Saint-Etienne, caso Mounier: rifiutato dagli ultrà

Serie A
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Dal Bologna alla Ligue 1, ritorno in patria per l'esterno d'attacco. Soltanto che l'accoglienza dei suoi nuovi tifosi non è stata delle migliori, anzi. Questo lo striscione: "I nostri colori non saranno mai tuoi!". Questione di vecchie ruggini, tra gol e interviste beffarde. Ma il suo caso non è l'unico

Francia-Italia-Francia. Andata e ritorno per Anthony Mounier, ex esterno del Bologna. Prima l'arrivo in Serie A e l'inizio da bomber (3 reti in 5 partite), poi l'addio. E i saluti. Lione? No, Saint-Etienne. Piccolo dettaglio: i due club sono rivali. "Questo non lo vogliamo". Tifosi in subbuglio: nel giorno del suo annuncio, gli ultrà dei verdi hanno esposto uno striscione abbastanza chiaro di fronte al quartier generale dell'ASSE: "I nostri colori non saranno mai tuoi!". Schietto, diretto, d'effetto. E il buon Mounier, in sala stampa, ha risposto così: "Ho sbagliato in passato, ora sono pronto a confrontarmi con tutti i tifosi. Ho chiesto al presidente di incontrarli". Immediata la risposta di Rochetau: "Anthony ha incontrato gli ultrà e si è spiegato con loro".

Ma cos'ha fatto Mounier? - Piccolo rewind. Ok, è cresciuto nel Lione e i club sono rivali (le due città distano più o meno a un'ora di macchina l'una dall'altra). Ma poi? Che altro? Salto nel passato per capirlo. Nel 2011, quando vestiva la maglia del Nizza, Mounier stava per approdare al Saint-Etienne, ma il trasferimento saltò all'ultima stretta di mano: "Forse gli avrò segnato troppi gol!". Battutina che non è andata giù, non la sola poi: "Saint-Etienne? Non la amo molto, ho iniziato a giocare col Lione e con loro era vietato perdere". Questa sì, un po' più pesante. Quasi come la doppietta del 2012: colpo di testa e via, sotto la curva dell'ASSE a provocare i tifosi. Cose che restano. E che i tifosi, come spesso accade, non dimenticano mai. Risultato: striscione polemico di fronte alla sede. Ora? Beh, ora sta a lui. Col Bologna, l'anno scorso, non aveva fatto male. Pungente. 4 gol in 30 presenze, poi l'addio definitivo (prestito con diritto di riscatto). Ma stavolta, forse, servirà qualcosa di più per cancellare quelle parole.

Neuer rifiutato dal Bayern - Mounier non è solo, resta in buona compagnia. Episodio simile? Uno: quello accaduto a Manuel Neuer, oggi portiere del Bayern Monaco. Nel 2011 passò dallo Schalke 04 ai bavaresi per una cifra record (30 milioni di euro). Tra le due società nessun problema, ma ai tifosi non andava giù. Neuer era cresciuto nello Schalke, era una bandiera e si era reso protagonista di un gesto ai limiti del corretto: nel 2001, per festeggiare una vittoria contro il Bayern, sventolò in faccia ai rivali la bandierina del calcio d’angolo. Astio a mille. E al suo arrivo in Baviera l'accoglienza fu freddissima. Gli ultras, inoltre, chiesero la cancellazione del suo trasferimento e gli fecero firmare un accordo particolare. In breve: gli era vietato di avvicinarsi alla curva sud dell'Allianz, di baciare la maglia del Bayern, di cantare le strofe dell'inno e di commentare con la stampa il comportamento degli ultrà. Storie incredibili. Ora è diventato un mito, i tifosi lo acclamano. Ma quell'accordo non è stato ancora stracciato.

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