Palermo, Rispoli ok. Zamparini: "Sono felice"

Serie A
Il Palermo durante l'allenamento (palermocalcio.it)
Palermo_allenamento_twitter

I rosanero in campo in vista dell'importante sfida dell'Olimpico di domenica contro il Torino. Intanto, Zamparini parla del suo addio: "Lascerò il club in buone mani, sono felice per l'affetto ricevuto dalla città". E si lascia andare a qualche ricordo: "Al Palermo mi sono divertito, Dybala qui guadagnava 500 mila euro..."

La nuova era del Palermo è pronta a cominciare. Le dimissioni di Zamparini aprono a un nuovo futuro per i rosanero: saranno guidati, a closing raggiunto, da una cordata americana (ancora sconosciuta). Intanto, però, sul campo c’è da raggiungere una salvezza che si allontana sempre di più, giornata dopo giornata. Dopo l’1-1 con la Sampdoria, un nuovo tentativo di avvicinare l’Empoli sarà fatto domenica, sul difficile campo del Torino. A disposizione di Lopez quasi tutta la squadra, fatta eccezione per Pezzella (sta lavorando a parte), Rajkovic e Silva, con questi ultimi due ancora impegnati con le terapie e dunque lontani dal rientro.

Zampa lascia - La notizia delle dimissioni del presidente rosanero era nell’aria e l’ufficialità è stata comunicata proprio a inizio settimana. Zamparini stesso è tornato nella giornata di oggi sulla sua decisione: “Da tempo dicevo di voler lasciare il Palermo in buone mani e così sarà”, ha detto durante un intervento radiofonico. “Penso di aver trovato l’acquirente giusto. Questo calcio mi ha stressato molto, non ho più vent’anni ed era giunto il momento di lasciare. È vero che la passione non ha età, ma sono molto contento perché pensavo di avere un po’ di sconforto, ma non ho rimpianti. Sono felice per l’affetto dato e ricevuto da Palermo”. Ancora si conosce poco della nuova dirigenza: “Non ne capisce molto di calcio - ha spiegato Zamparini - per questo motivo resterò nel consiglio d’amministrazione del club rosanero, farò da consulente e metterò a loro disposizione la mia esperienza”.

Ricordi - Nel corso dell’intervista Zamparini ha lasciato spazio anche ai ricordi, rievocando i tempi d’oro del suo club: “A Palermo mi sono divertito. Ad un certo punto tra le mani avevo in attacco Pastore, Cavani, Hernandez. Poi ho avuto Dybala, che con me guadagnava 500mila euro. Ma erano altri tempi e c’erano altre possibilità economiche”. Dal punto di vista amministrativo “l’Italia è un disastro: non riusciamo a esprimere il calcio che vediamo all’estero. E’ veramente patetico vedere che il calcio diventa un serbatoio di interessi economici e non di valori. Quando sono entrato nel calcio non c’erano i presidenti attuali”. Una battuta anche su Juventus-Napoli: “Una volta succedeva di peggio. Sono cose che capitano, in questo momento il Napoli è molto sfortunato e ora più che mai i tifosi devono sostener la squadra senza allarmarsi. Gli uomini di Sarri giocano anche meglio della Juventus che, però, è una super corazzata. I tifosi non devono prendersela con quel poverino di De Laurentiis che ha portato il club ad alti livelli, anzi, devono essere felici”.

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