Napoli, Sarri: "Se mi cercano altri club non rispondo"

Serie A
Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, con Paulo Sousa (Getty)

L’allenatore azzurro: "Mertens sta facendo il fenomeno in campo, gli obiettivi personali vanno bene, ma quelli della squadra sono sempre più importanti. La squadra è rimasta concentrata ed è un sintomo di crescita, la mentalità sta cambiando"

Si chiude con una bella vittoria la stagione del Napoli davanti ai tifosi del San Paolo, gli azzurri di  Maurizio Sarri sconfiggono la Fiorentina con un netto 4-1. A segno Koulibaly, Insigne e Martens (doppietta), inutile la rete di Ilicic per il momentaneo 3-1. I partenopei salgono a quota 83 punti, sempre a -1 dalla Roma vittoriosa contro il Chievo. Dopo il novantesimo i calciatori hanno salutato il pubblico del San Paolo e Maurizio Sarri, ai microfoni di Sky Sport ha parlato così della partita di serata e non solo. Queste le sue parole: "Era una partita rischiosa, la non contemporaneità delle gare ci aveva messo in una situazione mentale difficile. I ragazzi hanno dato una grande risposta sul piano della mentalità, vincendo nettamente contro una squadra che ha fatto discretamente bene. Contro la Fiorentina abbiamo sempre avuto vita difficile, la squadra invece è rimasta sempre concentrata ed è un sintomo di crescita".

Su Mertens e sul finale di campionato

"Mertens? Dries sta facendo il fenomeno in campo, non fuori. Avevo chiesto prima della gara a quanti gol fosse Dzeko e mi avevano detto 27 probabilmente non avevano aggiornato con il gol di oggi. Magari potevo fare un altro cambio ma era giusto dare spazio a Pavoletti che era da tanto che non entrava. Gli obiettivi personali vanno bene, ma quelli della squadra sono sempre più importanti. Non ho parlato con lui del rinnovo, era importante restare concentrati sulla partita. Sicuramente questo gioco lo aiuta, ma lui sta migliorando in tutti i movimenti da prima punta. Probabilmente farebbe discretamente anche in altre squadre". E ancora: "Non ho visto Chievo-Roma, alle 18.30 abbiamo fatto riunione tecnica e poi siamo andati verso lo stadio. Nel nostro pullman sono vietate le radio o altre cose, abbiamo solo chiesto il risultato alla fine".

Sul futuro

Obiettivi per la prossima stagione? "La prima cosa da fare è cambiare quello che fa i sorteggi. Siamo l’unica squadra al mondo che è stata eliminata in due competizioni diverse dalle due finaliste di Champions. Dieci anni fa, dopo il Pescara mi ero avvicinato alla Serie A ma le trattative non andarono a termine. Forse negli anni successivi ci ho messo del mio, non penso di essere cambiato tanto. Forse invecchiando sono più paziente, anche se ancora non ne ho tanta. Forse è cambiato anche il calcio, il gusto collettivo che si avvicina più al nostro calcio. Se mi stanno chiamando altre squadre? Se non ho il numero in rubrica non rispondo, quindi è inutile…".

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