Atalanta, Gasperini: "In Europa per fare bella figura"

Serie A
Gian Piero Gasperini, allenatore dell'Atalanta (Getty)
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L’allenatore, dopo il quarto posto centrato, parla di futuro confessando che la competizione europea - nella prossima stagione - sarà prioritaria: "Andremo ovunque per giocare al meglio di noi stessi, per esportare il nostro calcio. Non mi preoccupa l’aspetto tecnico ma temo gli infortuni"

Continuare a far vedere quanto di buono mostrato in questo campionato e proseguire con la crescita di giovani prospetti interessanti. L’Atalanta ha già messo le basi per la prossima stagione e, in attesa di godersi le meritate vacanze, anche Gian Piero Gasperini inizia parlare di futuro. Il suo sarà ancora certamente legato ai colori nerazzurri, per capire invece quali giocatori allenerà nella prossima annata tutti dovranno attendere ancora. Sulle pagine della Gazzetta dello Sport, il tecnico è tornato sull’inizio di stagione e sull’impresa del gruppo con queste parole.

Sul complicato inizio di stagione

"Non pensavo all’esonero quando i risultati non arrivavano - confessa - sapevo di essere incappato in un misto di sfortuna e di episodi e anche se la critica su di me era feroce ricordavo che l’anno scorso questa squadra a un certo punto aveva fatto sei punti in 14 partite; alla sesta noi avevamo sei punti ed eravamo in linea con l’obiettivo di una salvezza tranquilla. La vittoria di Crotone però non ha rasserenato la città e la svolta è arrivato contro il Napoli alla settima: alcuni giovani li avevo già lanciati la settimana prima col Crotone - ad esempio Petagna, che in partenza era la quarta punta".

Sugli attaccanti nerazzurri

"In carriera ho avuto Milito, Palacio, Perotti ed è difficile stilare graduatorie su chi è il più forte. Gomez prima del mio arrivo era relegato sulla fascia, poi è diventato un riferimento per la squadra, si è elevato a top player e lo dimostra il fatto che a 29 anni sia stato convocato nell’Argentina. Ha cambiato modo di allenarsi, a fine stagione ancora pressa, corre e si diverte. Anche Petagna è un grande attaccante per la quantità di lavoro che fa; segna e segnerà ancora ma deve lavorare su se stesso nei sedici metri, avvicinarsi al portiere, sfruttare palle vaganti e deviazioni, crescere negli smarcamenti. Conti, ad esempio, ha realizzato diversi gol nell’area piccola perché è un rapace naturale e se Petagna farà come lui diventerà straordinario, da grande attaccante qual è ora".

Futuro e obiettivi

E sul futuro: "Non mi preoccupa l’aspetto tecnico in vista della prossima stagione ma temo gli infortuni come è accaduto al Sassuolo quest’anno. Non abbiamo le rose di Juve e Napoli e dobbiamo adeguarci, trovare più giocatori di livello che possano sostituirsi gli uni con gli altri. L’Europa per me sarà prioritaria perché vogliamo fare bella figura e andremo ovunque per giocare al meglio di noi stessi, per esportare il nostro calcio, anche se l’Europa League ci toglierà qualcosa in campionato, è inevitabile. L’Atalanta non ha comunque nulla da invidiare a nessuno per consistenza e capacità della presidenza, per organizzazione e strutture".

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