Lazio-Sampdoria 7-3: gol e highlights

Serie A

Dieci reti, tanto spettacolo. I biancocelesti travolgono la squadra di Giampaolo (in dieci uomini per quasi tutta la partita), approfittano dello stop dell'Atalanta a Udine e blindano il quarto posto. La conquista dell'Europa è aritmetica. La qualificazione diretta può arrivare già in serata, se il Milan non batte la Roma

LAZIO-SAMPDORIA 7-3

3' Keita (L), 19' rig. e 70' Immobile (L), 32' Linetty (S), 36' Hoedt (L), 38' rig. Felipe Anderson (L), 45' De Vrij (L), 65' Lulic (L), 72' e 89' rig. Quagliarella (S)

L’Atalanta frena, la Lazio no. La squadra di Simone Inzaghi travolge una Sampdoria in 10 uomini per quasi tutta la partita 7-3, sale a 70 punti in classifica e blinda il quarto posto. La qualificazione diretta in Europa League può arrivare già in serata, se il Milan non batte la Roma. Gara fantastica in avvio con il gol del vantaggio di Keita dopo 1 minuto e 55 secondi, poi tanti capovolgimenti di fronte. Al 18' l’episodio che condiziona il resto della gara. Keita vola verso la porta protetta da Puggioni, Skriniar lo stende. Per l’arbitro Mazzoleni non ci sono dubbi: è espulsione e calcio di rigore. Immobile dal dischetto non sbaglia e segna il 21° gol in campionato. Sul 2-0, con un difensore centrale in meno, il match è ormai segnato. Giampaolo è costretto a togliere dal campo un ispiratissimo Schick per inserire Vasco Regini. Anche se in inferiorità numerica, i blucerchiati provano a reagire con un tiro da posizione defilatissima di Quagliarella al 22’ e con il gol del 2-1 di Linetty al 32’, che approfitta di un “buco” al centro della difesa laziale. Da quel momento un vero e proprio monologo che porta la squadra di Inzaghi prima a chiudere il primo tempo sul 5-1. Poi, nella ripresa a rimpinguare ulteriormente il tabellino con il gol di Lulic, e il 22° di Ciro Immobile in campionato. C’è tempo anche per una doppietta di Fabio Quagliarella.

Le scelte

Simone Inzaghi conferma in avanti Keita, assoluto protagonista nel derby contro la Roma, e rilancia Immobile, fermo nella gara vinta contro i giallorossi per febbre. Senza Parolo, fermo per squalifica, in mezzo al campo nel solito 3-5-2, c’è Lulic oltre a Biglia e Milinkovic-Savic. Sulle fasce Felipe Anderson e Jordan Lukaku. Giampaolo recupera Schick e lo schiera dal 1’ con Quagliarella e Djuricic a supporto. A centrocampo torna Barreto, con Torreira e Linetty. In difesa sulle fasce Berezsynski e Dodò. In mezzo ci sono Silvestre e Skrikiar.
 

Super Keita

Prima dell’inizio della gara, tutti notano sugli spalti ospiti molto illustri. Due doppi ex: Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic. In apertura Keita Balde segna il gol più veloce in questo campionato per i biancocelesti: 1’ e 55’’. Ma i numeri dell’attaccante scuola Barça non finiscono qui: nelle ultime tre giornate ha segnato sei gol. Cinque nei primi 30 minuti di gioco.
 

Doppia occasione Samp, poi l’espulsione di Skriniar

Al 17’ un numero pazzesco di Schick libera Djuricic al tiro, e Strakosha para prima su di lui, poi su Linetty, a cui non riesce il tap-in. Passa un minuto, e Skriniar stende Keita lanciato a rete. Per il difensore è espulsione. Immobile trasforma il calcio di rigore. Dopo il momentaneo 2-1 di Linetty al 32’, la Lazio segna con Hoedt di testa al 36’, con Felipe Anderson su un altro calcio di rigore (assegnato per fallo di Regini su Lulic), e con De Vrij sul finire di primo tempo. Un 5-1 netto. Per Hoedt e De Vrij è il secondo gol in serie A con la maglia della Lazio. Per i biancocelesti arriva il 10° gol su calcio di rigore, solo la Roma ne ha trasformati di più: 11.
 

Ripresa, quanti altri gol!

La partita per la Lazio non cambia mai indirizzo. C’è tempo anche per il 6-1 di Lulic e il 7-1 di Immobile. Poi arriva una doppietta di Quagliarella, uno su calcio di rigore all’89’. Per Ciro Immobile è la quinta doppietta in questo campionato: ha eguagliato il suo record di gol in una sola stagione (22 con il Torino nel 2013-2014). Era dal marzo 1995 che la Lazio non segnava almeno sette gol in una partita di Serie A (Lazio-Fiorentina 8-2). Da maggio 2005, invece, non venivano segnati 10 gol nello stesso match di campionato (Parma-Livorno 6-4)

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