Serie A, moviola 35^ giornata: Genoa, manca un rigore. Al Sassuolo...

Serie A

Lorenzo Fontani

Giornata ricca di episodi, espulsioni e decisioni arbitrali rivedibili. Più di un rimpianto per la formazione di Eusebio Di Francesco, a cui viene assegnato un rigore, l'unico che non c’era tra i tanti non fischiati...

JUVENTUS-TORINO

Il secondo giallo ad Acquah che tanto ha fatto arrabbiare Mihajlovic è severo ma tecnicamente legittimo. Se è vero che entrare prima sul pallone è un'attenuante, va infatti ricordato che la regola su falli e relativi cartellini prende in considerazione solo il rischio di far male all'avversario, in questo caso con un intervento che si può senz'altro considerare imprudente e dunque da giallo. Piuttosto, è la prima ammonizione che andava risparmiata al centrocampista granata: la meritava di più Molinaro dopo l'entrata su Cuadrado e il giusto vantaggio concesso da Valeri. Poi arriva il contatto Acquah-Dybala, che simula di essere stato colpito al volto traendo in inganno l'arbitro. Per il resto, condivisibile la punizione che porta al vantaggio del Torino: è vero che Asamoah usa il braccio per appoggiarsi a terra ma si fatica a perdonare chi si oppone così in scivolata a un pallone basso. Ci stava infine punizione - con giallo - in occasione di uno sprint di Belotti sul quale Bonucci si arrangia con una mano sulla spalla, anche se probabilmente l'attaccante accentua l'effetto del contatto.

 

UDINESE-ATALANTA

Al 37° del primo tempo - ancora sullo 0-0 - omissione di Di Bello che non punisce un'entrata in ritardo di Raimondi su Zapata: mancano punizione e - considerata la buona opportunità di contropiede - secondo giallo per l'atalantino.
 

GENOA-INTER

In avvio Simeone scatta in posizione regolare su un lancio di Lazovic e viene affrontato in area da Medel che lo colpisce sul polpaccio sinistro, tanto che poi l'attaccante dovrà uscire. Damato e l'addizionale Abisso non fanno una piega ma c'era rigore e cartellino almeno giallo per Medel vista la pericolosità dell'azione.

Convince poco anche il rigore concesso all'Inter nel finale e poi respinto da Lamanna a Candreva: sulla conlcusione di Perisic Damato punisce il fallo di mano di Burdisso ma visto il movimento e la posizione del braccio, piegato ma non così sporgente dalla sagoma, si fa un po' fatica a giudicare colpevole il difensore. Dopo il rigore sfugge alle immagini il momento del rosso a Kondogbia che evidentemente ne dice qualcuna di troppo all'arbitro.

 

LAZIO-SAMPDORIA

Tutti giusti i tre rigori concessi da Mazzoleni. Il primo alla Lazio per fallo di Skriniar su Keita, lanciato da solo verso il portiere. Inevitabile la decisione dell'arbitro e anche l'espulsione del difensore, che probabilmente scivola finendo per travolgere l'avversario con un fallo che non può far scattare la derubricaizone del rosso a giallo.

Piuttosto evidente anche il fallo che commette Regini che interviene in ritardo sgambettando Lulic. Nessun cartellino in questo caso perché il laziale sembra essersi allungato troppo il pallone. Ci stava invece - ancorché irrilevante nella partita - almeno un giallo a Wallace quando arriva il terzo - giusto rigore della partita, per lo sgambetto ai danni di Torreira, che invece aveva tempo e modo di mantenere il possesso del pallone.
 

SASSUOLO-FIORENTINA

Partita da record di episodi con l'arbitro Gavillucci che non convince nei rigori concessi e se ne perde almeno un paio a favore del Sassuolo: il primo è quello con cui meritava di essere punito questo intervento di Gonzalo su Matri. Poco dopo Bernardeschi cade in area su un contatto alla spalle di Adjapong e Gavillucci indica il dischetto, ma dal replay si intuisce un contatto col piede fuori area e poi uno con la mano a cavallo dei 16 metri ma molto molto leggero.

Passa qualche minuto e si torna nell'area viola: questa volta protagonisti Sanchez e Berardi che chiede il rigore per l'intervento scomposto dell'avversario che cercando il pallone gli finisce addosso: poteva starci. A inizio secondo tempo ricomincia il valzer: Matri va a terra per una presunta trattenuta di Tomovic, ma qui c'è davvero poco per pensare al rigore.Rigore che invece meritava eccome di nuovo Berardi quando, dopo un'azione travolgente, viene fermato correttamente da Cristoforo e Borja Valero ma poi viene spintonato via da Gonzalo, poco conta che l'attaccante fosse già in caduta, e che dopo finga un colpo al volto mai ricevuto.

In mezzo a tutto questo caos nelle aree, c'è tempo anche per il gol del possibile 2-0 viola annullato ingiustamente a Bernardeschi: sul lancio di Tello era giusto in linea prima del colpo di testa vincente, ma si alza la bandierina dell'assistente. Decisione comunque difficile. Alla fine il rigore per il Sassuolo arriva quando il solito Berardi entra in area e viene affrontato alle spalle da Gonzalo Rodriguez che però spinge un po' ma riesce a togliere il pallone all'avversario con un intervento corretto. Arrivano invece rigore e secondo giallo per il capitano viola.

 

EMPOLI-BOLOGNA

Nel primo tempo sull'1-1 protesta soprattutto l'empolese Croce per un sospetto mani di Donsah nell'area del Bologna, ma il tocco sembra di spalla e non di mano, fa bene l'arbitro Calvarese a lasciar proseguire.

 

PESCARA-CROTONE

Il Pescara chiude la partita in 10. Tutto nasce da un rigore non concesso da Russo quando nell'area del Crotone Benali punta Capezzi e va a terra. Rigore cercato ma che c'era, l'arbitro non lo concede e Benali perde la testa: prima giallo per proteste e poi rosso diretto.

 

CHIEVO-PALERMO

Il Chievo passa in vantaggio su rigore concesso dall'arbitro Serra, alla sua seconda gara in A, per fallo di Bruno Enrique su Inglese. Intervento in ritardo e senza trovare il pallone del calciatore del Palermo, anche se Inglese probabilmente accentua la caduta.

 

MILAN-ROMA

Vede bene Rizzoli su due episodi in area, uno per tempo: Manolas rischia con una sorta di taglia fuori su Paletta che vola via e chiede il rigore, ma l'intervento del greco si può considerare nei limiti del regolamento. Chiaro invece il rigore concesso alla Roma nel finale, quando lo stesso Paletta contrasta irregolarmente Salah facendolo inciampare sul suo piede al momento del tiro: corretto anche il rosso perché il difensore non va a contendere genuinamente il pallone all'avversario.

 

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