Napoli, Insigne: "Col Real non è finita"

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Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, l’attaccante azzurro torna a parlare del match contro il Real Madrid e si mostra molto fiducioso in vista del ritorno al San Paolo: "Non sarei così pessimista, non abbiamo giocato male ma siamo stati diversi. Comunque la squadra è viva e lo vedrete"

“Al San Paolo li battiamo”. Non fa giri di parole Lorenzo Insigne. Dopo il gol di mercoledì sera al Bernabéu - che non è però servito alla sua squadra ad evitare la sconfitta, l’attaccante del Napoli parla chiaramente delle sue aspettative in vista del ritorno al San Paolo. Il fantasista napoletano è molto ottimista, come rivela lui stesso sulle pagine del Corriere dello Sport: "E’ un peccato che il vantaggio sia durato poco, appena una decina di minuti - inizia dicendo Insigne nell’intervista - ma quando sei in campo non ti rendi conto del tempo che passa e comunque pensi ad altro. Però aggiungo: io non sarei così pessimista. Il 3-1 condiziona il giudizio globale".

Sul gol e sul pre partita -
"E' successo tutto molto in fretta, la palla sui piedi di Hamsik, io che vado nello spazio, Marek che me la dà coi giri giusti. Io ho guardato Keylor Navas e ho visto che stava distante dai pali, mi è sembrato di vederlo fuori posizione o almeno così l'ho battezzato. Ho tirato, dando forza e cercando anche la traiettoria. Diciamo che sono stato anche un po' fortunato. Prima della gara avevo sentito Cassano al telefono. 'Non ci pensare', mi ha detto, 'gioca come sai'. E' stato molto carino, io e lui abbiamo un rapporto sincero, amicale e familiare. Poi abbiamo chiacchierato anche di altro, non solo della partita ma la tensione bastava ed avanzava in quel momento". Poi il discorso di Maradona nel pre partita: "Di un impatto emozionale straordinario, unico. Lo guardi e pensi che hai di fronte a te il più grande del calcio, un fenomeno irraggiungibile. Ci ha detto poche cose, 'Fate quello che non è riuscito a me; sono passati trent'anni, adesso tocca a voi. Credeteci'".

Sulla partita - "Secondo me non abbiamo giocato male - ha aggiunto l’attaccante - siamo stati diversi da quelli che in genere mostriamo di essere. Ma non è stata paura né soggezione. Penso invece sia stato altro, ad esempio l'abitudine ad affrontare questo genere di gara. Loro ce l'hanno nel DNA, hanno vinto coppe di ogni tipo, ne hanno vissute a decine o anche a centinaia di partite così. Noi siamo sulla strada giusta, ma abbiamo bisogno di crescere e per farlo, servono gare come queste e anche delusioni del genere, dalle quali però ci si rialza. Perché il Napoli è vivo e lo vedrete al ritorno. Siamo in corsa ancora su due tre fronti perché Napoli-Real Madrid sarà diversa. Vi stupiremo, ritroveremo noi stessi, quelli che la gente è abituata a vedere. E comunque mi permetto di aggiungere che non mi sembra che poi sia stata una così brutta partita, è il risultato che inganna. Il sogno resta, certo che sì. Io voglio vincere e non dico cosa: voglio altri trofei importanti, da godermi con questa maglia addosso".

Sul Real Madrid - E ancora: "Segnare là lascia il segno ma l'amarezza per la sconfitta non ti concede nulla. Loro sono stati bravi, non meritavamo questo passivo. Però non è finita. Se ho pensato di vincerla sull'1-0? Sapevo che sarebbe stata lunga e dura. Quando sei lì ti rendi conto di quanto sono bravi, di cosa voglia dire essere campioni e come si affrontino certe gare avendo dentro di te un bagaglio d'esperienza che hai accumulato in tutte le manifestazioni. Noi siamo sulla strada giusta, ma abbiamo bisogno di crescere. A parte Cristiano Ronaldo, sono rimasto impressionato da Modric, un autentico fenomeno. Quando lo osservi ti rendi conto che ha doti naturali, fa tutto in scioltezza e fa sempre la cosa che non t'aspetti. La maglia di Ronaldo? L'ho incrociato all'intervallo, è stato istintivo chiedergliela. Comunque non sono mostri, pur essendo di livello assoluto. A noi è mancato qualcosa, ma ci sono state fasi della partita in cui siamo riusciti a palleggiare e abbiamo creato".

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