mie opportunità". Ecco le sue parole 

Sul futuro - "Sicuramente in questo mercato non mi muoverò, non gioco con continuità ma davanti ho Keita e Felipe Anderson, posso solo imparare. Nessuno mesi fa mi avrebbe messo a questi livelli. Ringrazio Inzaghi e la società che stanno credendo in me". 

Dall'inizio col Crotone? - "Tutta la squadra sa che siamo in pochi. Non sento una grande opportunità, ma una grande possibilità di giocare. Adesso sceglierà l'allenatore. Io, Kishna e Luis Alberto stiamo lavorando bene, parlerà il campo e Inzaghi deciderà". 

Punti di riferimento - "Il primo è stato Candreva, oggi è più facile vedere Felipe Anderson, rispetto a Keita ha caratteristiche più simili alle mie. Certo, lui è più tecnico. Ma anche io sto cercando di arrivare a livelli importanti. Posso solo migliorare". Questione di obiettivi: "Penso soltanto a fare il meglio possibile in questi sei mesi". 

In estate poteva partire... - "Ci penso spesso, mi sento ancora con miei compagni di Trapani e Ancona, molti giocatori di Lega Pro meriterebbero di stare in Serie A ma non hanno avuto la fortuna. Io sono stato aiutato dal caso, altri no. Ognuno deve saper sfruttare le proprie chance. Le differenze sono abissali, anche a livello di organizzazione. Ho avuto la fortuna di giocare in campi minori, so quello che si prova a giocare lì. Ora sono arrivato in Seria A e faccio di tutto per tenermela stretta". Lombardi, con gli anni, è migliorato molto: "Sicuramente a livello tecnico, chi ho davanti è più bravo di me sotto questo punto di vista. Io posso solo presentarmi per primo al campo e andare via per ultimo. Con Inzaghi ho lavorato tanti anni. Dal punto di vista tattico e fisico sono a buon punto. Non si smette mai di crescere". 

Il rapporto con Inzaghi e coi compagni - "Eravamo piccoli. Io d'età, lui come allenatore. Siamo cresciuti insieme. C'è sempre stata stima reciproca, mi ha dato tanto anche come persona. Mi ha preso dalla Lega Pro e mi ha portato in Serie A, posso solo ripagarlo in campo ogni volta". Consigli speciali, poi: Cataldi mi ha aiutato più di tutti. Sono arrivato qui in punta di piedi e ci sto ancora. Lui è al terzo anno in Serie A, posso solo chiedergli consigli, è sempre stato a disposizione. Ci sono tanti giovani in rosa, li conoscevo tutti, integrarsi è stato più facile. Poi Parolo, Marchetti, Radu, Immobile e gli altri ci hanno fatto inserire bene. Siamo un gruppo, lottiamo insieme. Se siamo in alto è perché lo stiamo meritando". 

L'obiettivo della Lazio - "Siamo partiti ad Auronzo con le critiche di tutti, dopo il girone d'andata siamo in alto. Non serve fare previsioni, non le abbiamo fatte nemmeno ad agosto. In questa settimana siamo di meno, ma la squadra ha personalità, siamo usciti spesso dalle difficoltà, per esempio a Bergamo quando eravamo decimati. Abbiamo vinto su un campo difficile, dobbiamo continuare così".

 

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