Dalla strada al Bologna in A: l'ascesa di Petkovic

Serie A
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Il suo obiettivo era tornare in Serie A e ci è riuscito. Non ha idoli, gioca per un sogno: "Regalare un sorriso ad un bambino". Ambizioso, per Faggiano "bisogna saperlo gestire". Ecco il nuovo acquisto del Bologna

Ambizioso prima di tutto: "Voglio crescere per quello che sono". Idoli? Nessuno. Caso strano: "Alcuni mi paragonano a Ibrahimovic, ma non mi ispiro ad altri giocatori. Voglio fare un tipo di calcio che sia mio". Senza dimenticarsi dei bambini: "Sai perché mi piacerebbe diventare un grande calciatore?". Bella motivazione: "Per loro, i ragazzini. Se rendi una persona felice, anche con un semplice gesto, ti senti molto bene". Perché le "piccole cose fanno la differenza...". Bruno Petkovic è così, personalità da 10 e lode. Pronto a realizzare un grande sogno chiamato Serie A: un affare che sa di progetto. Finalmente protagonista. Dal Trapani al Bologna, 1,2 milioni di euro ai siciliani e 4 anni di contratto per il croato. Next stop, Donadoni. 

"A Catania inizi difficili, poi..." - Attaccante, classe '94, giovanili in Croazia: "A 12 anni sono andato via di casa e mi sono allontanato dalla mia famiglia, andai alla Dinamo Zagabria". Gli inizi per strada: "Giocavo coi miei amici, poi mi allenavo. E dopo andavo di nuovo a giocare!". Così. Spensierato e felice. Poi, dopo qualche anno, la grande chiamata del Catania in Serie A: "All'inizio non è stato facile, non parlavo italiano e mi esprimevo in inglese. Ero giovane, ma con l'aiuto dei compagni ne sono uscito". Prima il record di punti e l'esordio contro il Torino, poi la retrocessione in B: "L'ho vissuta sulla mia pelle". Barrientos, Bergessio e il Papu Gomez. Trittico di talenti: "Mi hanno dato tanti consigli, come Maran". Poi qualche anno complicato, tra Varese, Reggiana e Virtus Entella. Poca fiducia, poche reti. Infine ha scelto il Trapani. 

"Bisogna saperlo gestire" - Petkovic arriva a gennaio e viene accolto con scetticismo, c'è chi storce il naso: "Quello lì? Non sono convinto". Ma il ds Faggiano ne è sicuro: "Non ha paura di niente e di nessuno, bisogna saperlo gestire. Era la nostra prima scelta". Bidone? Neanche per sogno. 7 reti, playoff e Serie A soltanto sfiorata, persa in finale contro il Pescara di Oddo. Peccato, ma alla fine la società riesce a riscattarlo. Scelta giusta, questione di fiducia: "L'ho avvertita sin da subito, da quando Faggiano mi ha chiamato per portarmi a Trapani. Avevo altre richieste dall’estero o dalla Lega Pro, ma volevo trasferirmi perché all’Entella avevo poco spazio ed ero scontento. Ho capito subito che Trapani era la scelta migliore. Amo giocare al sud, ogni città vive di calcio". Adesso il Bologna e Donadoni, dopo altri 3 gol in Serie B col il "suo" Trapani. Il futuro è suo, accanto a lui ci sarà anche Giacomo Branchini. Agente, meglio ancora fratello maggiore. Uno che ci ha creduto fin dai tempi di Catania. E che lo farà sempre. Questione di fiducia. Componente essenziale per la carriera di Petkovic. 

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