Da Bacca a Pellè: quando il cambio fa infuriare

Serie A
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Quelli che hanno coinvolto Bacca e Brozovic nell'ultimo weekend di Serie A sono solo due dei tanti casi di screzi tra allenatori e giocatori sostituiti. Indimenticabile quello tra Delio Rossi e Ljajic, in un Fiorentina-Novara del 2012; oppure quello  tra Zanetti e Hodgson nella finale di Coppa Uefa del 1997. Un vizietto che appartiene anche ai più grandi, come Alex Del Piero

"Cambio!": e giù il muso. Quante volte è successo, quante volte succederà. Gli ultimi casi di una lunghissima serie proprio nell’ultimo weekend di Serie A. Due le situazioni bollenti: la prima quella che ha visto protagonista il rossonero Bacca, probabilmente la più eclatante. Anche perchè reiterata: era già successo col Pescara che il colombiano uscisse stizzito dopo la sostituzione, senza stringere la mano a Montella. “C’è chi ha fatto peggio”, ha poi glissato poi l’allenatore del Milan. Pace fatta, o quasi. A fare compagnia a Bacca, Marcelo Brozovic, anche lui nervoso per la sostituzione operata da Pioli nella gara contro la Juve. E anche lui perdonato: “Conosco il suo carattere, è istintivo ma generoso - ha detto l’allenatore nerazzurro nel post - Gli è dispiaciuto uscire, purtroppo toccava a lui".

Tuffo nel passato - I litigi tra allenatori e giocatori non sono una moda del “calcio moderno”, questo è certo. Nel 1997, durante la finale di Coppa Uefa, uno dei casi più celebri. Protagonisti Roy Hodgson e Javier Zanetti: l’argentino non prende bene il cambio ed esce stizzito, infuriandosi con l’allenatore inglese davanti alle telecamere. I due si abbracciano al termine della partita, ma, negli spogliatoi, si riaccende la lite. Due anni più tardi a subire un eclatante “vaffa” fu Giovanni Trapattoni, vittima degli insulti di Edmundo. Dura, dopo il fatto, la reazione dell’allenatore milanese: “In privato ti spiego tutto…”. Nel 2000, indimenticabile lo scontro tra Vincenzo Montella (guarda te…) e Fabio Capello: l’attaccante romanista, rimpiazzato da Delvecchio per gran parte della stagione, non gradisce di essere inserito in campo a soli 7’ dalla fine nella gara contro il Napoli. E sbotta contro il suo allenatore: “Deficiente”. Alla risposta di Capello, l’aeroplanino non si placa: “Pezzo di m….”.

Da Di Natale a Ljajic - Il più sfortunato di tutti, però, è forse Serse Cosmi, che già di suo non è un tranquillone. Nella partita Udinese-Werder Brema di Champions League (2005-2006), doppio sfogo da parte dei suoi: prima Di Michele calcia una bottiglietta al momento della sostituzione, poi Di Natale, appena dopo il gol, si rivolge verso la panchina sussurrando parole poco dolci. “Con me queste succedono una volta sola, o si scusano o non giocano più”, la reazione nervosa dell’allenatore perugino. A proposito di nervoso: ricordate Delio Rossi? Nel 2012 fu proprio l’allenatore della Fiorentina a scagliarsi contro un suo giocatore, in quel caso Adem Ljajic. La dinamica e il motivo della rissa a bordo campo restano ancora oggi un mistero, ma è chiaro che le parole del serbo al momento del cambio dovevano essere state davvero pesanti.

 

 

Il “vizietto” di Del Piero -  Chi ha più volte testato la pazienza dei suoi allenatori è Alex Del Piero. “Io? Macchè!”, ha raccontato scherzando al Club di Caressa l’ex numero 10 della Juventus. "Vialli dice così perchè non è mai stato sostituito...". L’ultimo suo ‘colpo’ in Australia, nel 2014, quando Farina decide di sostituirlo durante il derby di Sydney, proprio nel momento decisivo della gara. La reazione di Del Piero è sdegnata e se ne va in panchina senza rivolgere mezza parola al suo allenatore, ma guardandolo davvero di traverso. Nel 2010, siparietto anche con Zaccheroni: il tecnico bianconero è deciso a cambiare Alex, ma lui non è d’accordo e consiglia la sostituzione di Marchisio. Detto, fatto: il centrocampista esce al posto suo. “Ci siamo capiti male - ha poi chiarito - Però mi è dispiaciuto molto essere sostituito con l’Inter nell’ultima partita”. Celebre anche lo screzio nel 2006 con Fabio Capello: sostituito da Ibrahimovic, Del Piero una volta in panchina si infuria e scaglia atterra borraccia e giubbotto, ignorando il suo allenatore.

Sfuriate da nazionale - Come detto, le sfuriate post-sostituzione sono all’ordine del giorno. E talvolta sconfinano anche nel territorio della nazionale. L’ultimo, rumoroso caso, quello che ha coinvolto Graziano Pellè, che per un litigio con Ventura nell’ottobre del 2016 ha perso addirittura il treno azzurro: il cambio contro la Spagna non gli è andato giù e a nulla sono valse le scuse social. “Atto irriguardoso”, aveva sancito la FIGC. Uno dei primi casi di nervosismo in azzurro addirittura nel 1974, quando, nella partita di esordio del mondiale contro Haiti, Chinaglia, sostituito da Anastasi, si rivolge a Ferruccio Valcareggi con un plateale gestaccio. Anastasi stesso, poi, segnerà il gol del definitivo 3-1. Nei mondiali del 1990 sempre con un gestaccio Carnevale compromette il suo rapporto con Vicini: sostituito per due partite consecutive da Schillaci, l’attaccante si lascia scappare un “vaffa” che non sarà mai più perdonato dal suo allenatore. Vittima della tensione anche Roberto Baggio: celebre, nel 1994, il suo “ma questo è un matto” diretto ad Arrigo Sacchi, che lo aveva sacrificato al posto di Marchegiani dopo l’espulsione di Pagliuca, nella gara del mondiale contro la Norvegia.

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