Posavec ma non solo: quante papere d'autore

Serie A

Luca Cassia

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Sfortunato protagonista in occasione dell'1-1 di Mertens al San Paolo, il giovane portiere del Palermo non è nuovo a svarioni in questo campionato. Amnesie comuni ai numeri '1' tra Serie A, B e Coppe nelle ultime stagioni: errori e orrori tra i pali tutti da rivedere

"Ha fatto una serie di interventi straordinari e un errore", così sentenzia Maurizio Sarri. Effettivamente l’1-1 di Mertens, gentile omaggio della casa, ha regalato un punto al Napoli nella più classica delle serate maledette raddrizzata dal blackout di Josip Posavec. Già, perché se il portiere del Palermo si è esibito in interventi da campione, la gaffe sull’innocua conclusione del belga (palla sotto le gambe vanificando una comoda presa) ha macchiato una prestazione di livello nonché il debutto in panchina di Diego Lopez, allenatore chiamato all’impresa salvezza dopo l’investitura di Zamparini.

Pupillo proprio del presidente rosanero a differenza di Ballardini, che ad inizio stagione reclamava un numero ‘1’ d’esperienza, Posavec è l’ennesimo prospetto scovato all’estero e trapiantato in Sicilia verso ricche plusvalenze. Classe 1996, punto fermo dell’U-21 croata e già titolare in Serie A, il giovane Josip vanta indubbie qualità per fisico, riflessi e reattività: il match del San Paolo ha ribadito un repertorio non indifferente macchiato tuttavia da peccati di gioventù. Un déjà-vu contro il Napoli, d’altronde nell’incontro al Barbera fu Callejon a beffarlo con un destro tutt’altro che irresistibile.

Stakanovista tra i pali del Palermo (22 gare disputate) eppure già battuto in 42 occasioni, Posavec condivide lo score negativo con il collega Bizzarri, portieri non a caso vincolati agli ultimi due posti della classe. Benvoluto dai compagni a dimostrazione della fiducia del Palermo, il giovane croato ha tuttavia riservato una papera da annali calcistici senza schiodarsi dall’unico clean sheet in stagione (5.a giornata, 1-0 rosanero a Bergamo). Responsabilità comuni alla difesa, sia chiaro, certo è che in stagione la sfilata di orrori trova un manifesto da brividi all’Olimpico con 3 gol concessi alla Roma (evidente l’abbaglio sul 2-0 di Paredes). Non è la buona compagnia a mancare a Posavec in Italia negli ultimi anni.

ALESSANDRO IACOBUCCI (AVELLINO-VIRTUS ENTELLA)
Senza allontanarci dall’ultimo weekend, la Serie B ha registrato l’incredibile errore del portiere ligure, 25enne ex Parma. Rivedibile la gestione del pallone, gentilmente concesso all’avellinese Lasik autore del più facile dei pallonetti. Per fortuna di Iacobucci l’Entella è uscita indenne dal Partenio (2-2 il finale).

CARLO PINSOGLIO (LIVORNO-LANCIANO)
Addirittura drammatico l’errore del numero ‘1’ livornese, già nel mirino dei tifosi toscani nell'ultima Serie B. Lo scorso 20 maggio all’Ardenza è uno spareggio salvezza: Livorno avanti 2-0 e destinato ai playout, poi il subentrato Pinsoglio di proprietà della Juventus sbaglia la presa e regala il 2-2 a Turchi all’84’. Amaranto retrocessi in Lega Pro dopo 14 anni.

EMILIANO VIVIANO (CAGLIARI-SAMPDORIA)
Torniamo in Serie A nella stagione attuale con il portiere blucerchiato ai box per una lesione al polso. Al Sant’Elia fu piuttosto un problema lontano dai pali: minuto 88, punteggio sull’1-1 e lancio in profondità di Tachtsidis sul quale Viviano è in netto vantaggio. Sarà il rimbalzo del pallone, chissà, ma il liscio del 31enne doriano propizia il gol vittoria del Cagliari. Storia nella storia: a segnare è Federico Melchiorri, primo gol in A al rientro dalla rottura del crociato.

ANDREA CONSIGLI (FIORENTINA-SASSUOLO)
Piccola premessa: la leggerezza del portiere del Sassuolo sull’innocuo retropassaggio di Adjapong, autogol comico senza discussioni, aveva già trovato illustri predecessori. Eppure il definitivo 3-1 della Fiorentina, maturato al Franchi nella scorsa stagione, è tutto da rivedere per l’eccessiva disinvoltura nel gioco con i piedi. Il risultato non merita commenti a riguardo.

DANIELE PADELLI (TORINO-EMPOLI)
Meno di un anno prima, il 6 maggio 2015, l’Olimpico di Torino riservava una topica analoga a quella registrata a Firenze. I granata di Ventura coltivano flebili speranze d’Europa, tuttavia è l’Empoli ad imporsi grazie all’autorete di Padelli: comodo l’appoggio di Moretti, fatale il liscio di sinistro con la sfera che rotola beffarda in porta. Chissà che non abbia ispirato Consigli.

LUKASZ SKORUPSKI (ROMA-FIORENTINA)
Oggi leader per clean sheet in Serie A (10 gare da imbattuto con l’Empoli), tutt’altro che esemplare nella sua stagione alla Roma promosso da Rudi Garcia. Prendete la sfida all’Olimpico contro la Fiorentina persa 3-0, risultato che costa l’eliminazione dall’Europa League dopo l’1-1 dell’andata. Ad aggiungere rimpianti il pasticcio del polacco che, per evitare un corner sullo 0-0, concede a Marcos Alonso il più facile degli assist per sbloccare l’incontro.

MAURO GOICOECHEA (ROMA-CAGLIARI)
Non ne abbiano a male i tifosi giallorossi se non ci allontaniamo dall’Olimpico, ma la frittata servita dal portiere uruguayano merita di essere apprezzata. I giallorossi crollano 4-2 contro i sardi e trovano nella presa difettosa di Goicoechea, meteora pretesa da Zeman, un colpo da ko. Prontamente scaricato dalla società al termine della stagione, il numero ‘1’ attualmente al Tolosa ha sulla coscienza l’esonero dell’allenatore boemo al termine di quella disfatta.

MORGAN DE SANCTIS (FIORENTINA-NAPOLI)
Solo 10 giorni prima, il 20 gennaio 2013, l’uscita spericolata del portiere azzurro aveva concesso l’1-0 ai viola con Roncaglia, autore di un lancio senza pretese dalla propria metà campo. De Sanctis sbaglia i tempi e scatena l’ilarità del Franchi. Per sua fortuna sarà Cavani a raddrizzare il punteggio. Indovinate chi sostituirà lo sciagurato Goicoechea alla Roma?

GIANLUIGI BUFFON (ATALANTA-JUVENTUS)
Sicuramente oggi ci riderà sopra, a maggior ragione complice il punteggio che premiò i bianconeri. Il 30 gennaio 2005 la Juventus espugnò Bergamo per 2-1 con Olivera e Del Piero, tuttavia i nerazzurri accorciarono le distanze in pieno recupero "grazie" a Gigi che fallì il controllo sul retropassaggio di Thuram. Terreno insidioso o semplice leggerezza? Forse entrambe per l’allora 27enne Buffon tuttora tra i pali dei campioni d’Italia.

NELSON DIDA (LEEDS-MILAN)
Chiudiamo con uno svarione da Champions, datato 2000 eppure puntualmente evocato dai tifosi rossoneri. Inserita nel gruppo H del torneo, la squadra di Zaccheroni non esce indenne da Elland Road a causa dell’errore clamoroso del brasiliano sulla conclusione velleitaria di Bowyer. Abbiati tornò prontamente tra i pali mentre Dida venne dirottato in prestito al Corinthians, salvo tornare a San Siro nel 2002 e archiviare stagioni da protagonista. Talvolta anche una papera può riservare un lieto fine.

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