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Giacomo Bonaventura si ritira: "Stop al calcio giocato, è stato un viaggio bellissimo"

l'annuncio

Giacomo Bonaventura annuncia il ritiro dal calcio giocato a 36 anni con un video su Instagram: "Non è un addio al campo: il mio rapporto con il calcio non finirà mai". Il centrocampista italiano ha vestito le maglie di Atalanta, Milan e Fiorentina in Serie A, oltre che quella della Nazionale, e aveva avuto l'ultima esperienza la stagione scorsa con l'Al-Shabab in Saudi Pro League

NON SOLO 'JACK': I CALCIATORI RITIRATI NEL 2026

Un video di lui davanti alla televisione, con le sciarpe di Atalanta, Milan e Fiorentina sullo sfondo. Così Giacomo Bonaventura, per tutti 'Jack', ha annunciato su Instagram il proprio ritiro dal calcio giocato a 36 anni.

La carriera: dall'Atalanta all'Al-Shabab

Centrocampista, marchigiano di nascita, cresce calcisticamente nell'Atalanta, con cui esordisce in Serie A nel 2008. Dopo prestiti alla Pergocrema e al Padova, torna a Bergamo nel 2010, diventando un punto fermo del club e guadagnandosi la convocazione in Nazionale. Nell'estate del 2014 passa al Milan, dove vive le sue stagioni più prolifiche: 6 anni, 184 presenze, 35 gol e la Supercoppa italiana 2016. Ingaggiato dalla Fiorentina nel 2020, continua a giocare regolarmente da titolare fino al 2024, quando si trasferisce all'Al-Shabab in Saudi Pro League

Il video sui social: "E' stato un viaggio bellissimo"

"Non ho mai iniziato a giocare a calcio per diventare qualcuno. Ho iniziato perché, con un pallone tra i piedi, mi sentivo libero. A Bergamo sono cresciuto, l'Atalanta mi ha formato. Disciplina, duro lavoro, umiltà. Poi è arrivato il Milan, San Siro. Un'adrenalina che ti entra dentro e non se ne va. Con voi ho costruito un legame forte e mi sono sentito parte della grande storia rossonera. Certe notti, certe emozioni, le porterò dentro per sempre. Poi Firenze, la Fiorentina. Quattro stagioni che non dimenticherò mai. Una città meravigliosa, un tifo straordinario, un calore forte. Infine a Riyadh, un'esperienza unica. Amici nuovi, una cultura diversa che mi ha arricchito come uomo. La Nazionale, quella è qualcosa di speciale. Non si può spiegare a parole: si sente. Rappresentare il proprio paese è un orgoglio che ti resta addosso per la vita. Oggi è il momento di dire stop al calcio giocato. Ma non è un addio al campo. La mia passione per questo sport è troppo grande. Il mio rapporto col calcio non finirà mai. Grazie ai miei compagni, agli allenatori, ai tifosi e alla mia famiglia. È stato un viaggio bellissimo".

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