Dani Alves: "Al Barça falsi. La fama è una m..."

Serie A

Il suo addio al mondo blaugrana, il suo presente e l'obiettivo Champions con la Juve, il rapporto con il Real di Mourinho e CR7, l'amore per la musica. L'esterno bianconero si confessa a "Abc" e non risparmia alcune frecciate...

"Andarmene gratis dal Barcellona è stato un gesto di classe. Durante le mie tre ultime stagioni sentivo sempre dire che Dani Alves se ne sarebbe andato, ma i dirigenti non mi dicevano mai nulla in faccia. Sono stati falsi e non mi hanno portato rispetto, offrendomi il rinnovo". Dani Alves oggi è felice alla Juve, ma in un’intervista ad Abc è tornato anche sul suo addio al mondo blaugrana. "Volevo uscire dalla mia zona di comfort e competere ad alto livello in un club storico e vincente, perché sono un vincente. E la Juventus lo è altrettanto. E' un'istituzione che ha sempre qualcosa da insegnarti, che compete sempre".

La sua vita bianconera - "Qui sono felice e ho nuove e belle sfide in questo gruppo. Abbiamo una squadra per giocarci la Champions - ha aggiunto-, senza dubbio. Ma qui sono tutti molto superstiziosi e lo dicono a voce bassa: andiamo passo dopo passo. Prima contro il Porto, poi vedremo cosa succederà".

Mentalità vincente - "Uno deve svegliarsi e lottare per i suoi obiettivi, ma una volta raggiunti bisogna metterli da parte e pensare a nuove sfide. La felicità momentanea non mi piace: amo lavorare giorno dopo giorno per essere sempre felice. Per questo quando ho vinto una Champions non mi sono mai fatto trecento foto con la coppa: è solo un trofeo".

"La fama è una m…" - Il mondo del pallone, però, non gli piace più di tanto: "Il calcio è molto ipocrita: per questo sono deluso. La fama è una m***a. Da piccolo mi esercitavo sul mio autografo perché sognavo di essere famoso, importante e fare autografi. Ma questa è la mentalità che fa parte dell'innocenza di un bambino: realmente, non avevo idea di cosa significasse. Ora che son famoso, mi son reso conto del fatto che le persone famose siano mal viste. Il calcio porta invidia, ipocrisia e false amicizie".

Il Real di Mou - "Non è vero che non mi piacciono i giornalisti. Non mi piace che inventino cose, manipolino e seminino discordia: mi riferisco alla stampa sportiva di Madrid e Barcellona: fanno giornalismo da bar, da social. Gli interessa solo la parte "morbosa". Tutti i miei problemi con Cristiano Ronaldo sono nati per colpa loro. Credeva avessi parlato male di lui, per una intervista riportata male, e non mi salutò al Pallone d'Oro 2015. Ma io lo rispetto. Altro discorso sul Real di Mourinho: non sapeva perdere e giocò sporco".

 

La musica dopo il calcio - Dopo il pallone, forse ci sarà la musica. Il terzino brasiliano è solito mostrare questa sua passione con video molto cliccati sui social network. “Amo la musica, il mio hobby è il calcio: sono convinto che in un'altra vita sarei stato cantante. Da piccolo già avevo un gruppo, mio padre lavorava in un club che ospitava bande musicali. Ho un fratello cantante, una casa di produzione in Brasile, compongo, aiuto gruppi che iniziano per farci conoscere: quando lascerò il calcio mi darà totalmente alla musica, è la mia grande passione".